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Grande festa per il Ramadan a Cagliari PDF Stampa E-mail
Sardegna - Sardegna
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 31 Agosto 2011 11:24

Anche quest’anno  il Ramadan si è concluso: a celebrare la chiusura del mese sacro ai musulmani, ieri mattina a Cagliari si sono ritrovate più di ottocento persone, provenienti dai diversi gruppi religiosi della città ma tutti facenti capo alla stessa comunità islamica (umma). Luogo dell’incontro religioso il padiglione E della Fiera, il più grande dello spazio di Viale Diaz, che per l’occasione si è trasformato in una vera e propria moschea dove, una volta terminate le celebrazioni di rito, si è dato il via ai festeggiamenti. Organizzata dalla Associazione islamica “El Hoda” in collaborazione con il Comune di Cagliari, la festa del ramadan era inoltre aperta, per la prima volta, a tutti i cittadini cagliaritani che desiderassero partecipare. Fin dal momento della preghiera collettiva, infatti, chiunque volesse condividere questa sacra ricorrenza ha avuto così l’occasione di approfondire la conoscenza della cultura e della religione islamica, passando anche attraverso i sapori della tradizione. A riconciliare il corpo con lo spirito dopo un lungo periodo di rinunce, infatti, grande protagonista della giornata è stato anche il cibo: immancabili i datteri, con cui secondo la tradizione Maometto era solito spezzare il digiuno diurno, ma ancora tantissimi dolci tipici e quel tè dal sapore inconfondibile, diventato ormai simbolo di un’intera civiltà.  

Noto anche come mese del digiuno (sawm) purificatore, il Ramadan costituisce il Quarto pilastro del Corano la cui mancata osservanza, in alcuni paesi, può addirittura essere sanzionata penalmente. Ma in cosa consiste esattamente il digiuno per il testo sacro? In questo particolare periodo dell’anno, durante tutto l’arco della giornata fino al calar del sole, i fedeli devono osservare una rigorosa astinenza dal mangiare, dal bere, dal fumare e dai rapporti sessuali. Per tutti i 29 o 30 giorni del mese lunare insomma lo scopo del devoto è quello di purificarsi da tutto quello che di materiale e corruttibile esiste nel mondo sensibile: egli deve, invece, raccogliersi in preghiera e dedicarsi ogni giorno alla lettura o all’ascolto di una parte del Corano. Gli unici ad essere esentati dal rigoroso divieto coranico sono, per ovvi motivi, gli adolescenti, i malati e le donne incinte, o mestruate o in allattamento; ma anche nel loro caso è previsto che questi recuperino quanto semplicemente rimandato non appena il loro stato di salute sia da considerarsi migliorato. Diverse le interpretazioni dei teologi sul significato spirituale da attribuire al digiuno: se da una parte, infatti, tale pratica avrebbe dovuto insegnare all’uomo valori come l’autodisciplina, l’appartenenza alla comunità o l’amore per Dio, è altrettanto probabile che l’insieme di questi divieti potesse servire al praticante per ricordargli anche le privazioni dei poveri. Certo è che per la rigorosa osservanza del digiuno diurno e per il carattere festivo delle notti, il Ramadan rimane un periodo eccezionale dell’anno, la cui fine segna una ricorrenza sacra per tutti i fedeli.

Ed è a questa festa che la comunità islamica di Cagliari  ha invitato ieri per la prima volta tutta la cittadinanza: un’occasione importante di confronto e di dialogo per una città che ospita al suo interno un’ormai nutrita comunità di fedeli musulmani. Ma soprattutto il segno di un nuovo rapporto con l’amministrazione cittadina che, distinguendosi rispetto al passato, sembra questa volta più tesa all’ascolto delle istanze della comunità. Non può passare inosservato, infatti, che la decisione di concedere gratuitamente il padiglione della Fiera sia stata presa proprio dal primo cittadino. Un primo passo, forse, verso quello che si spera sarà presto un problema risolto, ovvero l’attribuzione alla comunità di una moschea cittadina più grande e perfettamente in grado di raccogliere al suo interno tutti i suoi fedeli: unica strada per rendere davvero concreto il dialogo tra le culture e le religioni, lasciando così spazio ai fatti e non più soltanto alle parole.

Luisa Cocco

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Settembre 2011 10:28
 

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