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La leggerezza di Isabella Ragonese PDF Stampa E-mail
Teatro - Teatro
Scritto da Margherita Sanna   
Mercoledì 18 Gennaio 2012 00:28

A sentirla parlare al pubblico cagliaritano si capisce subito che di  Isabella Ragonese, in scena a Cagliari dall’11 al 15 gennaio con “Orlando” per la stagione di prosa del Cedac,  non si può dire che la caratteristica peculiare sia la bellezza.

Certo, bella è bellissima, ma quello che colpisce è un’intelligenza, una profondità di argomentazioni e riflessioni, che lascia sbalordito perfino il giornalista Gianfranco Capitta, che ha il compito di intervistarla per l’incontro pubblico. Spontanea, sorridente, ironica, Isabella sa tenere testa al giornalista e coinvolgere l’uditorio che ha affollato la sala della mediateca di Cagliari. È contenta lei, di questi incontri con il pubblico, li trova utili, educativi. E sull’educazione a teatro e del teatro si sofferma diverse volte. “È molto importante nell’adolescenza utilizzare il teatro per superare dei blocchi – afferma parlando dei suoi esordi teatrali da ragazza- anche sfogare una certa rabbia per trasformarla in qualcosa di artistico”. Lei promotrice di uno stare a teatro differente, che ha sostenuto il progetto del Valle, ne parla anche qui “vedere ragazzi che dormono nel teatro, ma il rispetto con cui trattano quel teatro, non hai la sensazione che lo stiano profanando. Trovare un nuovo modo per abitare il teatro non vuol dire distruggerlo, è una nuova forma. Comunque, all’inizio, fa impressione se voi passate di lì vedendo la gente che dorme sui palchetti. Però poi se non serve a questo, se il teatro non è un luogo di tutti e non di quello che decide di tenerlo chiuso, o aperto, o di svenderlo, o di far recitare il suo amico perché intanto gli dà un altro spettacolo e facciamo a cambio, non vedo che senso abbia, soprattutto per la mia generazione che non riconosce queste entità, questi mammasantissima che dice ma chi saranno?” Per lei è importante educare le nuove generazioni al teatro, portarle lì, e cerca di farlo mettendoci la faccia, magari sperando che il pubblico che l’ha conosciuta nei suoi numerosi film, da “Tutta la vita davanti” a “Il giorno in più”, passando per “La nostra vita” e “Un altro mondo”, ritorni a teatro, la segua fin lì. Simpatica, ride perfino della sua esperienza come madrina nella Mostra del Cinema di Venezia, “Arrivi alla fine della serata con quei tacchi 20 cm, che sei veramente stupida, rispondi dopo cinque minuti, ridi per colmare i vuoti”. Isabella si sa prendere in giro, sa giocare con il suo mestiere di attrice, le sue aspettative, la sua esperienza. Ma dimostra una grande serietà quando parla di politica “Io non ho mai condiviso i discorsi del tipo “io non mi occupo di politica”. È assurdo. Allora non vivi nella società. Politica non è solo votare l’uno o l’altro, ma è anche occuparsi di quello che ti circonda. Nel momento in cui facciamo parte di una società è giusto anche informarsi, anche per monitorare chi ci rappresenta. E poi un po’ è dovuto al fatto che io sono nata dove sono nata. In Sicilia fare finta di niente o non prendere posizione è una scelta di complicità. Quindi io ho vissuto le stragi, ero alle medie, e io ho un ricordo fortissimo di quel periodo. Scegliere bene chi andare a votare è una questione in Sicilia di vita o di morte. Sei responsabile di tante cose”. Isabella parla di tutto, del personaggio di Orlando, alla quale secondo Capitta assomiglia, alla manifestazione a Roma “Se non ora quando”, e ancora una volta argomenta, con chiarezza, lucidità, capacità di analisi, lei che arriva perfino a parlare della leggerezza calviniana “A me piace la leggerezza, io se dovessi consigliare un libro per fare qualsiasi lavoro creativo consiglierei Le lezioni americane di Calvino, che è una grandissima fonte d’ispirazione per me. Quindi leggerezza io intendo proprio quella che intende Calvino, non superficialità, ma la possibilità di danzare sulle cose”.  Un’Isabella in gran forma dunque, nonostante la voce un po’ bassa, sebbene stia seguendo una tourné con Orlando che la porterà in tutti i teatri italiani.

 


Margherita Sanna


Intervista di Margherita Sanna ad Isabella Ragonese


Diario24notizie: tu hai detto che hai fatto diverse cose seguendo un filo tuo conduttore rispetto alla varietà tematica. Però ho notato che all’interno del tuo lavoro c’è sempre un fil rouge di una donna differente con differenti sfaccettature, da Viola di mare fino all’ultimo film con Fabio Volo. Che cosa significa per te essere donna?

Isabella Ragonese: Eh, che significa? Boh per me essere sempre un po’ stimolata da nuove difficoltà, perché sicuramente viviamo in un mondo in cui non siamo molto facilitate, però questo ci mette di fronte a delle sfide. Ecco, rinascendo rinascerei comunque donna. Penso che la nostra vita non sia facile perché spesso siamo delle equilibriste tra mille cose che dobbiamo mettere insieme e anche spesso dobbiamo sempre dimostrare di essere brave, di essere intelligenti, non si dà mai per scontato. Da una parte questo potrebbe essere un handicap, invece io lo vedo come uno stimolo, trovare sempre nuove soluzioni.

Diario24Notizie: Prima parlando di Orlando hai detto che era una lettera d’amore alla sua amica. Sei consapevole che Orlando sia uno dei capisaldi della letteratura lesbica e tu hai fatto un film omosessuale?

Isabella Ragonese: (ride) andrò al rogo.

Diario24notizie: In qualche modo tu stai diventando una sorta di madrina delle donne lesbiche. Giovane, bella e flessibile.

Isabella Ragonese: Ma a me fa piacere. Avere un fan club di questo tipo è una cosa che mi fa molto piacere. Non so, non ci faccio molto caso. Perché dico tu magari mi dici questo perché hai visto Viola di mare e Orlando, però magari altri che hanno visto Tutta la vita davanti, mi dicono “tu sei consapevole di essere un’icona per i precari?” Dipende dai film che fai e da cosa vedi, e ovviamente ho fatto talmente tanto che poi ovviamente dipende da dove metti il fuoco. Se metti il fuoco su quei personaggi precari divento l’eroina dei precari, penso che come attrice interpreti tantissime sfaccettature, e una di queste è l’amore tra donne. Poi difficilmente scelgo un film per la tematica. Viola di mare mi interessava perché volevo vedere se era possibile raccontare una storia d’amore senza pregiudizi. Orlando mi interessa perché voglio capire cosa fa di una persona una persona al di là del genere, e quindi non è un mio modo di riflettere. Non scelgo le cose perché sono da una parte di tifoserie.

Diario24notizie: Tu sei un’insulare come noi. Che sensazione provi ad essere in un’isola come la nostra e che differenze noti.

Isabella Ragonese: Mi sento ovviamente quasi come se stessi dai cugini un po’ perché c’è una somiglianza, per il semplice fatto che abbiamo questa distanza del mare. Da una parte anche un certo fatalismo che riconosco nei siciliani. Io penso che siamo dei popoli che sanno benissimo che se per esempio vuoi partire e il mare non va bene, non si parte. Riconosco anche un’umiltà di dire: non siamo noi i padroni della Terra, c’è chi sceglie per noi. Questa cosa la trovo molto simile. Poi magari noi abbiamo avuto più esperienze di conquiste esterne, noi siamo più sballottati fra culture, perché veramente da Palermo sono passati tutti, dai musulmani ai Celti. Voi avete molto più orgoglio, sia sul lato positivo che anche negativo, magari di a volte chiusura. Siete molto più fieri, molto più legati alle vostre tradizioni.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Gennaio 2012 13:42
 

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