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Sara Onnis e le sue “emozioni trascritte sulla tela” PDF Stampa E-mail
Sardegna - Sardegna
Scritto da Margherita Sanna   
Mercoledì 16 Novembre 2011 09:42

Sara Onnis è ancora incredula e felice. A 34 anni, dopo anni passati a dipingere senza osare mai proporsi, è entusiasmante organizzare le proprie mostre, avere un buon riscontro, mettere insieme tutti questi pezzi. La sua ultima mostra si è svolta a Cagliari, da venerdì 23 settembre per dieci giorni, si chiamava “Fuga”, esposta ai Sette Vizi, presso la galleria della “Mediateca del Mediterraneo” (ex Mercato Civico via Pola), ha avuto ottimi consensi e numerosi visitatori, che hanno visto, e acquistato le sue opere. Intarsiate, intagliate, lavorate con legno e materiali quali rame, acciaio, le tele vengono chiamate anche tele-strumenti perché rappresentano ognuna uno strumento musicale, accompagnate da un verso di una canzone, un'aria, che rievochi lo strumento. Citazioni che vanno da Jovanotti a Bon Jovi, da Jannacci a Verdi, in un percorso musicale evocativo che sposi arte pittorica e musica in una miscela omogenea e vibrante. Ho intervistato Sara Onnis, perché ci raccontasse la sua storia.


 


 

Intervista di Margherita Sanna a Sara Onnis

 


 

Diario24notizie: Qual è stata la tua ultima mostra?

Sara Onnis: La mia ultima mostra è stata ai Sette Vizi, alla galleria della mediateca del Mediterraneo.

Diario24notizie: E com'è andata?

Sara Onnis: Benissimo! Sono contentissima del risultato, sia in termini di quantità di persone, sia in termini di gradimento.

Diario24notizie: Quando hai iniziato a dipingere?

Sara Onnis: Non ricordo! Ho sempre amato il disegno e la sperimentazione, ho provato un po' di tecniche diverse e direi che lo stile che più mi rappresenta è la pittura materica. Nelle mie opere c'è un mix tra pittura e scultura in un certo senso, e c'è una ricerca particolare sulla lavorazione manuale, del legno per esempio, intarsio, intaglio.

Diario24notizie: Quindi tu ti ritrovi nella corrente Informale?

Sara Onnis: effettivamente l'arte informale se intesa come espressionismo astratto non mi rappresenta, o almeno nella collezione “Fuga”. Sono tele – strumenti nelle quali gli strumenti sono rappresentati concretamente e sono assolutamente riconoscibili nelle linee del quadro.

Diario24notizie: In effetti sì, nella tua collezione “Fuga” non c'è un espressionismo astratto, però è anche vero che le tecniche di lavorazione della tela si rifanno a quel sostrato artistico, ed inoltre se penso ad altre tue opere, ti ci rivedo nell'informale.

Sara Onnis: Infatti è un po' difficile per me dare una definizione delle mie opere, è vero che dalle precedenti alle ultime è cambiato qualcosa, gli altri erano quadri di “pancia”, emozioni trascritte sulla tela, in questi invece io vedo un netto miglioramento, nel senso che sono più pensati, curati nei dettagli, nonostante siano sempre frutto di emozioni, questa volta più musicali. C'è sempre qualcosa che ritorna, e in un certo senso collega tutte le opere, parlo dei “tagli” alla Fontana, che caratterizzano quasi tutte le mie opere.

Diario24notizie: Insomma senti che c'è stata una maggiore consapevolezza da parte tua nella creazione dell'opera?

Sara Onnis: Decisamente. Questa collezione è nata per caso con un pezzo: con un pezzo, e poi è iniziato tutto lo studio, cosa che precedentemente non c'è stata. C'è dietro tutta una ricerca sugli strumenti e sul loro funzionamento, sulle tecniche di produzione.

Diario24notizie: Prima parlavi dei tagli sulla tela, hanno anche un significato allegorico?

Sara Onnis: Sì, e c'è stata anche una trasformazione nel corso del tempo, qualcosa che da negativo è diventato positivo, come puoi vedere dal quadro “broken heart” agli strumenti, i tagli nel primo rappresentano dolore, disperazione, è qualcosa che resta in piedi solo perché c'è una volontà di riattaccare dei pezzi rotti, invece negli strumenti quei tagli rappresentano la luce che filtra.

Diario24notizie: Qual è stata la tua prima mostra? Come ci sei arrivata?

Sara Onnis: La mia prima mostra è stata un caso. Sono entrata nel “Café du Port” e ho visto che organizzavano presentazioni di libri, mostre, ecc, e ho chiesto “Ma come funziona?”, e mi hanno risposto “Dipingi? Prepara tutto che venerdì la facciamo!”. Era domenica. I quadri erano rimasti a casa per anni, e mi sembrava troppo strano portarli fuori, mettersi a “nudo” mostrando le proprie opere è disarmante.

Diario24notizie: Hai avuto un buon riscontro?

Sara Onnis: Il riscontro è stato molto positivo, non mi aspettavo di certo tutto questo interesse per le mie opere. La prima mostra non aveva un tema, ed effettivamente le critiche che ho ricevuto in tal senso sono state molto positive perché mi hanno indirizzato a fare un lavoro migliore per la seconda e a scegliere un tema, un filo logico, e niente meglio di fuga poteva rappresentare questo. Perché la fuga è una forma musicale polifonica basata sull'elaborazione contrappuntistica di un'idea tematica (a volte due o tre), che viene esposta e più volte riaffermata nel corso della ricerca di tutte le possibilità espressive e/o contrappuntistiche da essa offerte. Nella fuga le regole di composizione sono molto rigorose, ed hanno il fine ideale di una composizione basata su un unico tema, che trasmetta all'ascoltatore la sensazione di unità di intento musicale dall'inizio alla fine ed è questo l’obbiettivo che questa collezione vuole raggiungere.

Diario24notizie: Quali sono i tuoi pittori di riferimento?

Sara Onnis: Lucio Fontana sicuramente, però io più che seguire pittori famosi osservo tutto quello che vedo in giro, qualsiasi che mi stimoli e accenda la mia creatività.

Diario24notizie: Quali sono i tuoi progetti futuri? Ci sono altre mostre in cantiere?

Sara Onnis: Ho avuto due settimane di “fermo biologico” perché avevo molto da fare, poi ho avuto una sorta di “illuminazione” e ho già iniziato a fare bozze e progetti. Innanzitutto vorrei aumentare la collezione “Fuga” con altri strumenti e ho idee nuove non musicali da mettere a frutto. E poi in cantiere c'è l'allestimento di una prossima mostra di “Fuga” in collaborazione con Silvano Caria, un famoso pittore di Samassi.

 

 

Margherita Sanna

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Novembre 2011 15:46
 

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