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Lo spettacolo continua: in scena a Cagliari il Notre Dame De Paris PDF Stampa E-mail
Cultura e spettacolo - Cultura e spettacolo
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 03 Agosto 2011 00:00

Grande successo di pubblico ieri sera a Cagliari per la prima di Notre Dame De Paris: più di 3500 le persone che, tra platea e spalti, hanno gremito l’arena della fiera cittadina dove per l’occasione è stata allestita l’imponente scenografia. Realizzato per festeggiare il suo decimo anniversario, lo spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo – è, infatti, finalmente approdato in Sardegna, dopo un lungo tour che lo ha visto protagonista nelle principali piazze italiane. Per chi avesse perso la prima rappresentazione, niente paura: in programma altri tre appuntamenti consecutivi che, sino a venerdì 5 Agosto, allieteranno il pubblico cagliaritano nelle sue calde serate estive. Oltre quindici milioni di spettatori in tutto il mondo per un successo che si rinnova dal 1998: questo il biglietto da visita di un’opera che, tradotta in quattro lingue, ha fatto il giro del mondo segnando un’epoca. Musiche bellissime, scenografie mozzafiato e un cast di giovani talenti fanno dell’opera un evento ogni volta unico e irripetibile. Ma è soprattutto la storia di un amore impossibile condannato dall’ipocrisia e dall’ingiustizia a entrare diritto nel cuore del pubblico. Ambientata in una fumosa Parigi del 1400 sullo sfondo della bellissima Notre Dame, l’opera racconta infatti della passione, non corrisposta, che consuma il brutto e deforme Quasimodo - campanaro della cattedrale -  per la bella gitana Esmeralda. 

La Trama Costretto dalla sua bruttezza a guardare il mondo dall’alto di una torre, un giorno Quasimodo si innamora perdutamente di Esmeralda che vede danzare e ballare davanti alla cattedrale. Ma Esmeralda è innamorata di Febo, il bel capitano delle guardie del re e promesso sposo di una giovane e ricca borghese. Malgrado la sua posizione però il giovane capitano non riuscirà a restare indifferente alla bellezza esotica e sensuale della gitana, finendo con l’invaghirsene. Ad essere attratto dalla zingara anche Frollo, l’arcidiacono della cattedrale, che in un raptus di gelosia e di desiderio per sbarazzarsi del rivale pugnalerà Febo alle spalle. Coinvolta nella vicenda, sarà però la povera Esmeralda ad essere condannata per il tentato omicidio e a pagare con la prigione un delitto mai commesso. Approfittando della situazione, Frollo allora propone a Esmeralda di offrirle il suo corpo in cambio della libertà: naturalmente la ragazza rifiuta inorridita l’offerta e grazie al gentile campanaro, che ritorna ora sulla scena, trova rifugio nella sua torre. Ma Clopin, amico fraterno di Esmeralda e suo protettore fraintendendo le intenzioni di Quasimodo attacca la cattedrale, mettendosi a capo di una rivolta, per liberare la bella gitana. Nel tentativo di sedare la rivolta Phoebus e i suoi uomini mettono a ferro e fuoco la cattedrale e uccidono Clopin. Il povero Quasimodo credendo che Febo voglia liberare Esmeralda consegna la donna a Frollo che a sua volta la consegna alle guardie. Per Esmeralda è la fine. In realtà Febo vuole la morte della gitana perché solo così potrà sposarsi con la sua ricca fidanzata. Quasimodo dopo aver assistito all'impiccagione della sua amata, resosi conto del tradimento dell'arcidiacono, folle di rabbia getta Frollo dalla torre. Distrutto dal dolore il gobbo conduce il corpo dell'amata alla fossa comune dove si lascerà morire al suo fianco.

Tanti gli amori e le passioni dunque che si agitano in scena, si intrecciano tra di loro in un crescendo di emozioni sempre più forti, tanto che si fa fatica a stare dietro ad ogni singolo personaggio. Azzeccatissime e indimenticabili le musiche proposte da R. Cocciante, ognuna studiatissima per la scena che andava a rappresentare: un’alternanza di pezzi classici e ritmati per una colonna sonora che inevitabilmente affascina e rapisce. Senza aggettivi anche le scenografie che ripropongono in modo perfetto la possenza delle mura della cattedrale francese attraverso un sistema di incastri modulari che si muovono sul palco a seconda della scena. Vera anima dello spettacolo poi i cantanti-attori, uno più bravo dell’altro, tra cui spiccano nomi del calibro di Angelo del Vecchio nei panni di Quasimodo e quello di Alessia Ferrari, sublime interprete di Esmeralda. Per non parlare dello spettacolare corpo di ballo coloratissimo e capace di acrobazie inimmaginabili: geometrie di corpi si intrecciano sino a combaciare in un unico organismo complesso ed effervescente. Uno spettacolo da non perdere insomma che con la sua formula innovativa, sospesa a meta tra classico a moderno, ha saputo svecchiare la scena del teatro internazionale, regalando un grande omaggio ad una delle opere più rappresentate nel mondo. 

Luisa Cocco

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Agosto 2011 21:04
 

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