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La tanto agognata finanziaria... PDF Stampa E-mail
Economia - Economia
Scritto da Margherita Sanna   
Mercoledì 07 Settembre 2011 18:38

Fumata bianca per la finanziaria 2011? Forse, speriamo. Stasera alle 20 si vota la fiducia. Ma l'iter della finanziaria non è finito qui. E mentre la Merkel afferma che l'Italia è come la Grecia, e i mercati si chiudono con un lunedì nero (Sono andati in fumo ben 16,3 miliardi solo nella borsa di Milano), l'Italia annaspa dietro una finanziaria che non soddisfa nessuno, ma è necessaria. Le ultime modifiche introducono un aumento dell'Iva dal 20 al 21%, che farà guadagnare allo stato 4,1 miliardi (verrà applicata su tutti i beni e i servizi non di prima necessità, bar, ristoranti, prodotti editoriali,ecc.) ; ci sarà di nuovo il prelievo straordinario per i redditi più alti – quello che il premier aveva soppresso il 4 settembre- ma sarà solo del 3% per i redditi oltre i 300mila euro (un procedimento che nella manovra d'origine avrebbe rimpinguato le casse statali di ben 3,8 miliardi, e ora solo di 350 milioni); inoltre le pensioni rosa verranno toccate: ci sarà un adeguamento anticipato al 2014, anticipo dunque di due anni per portare l'età pensionabile femminile da 60 a 65 anni. Inizialmente si avrà un aumento di un mese per anno, e poi nel 2020 si andrà di sei mesi.
Cambierà anche il volto dei contratti di lavoro. I contratti di lavoro infatti sottoscritti a livello aziendale o territoriale con il sì dei sindacati possono licenziare in deroga alle disposizioni di legge e allo Statuto dei lavoratori. Unici casi in cui la deroga non è possibile sono: matrimonio, gravidanza o licenziamento discriminatorio. Tale modifica ha creato l'insoddisfazione del Partito democratico e della Cgl, che proprio ieri è scesa in piazza a manifestare.
Per il momento le province non verranno toccate, ma i comuni con popolazione fino a 1000 abitanti dovranno esercitare le loro funzioni in maniera associata. Inoltre i Parlmentari e membri di governo non potranno essere sindaci contemporaneamente in comuni con più di 5000 abitanti. Prevista inoltre una revisione integrale della spesa pubblica che dovrà essere consegnata entro il 30 novembre in Parlamento.
Un esito discutibile per una manovra finanziaria travagliata, che se non verrà approvata in tempi brevi, rischia di distruggere ulteriormente la credibilità internazionale dell'Italia, già notevolmente in crisi negli ultimi giorni.

Margherita Sanna

 

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