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I giornalisti scendono in piazza contro il DDL Alfano PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Marco Mura   
Giovedì 22 Aprile 2010 01:00

I giornalisti sono sul piede di guerra. Il Ddl sulle intercettazioni non piace e il sindacato unitario di categoria, la FNSI, ha deciso di organizzare per il 28 aprile una grande manifestazione a Roma in Piazza Navona. Una protesta di giornalisti e opinione pubblica  contro quelle che il sindacato definisce “le nuove norme bavaglio”.  Anche l’Unci, l’Unione nazionale dei cronisti, invita alla mobilitazione:  “I cronisti in prima fila” . La FNSI, si legge dal suo sito web, ha deciso di convocare in seduta straordinaria il Consiglio nazionale e di invitare i Comitati di redazione alla mobilitazione immediata. Fa inoltre appello alla società civile e a tutti i soggetti che hanno già manifestato in più circostanze per il diritto dei cittadini all’informazione a far sentire la loro voce e a sostenere le iniziative contro ogni proposta liberticida.

Giornalisti  quindi in piazza dalle ore 10 alle 14 il 28 aprile, davanti al Senato (piazza Navona Corsia Agonale) contro le nuove norme  che il Governo intende introdurre nel disegno di legge sulle intercettazioni.

“Gli emendamenti al ddl sulle intercettazioni introducono una censura preventiva per i giornalisti”, è il pensiero del Presidente dell'ODG della Sardegna, Filippo Peretti. In una nota il Consiglio dell'ODG sardo esprime tutta la sua preoccupazione nei confronti del DDL Alfano: "Il Governo tenta di colpire il diritto-dovere d’informare e di essere informati garantito dall’articolo 21 della Costituzione. L’Ordine dei giornalisti della Sardegna è fortemente critico nei confronti degli emendamenti al ddl sulle intercettazioni e condivide l’allarme lanciato dall’Ordine nazionale. Gli emendamenti puntano a limitare l’autonomia professionale dei giornalisti e le prerogative dello stesso Ordine: i colleghi colpevoli solo di svolgere il proprio lavoro rischierebbero di essere puniti con la reclusione in carcere e con pesanti provvedimenti disciplinari che gli Ordini verrebbero costretti a comminare. Per evitare gli abusi esistono già norme di legge e norme deontologiche. Ma il fatto è che il governo vorrebbe introdurre una forma di censura preventiva. Per questi motivi secondo l’Ordine dei giornalisti della Sardegna è necessaria una mobilitazione della categoria anche nell’isola con il coinvolgimento di associazioni e cittadini sensibili ai temi della libertà e della democrazia".

Marco Mura

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Aprile 2010 15:10
 

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