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Cultura e spettacolo - Cultura e spettacolo
Scritto da Luisa Cocco   
Giovedì 29 Dicembre 2011 15:32

C’è chi considera la Filosofia privilegio esclusivo di menti particolarmente dotate, chi invece la declassa riducendola ad un semplice gioco di parole ma entrambe le opinioni convergono sul fatto che sia priva di qualsiasi riscontro nella vita pratica. Eppure la tradizione filosofica è ricca di esempi che possono smentire questo assurdo pregiudizio culturale dimostrando, al contrario, quanto essa fosse vissuta in senso pratico già nell’antichità. Da Antifonte a Socrate, da Platone ad Aristotele la filosofia non rappresentava, infatti, soltanto un affare di scuola ma faceva parte integrante della comunità e della vita di tutti i giorni. Medicina dell’anima in grado di portare pace ed equilibrio interiore, ad essa veniva riconosciuta inoltre una valenza addirittura terapeutica nella misura in cui, spingendo l’uomo a guardare dentro di sé e ad interrogarsi, lo aiutava a trovare delle risposte. Oltre la teoria, la filosofia dunque diventava prassi entrando nella sfera d’azione dell’individuo, guidandone scelte e comportamenti, sciogliendo dubbi e rispondendo ai misteri della vita.

Ma che fine ha fatto allora questo approccio pratico, questa dimensione euristica per mezzo della quale ogni singolo problema generale si poteva rapportare all’esperienza del proprio vissuto? Potremmo dire che nonostante i tentativi di una certa parte del mondo accademico di tenerla relegata entro i propri confini, la filosofia stia oggi ritornando tra le strade in mezzo alla gente comune, proprio come una volta. E grazie anche all’affermarsi di figure professionali, come quelle del consulente filosofico, sta riguadagnando i suoi spazi in numerosi ambiti che vanno dal sanitario al socio educativo. Perfettamente adatta per fronteggiare problemi esistenziali, morali o decisionali, la consulenza filosofica (nata in Germania nel 1970) ha, infatti, conosciuto negli ultimi decenni una larga diffusione un po’ in tutto il mondo ponendosi come valida alternativa alla psicoterapia. Desideri inappagati, insicurezze, conflitti interiori, sofferenze legate ai lutti o alle rotture di rapporti personali possono cioè trovare una lettura e una risoluzione attraverso il ragionamento filosofico. Naturalmente nessuno di questi problemi deve sconfinare nel patologico, perché in quel caso soltanto la psicoterapia potrebbe porvi rimedio: la consulenza filosofica, infatti, non pretende di lavorare sulla patologia ma sulla prevenzione del disagio ed è per questa ragione che le persone a cui si rivolge, pur bisognose di aiuto, devono essere comunque “sane”.

Fare filosofia dunque si può, e non solo con gli adulti. Un’altra strada interessante esplorata dalla pratica filosofica, infatti, è  stata quella della sua applicazione in campo educativo, come nel caso della "Philosophy for children", fondata da Matthew Lipman negli anni ‘70. Sviluppatasi negli Stati Uniti e poi successivamente diffusasi in tutto il mondo il mondo, la P4C nasce con l’idea di utilizzare il dialogo filosofico per stimolare la riflessione dei bambini sui contenuti filosofici del proprio vissuto. Non si tratta quindi di anticipare il tradizionale insegnamento della filosofia a fasce di età anteriore alla scuola superiore ma quello di svilupparne  le abilità cognitive, comunicative e relazionali sfruttandone il potenziale filosofico. In questo senso il ruolo del docente è fondamentale in quanto facilitatore che, proprio come il Socrate dei dialoghi platonici, aiuta il bambino a partorire le conoscenze. Certo parlare di filosofia per i bambini potrebbe far storcere il naso a qualcuno e in effetti l’educazione filosofica non ha fatto molti progressi negli ultimi anni, ma basterebbe prestare più attenzione alle domande dei più piccoli per capire come dietro quei mille perché spesso si nascondano delle vere e proprie intuizioni. E d’altra parte che cos’è la Filosofia se non quella meraviglia (taumazein), quello stupore intelligente che solo i più piccoli sanno provare di fronte alle cose che ancora non conoscono? Ecco allora che parlare con loro può diventare in realtà un’occasione per misurarsi su problemi filosofici veri e propri siano essi di natura etica, logica od ontologica.

Luisa Cocco

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Gennaio 2012 21:28
 

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