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Problemi di memoria? In arrivo una nuova terapia a base di nicotina PDF Stampa E-mail
Scienza - Scienza
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 11 Gennaio 2012 11:45

Fumare, si sa, nuoce gravemente alla salute ma, sorpresa delle sorprese, aiuterebbe anche la memoria. Non si tratta dell’ultima trovata pubblicitaria, escogitata dalle multinazionali del tabacco per incoraggiare il consumo di sigarette, ma del risultato di uno studio, tutto italiano, su una delle sostanze più discusse di questi tempi e sulle sue proprietà terapeutiche nel trattamento di svariati deficit della memoria. Working memory - La nicotina sarebbe cioè in grado di espandere le capacità della cosiddetta “memoria del lavoro” (working memory) - ‘magazzino’ nel quale le informazioni appena apprese sono ospitate temporaneamente al fine di essere poi riutilizzate- limitando però allo stesso tempo alcuni processi legati alla scelta e all’avvio del movimento nel cervello umano. Sarebbe questo l’innovativo scenario prospettato dallo studio realizzato dall’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Milano-Segrate in collaborazione con Alice Mado Proverbio, docente di Psicobiologia dell’Università di Milano-Bicocca. Un ruolo chiave insomma quello della nicotina che, come dimostrano i risultati presentati in questi giorni a Washington, in occasione del Congresso mondiale della Society for Neuroscience, potrebbe rivelarsi cruciale nel trattamento dei disturbi mnestici.

La sperimentazione - Ma vediamo nel dettaglio com’è andata l’indagine: protagonisti dell’esperimento sono stati un gruppo di non fumatori e uno di giovani fumatori, bilanciati dal punto di vista dello stato psicofisico e del livello culturale. “Per testare i meccanismi cerebrali di orientamento selettivo dell’attenzione visuo-spaziale e misurare il tempo di reazione, i partecipanti dovevano mantenere la fissità dello sguardo, prestare attenzione a stimoli presentati in punti diversi dello spazio visivo, previamente segnalati, e rispondere premendo un tasto” - spiega Alberto Zani ricercatore Ibfm-Cnr di Milano-Segrate. “Per indagare la memoria di lavoro durante l’esecuzione di un compito di attenzione spaziale - continua Zani - i volontari dovevano contare a ritroso, partendo da grossi numeri e sottraendo tre cifre alla volta, ad esempio 17.898, 17.895, 17.892, e cosi via. Nel compito mirato alla pianificazione, invece, i partecipanti erano obbligati a fare una scelta motoria, premendo il più velocemente possibile un tasto con l’indice o con il medio, in base a stimoli diversi”.

I risultati - Durante l’esecuzione dei compiti, l’attività bioelettrica cerebrale dei volontari, denominata Erp (Potenziali correlati ad eventi), veniva registrata utilizzando 128 sensori.  “Questo ha consentito di monitorare il variare della funzionalità cerebrale in funzione dei compiti e della stimolazione visiva”, spiega Alice Mado Proverbio. “Nel compito d’attenzione visuo-spaziale non si e’ registrata alcuna differenza tra i due gruppi nella velocità di risposta agli stimoli. Nel doppio compito attentivo-mnemonico i fumatori, in media, sono stati 50 millisecondi più veloci, mostrando anche molte meno omissioni di risposta. Questo gruppo, però, risultava di circa 100 millisecondi più lento nel compito di programmazione e decisione motoria”. Si apre quindi un’interessante prospettiva per l’utilizzo terapeutico della nicotina: questo è infatti il primo studio in cui tale sostanza dimostra di avere degli effetti positivi sulla memoria, effetti che potrebbero trovare utile applicazione nel trattamento terapeutico di alcune patologie, fortemente invalidanti, come il Parkinson o l’Alzheimer.

Luisa Cocco

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Gennaio 2012 10:04
 

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