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L'e-mail e i suoi quarant'anni PDF Stampa E-mail
Sociale - Sociale
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 22 Giugno 2011 12:37

Certo il fascino delle lettere scritte a mano è duro a morire: l’odore della carta, la grafia un po’ sbiadita che tanto può raccontare della vita di una persona sono solo alcune delle caratteristiche inconfondibili di uno dei mezzi di comunicazione più amati nel mondo. Chissà quanti di voi conservano ancora nel cassetto vecchie lettere d’amore o le cartoline di un amico spedite tanto tempo fa, gelosi della loro esistenza ancora oggi . Ma romanticismi a parte nulla potrà sostituire l’istantaneità e la globalità nella comunicazione che soltanto la posta elettronica ha potuto offrirci, rivoluzionando per sempre il nostro modo di  interfacciarci con il mondo. E proprio in questi giorni si festeggia il suo compleanno: ebbene si, inventata quarant’anni fa da Ray Tomlinson, l’e-mail ha infatti quasi mezzo secolo di vita anche se non si direbbe affatto. Periodicamente decretata morta e soppiantata dai più moderni social network, la buona e vecchia posta elettronica invece resiste e conserva intatta la sua attualità. Nonostante l’era di Facebook, infatti, l’e-mail rimane il mezzo di comunicazione digitale più utilizzato nel pianeta. A confermarlo anche gli investimenti di Google, Microsoft e Yaoo per rafforzare Gmail, Hotmail e Yaoo Mail, ad oggi i tre più importanti servizi di mailing nel mondo. Sembra proprio che non si possa fare a meno di consultarla, soprattutto grazie alle nuove tecnologie che ci danno la possibilità di controllarla anche sul cellulare.

“Un’intuizione banale” così l’ha definita oggi il suo inventore, ma come nasce in realtà questo rivoluzionario strumento di comunicazione? E’ il 1971 quando l’ingegnere informatico Tomlinson riesce a trasmettere un testo fra due computer sfruttando Arpanet, la rete dei computer del Dipartimento della Difesa Americana dalla quale, negli anni successivi, nascerà Internet. E sempre lo stesso programmatore può fregiarsi anche della paternità del simbolo @, la famosa chiocciolina, che oggi separa il nome scelto dagli utenti dal provider che offre il servizio di mail. Usata per la prima volta in quell’occasione, questo simbolo universalmente riconosciuto serviva in origine per dividere il destinatario del messaggio da quello della macchina che lo avrebbe ospitato. Una trovata geniale insomma che ancora oggi permette d’identificare con pochissimi caratteri gli indirizzi e-mail di miliardi di persone in tutto il mondo. Un anno dopo quel primo esperimento T. mise a punto un sistema per lo scambio informatico di messaggi tra le Università,  sempre attraverso Arpanet, ma è soltanto a partire dal 1978 che il sistema elettronico di invio messaggi esce dalla rete universitaria. Tra le tappe più significative della sua storia si ricorda il caso della Regina Elisabetta, primo capo di stato ad avvalersi del sistema di posta elettronica.  Ad essere precisi però fino ad ora non avremmo dovuto utilizzare il termine e-mail perché effettivamente è solo nel 1982 che tale parola viene coniata. Da quel primo invio, dunque, molte cose sono cambiate ma prima che l’e-mail facesse il suo ingresso anche nel mondo dei comuni mortali si è dovuto aspettare almeno un decennio. Finalmente strumento di pubblico dominio, l’e-mail è diventata oggi una realtà per moltissime persone entrando a far parte della vita e dei gesti quotidiani di tutti noi. Basti pensare che secondo i dati statistici ogni giorno nel mondo vengono scambiati più di 300 miliardi di posta ogni giorno, che significa qualcosa come 2,8 milioni di e-mail al secondo. Il tutto praticamente a costo zero così come nessun guadagno fruttò a T. la sua invenzione: pare, infatti, che l’ingegnere non guadagnò neppure un centesimo a seguito della sua scoperta. Unica ricompensa-come ha dichiarato lo stesso- il fatto che ancora nel mondo si parli di lui e delle origini della fortunatissima e-mail.    

Luisa Cocco

Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Giugno 2011 09:19
 

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