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Dietrofont sulle pensioni PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Margherita Sanna   
Sabato 03 Settembre 2011 18:36

Dopo le dure proteste di opposizione, sindacati e parte della maggioranza, il governo “ritocca” la finanziaria. La manovra di ferragosto che prevedeva l'annullamento nel conteggio delle pensioni del servizio di leva e della carriera universitaria, ora verrà annullata di nuovo. Le pensioni non si toccano urla il Senatur della Lega Umberto Bossi. Ma allo stesso tempo i conti vanno pareggiati perché la Bce, Banca Centrale Europea, che ha acquistato il nostro debito pubblico, ha preteso il pareggio di bilancio entro il 2013, e bisogna farlo senza se e senza ma. Purtroppo però i “ma” qui sono tanti. Da una parte non si vogliono toccare le pensioni, dall'altra non si vogliono toccare i redditi più alti richiedendo un contributo di solidarietà – nella manovra ora il contributo è richiesto ai cittadini che superano i 90mila euro annui- che andrebbe a toccare quindi parte dell'elettorato del Popolo della Libertà. Inoltre l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne – altro tema contestatissimo- appare come necessario, sia per motivi economici, sia per adeguarci all'Europa, nella quale questo è già dato di fatto. Al momento l'adeguamento delle pensioni rosa è previsto per il 2016, ma è tutto ancora in discussioni. Più discussa di tutte le altre questa manovra, che va a colpire duramente un po' qui e un po' là, sta avendo una gestazione molto difficile, e ancora non si è arrivati a niente di definitivo, perché ogni giorno le carte in tavola sembrano cambiare.
Altro tema “caldo” della manovra sono le province. Dovrebbero essere abolite 54 province, molte delle quali sarde. Ma il governo ha fatto male i conti perché le Regioni a Statuto Speciale come la Sardegna, possono solo loro decidere se abolire o no una provincia. Lo dimostra quanto avvenuto nel 2001 in Sardegna, con la legge regionale del 12 luglio 2001 si istituirono 4 nuove province: Olbia Tempio; Carbonia- Iglesias; Ogliastra; Medio Campidano. Berlusconi si appellò alla corte costituzionale, ma perse, poiché la Sardegna, essendo regione a statuto speciale, ha pieno diritto di istituire le proprie province sul territorio. Pertanto molto difficile appare la possibilità che vengano eliminate non solo le province fondate nel 2001, ma anche altre province sarde. Oltretutto le pressioni a livello internazionale che l'Italia subisce sono molto forti, il rischio di default è alto, e di certo un Paese con crescita zero come il nostro, non si mostra all'altezza della situazione. La paura è che si rischi un declassamento e il default. L'Italia come la Grecia? Speriamo di no.

Margherita Sanna

 

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