Ultime notizie

Con "In My Mind Tour" il jazz caraibico sbarca in Sardegna
Le sonorità del jazz e i ritmi caraibici s’incontrano per la prima volta in un nuovo progetto musicale made in Sardinia che fonde alla perfezione originalità del genere e orecchiabilità d…

Leggi tutto...



Le notizie

Con due goal Matri mette k.o. il suo ex Cagliari
      Sabato da dimenticare per tutti, tranne per Juventus e Matri ovviamente. Al Sant'Elia, gremito come non mai, è apparso un Cagliari insicuro e zoppicante, irriconoscibile. Che sia st…

Facile sentirsi a casa in Marocco PDF Stampa E-mail
Esteri - Esteri
Scritto da Flavia Attardi   
Martedì 14 Giugno 2011 16:07

A Marrakech il clima a giugno può essere più o meno come quello di Cagliari: la temperatura sale, senza le impennate tipiche di luglio e agosto, e la sera a volte è il caso di coprirsi un minimo, giusto il tanto per affrontare un paio gradi in meno dopo il tramonto. La gente del posto lavora e si sposta con ritmi in tutto e per tutto assimilabili ai nostri: siamo nel Maghreb e la mediterraneità non è un fattore residuale della loro e della nostra cultura. Secondo un detto locale “la fretta uccide”: un po’ il caldo, un po’ l’indole, appunto, mediterranea, fanno sì che la gente per strada si prenda il suo tempo per fare ciò che deve e per socializzare. Non potremmo essere più lontani dalla rush hour di Londra, dalla frenesia di Milano o Berlino.

Al di là di ciò che ci differenzia in maniera evidente - in primo luogo la lingua e la religione – balza subito all’occhio che un sardo può trovarsi bene in questa parte di Marocco. L’impressione, soprattutto alla sera in piazza Djemaa El-Fna, è che la gente qui abbia i propri affari a cui badare e non dipenda in tutto e per tutto dai turisti europei o occidentali. I cantastorie, gli incantatori di serpenti, i portatori d’acqua e gli artisti di strada sono lì per tutti: locali, turisti nazionali, turisti del resto del mondo arabo e altri. La città non è ‘divertificio’ (come Sharm el Sheikh o, per restare in  Marocco, Agadir) e i suoi abitanti che pure tanto devono al turismo, hanno un po’ di quel contegno che vediamo spesso in Sardegna e sembra voler dire al turista “Se vuoi venire, fallo: sarai benvenuto. Altrimenti, noi stiamo bene lo stesso. Forse addirittura meglio”.

Tutto bello. Ci sentiamo quasi a casa anche se non c’è il mare e senza il mare, si sa, un sardo, e soprattutto un cagliaritano, è il proverbiale pesce fuor d’acqua. A ben vedere però il mare c’è e ci sorride con aria anche troppo familiare dai poster che affollano Marrakech, così come (lo scopriremo nel corso dei giorni) Casablanca e tutti i maggiori centri marocchini. La pubblicità è quella di Inwi, operatore di telefonia mobile locale che lancia una nuova tariffa flat per prepagati. La tariffa si chiama ‘Zen’ e per pubblicizzarla Inwi ha scelto l’immagine di una ragazza che salta in riva al mare. Solo che il mare è il nostro. Non nel senso più o meno lato di Mare Nostrum, no: la ragazza salta sullo sfondo a noi più noto, quello che meglio identifica non la Sardegna ma la città di Cagliari. La foto non lascia spazio a dubbi: tornano tutti i particolari, quella che si vede è chiaramente la Sella del Diavolo.

Increduli, ci avviciniamo e allontaniamo dai cartelloni pubblicitari con le scritte in arabo e francese, guardiamo il porticciolo di Marina Piccola, le vele in lontananza, i resti della torre del Poetto, gli scogli di fronte al promontorio. C’è tutto, proprio tutto, è Cagliari, è la Sella. I marocchini che passano non capiscono il motivo di tanto interesse per una reclame ma è impossibile spiegare. Da un lato c’è l’orgoglio per il fatto che il tratto di costa più distintivo del lungomare cagliaritano sia stato scelto per una campagna pubblicitaria nazionale all’estero, dall’altro la frustrazione per il fatto che nulla nel messaggio, nelle note o altrove rimandi a Cagliari, alla Sardegna o all’Italia.

Non si tratta di pubblicità ingannevole come nel caso della compagnia aerea tedesca che aveva usato, pare per errore, un’immagine di Goloritzé (Ogliastra, Sardegna) per promuovere l’isola greca di Creta. L’amaro in bocca però resta perché il profilo della Sella del Diavolo sui poster marocchini è un’occasione perduta per il turismo sardo e cagliaritano, un semplice sfondo, una quinta teatrale. Per aumentare e valorizzare al massimo il valore iconico della nostra Sella, attendiamo di vedere il suo inconfondibile profilo su ogni singola pubblicazione, filmato o gadget che l’amministrazione pubblica utilizzerà per promuovere Cagliari e il Sud Sardegna come mete turistiche.

Flavia Attardi

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Giugno 2011 08:01
 

L'orologio

Previsioni meteo Italia


Warning: file_get_contents(http://oiswww.eumetsat.org/IPPS/html/MSG/IMAGERY/IR108/COLOR/CENTRALEUROPE/index.htm) [function.file-get-contents]: failed to open stream: HTTP request failed! HTTP/1.1 404 Not Found in /web/htdocs/www.diario24notizie.com/home/modules/mod_weather/mod_weather.php on line 31
Click per aprire http://www.eumetsat.int
copyright 2019 EUMETSAT

Copyright - www.passioneducati.com

Autenticazione

User:  Pass:        Forgot Password? Username?

Link consigliato

Banner

Link consigliato

Banner