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Il Natale peggiore dopo dieci anni PDF Stampa E-mail
Economia - Economia
Scritto da Margherita Sanna   
Lunedì 26 Dicembre 2011 15:01

L’allarme lo dà la Federconsumatori: gli acquisti natalizi hanno registrato un calo maggiore di quanto stimato. La spesa totale degli italiani è stata di 4 miliardi di euro, contro i 4,4 stimati. 166 euro in media spesi dalle famiglie. I dati sui primi consumi parlano chiaro: solo l’elettronica di consumo ha incrementato le vendite, per il resto gli italiani hanno speso poco e niente per elettrodomestici, mobili, arredamento, abbigliamento e calzature, e ancora molto poco per il turismo. Di seguito i dati elaborati da Federconsumatori:

Abbigliamento e calzature -18%

 

Mobili, arredamento ed elettrodomestici -24%

 

Profumeria e cura della persona -7%

 

Giocattoli -3%

 

Alimentazione -1,5%

 

Elettronica di consumo +1%

(trainata dal passaggio al digitale terrestre di alcune regioni e dalla vendita di smartphone)

Editoria (libri e cd) stabile

(grazie alle forti promozioni)

Turismo -8%

Ed è previsto il flop anche per i saldi. Si stima infatti che ci sarà una riduzione degli acquisti con picchi tra i 30 e il 40%. Niente di cui stupirsi in effetti. La finanziaria prima di Berlusconi, e poi di Monti, hanno gravemente colpito il portafoglio degli italiani. Gli aumenti soprattutto di benzina (un pieno di benzina costa 13 euro in più rispetto al 2010, e 17,85 per il diesel) e alimentari si sono fatti sentire immediatamente, e se non si può rinunciare all’auto o ai beni di prima necessità, si può però fare a meno di spese di abbigliamento, turismo, ecc… Ancora una volta la manovra Monti, totalmente depressiva, mostra il suo riverbero sulla società. Se gli italiani non possono acquistare è elementare che l’economia non crescerà mai, e così facendo aumenterà maggiormente il nostro debito, e via altre manovre. Era da dieci anni che non si registravano consumi natalizi così bassi. Ha ragione Confindustria quando afferma che l’Italia ormai è in fase di recessione, sebbene per dirlo bisogna che ci siano ben 6 mesi di fila di arretramento economico, e al momento siamo ai primi 3. Tutte le componenti interne della domanda sono in diminuzione – ha affermato l’Istat- infatti diminuirà la spesa delle famiglie (meno 0,2) quella delle pubbliche amministrazioni (meno 0,6) e gli investimenti (meno 0,8 per cento). Passare alla fase due del piano Monti, quella del rilancio economico, appare sempre più come un utopia. Si profila un anno nuovo ancora più nero del precedente, e, al di là di qualunque profezia da fine del mondo, appare veramente difficile risollevare le sorti della Nazione. 

Margherita Sanna

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Gennaio 2012 21:26
 

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