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Costa Concordia: storia di una catastrofe PDF Stampa E-mail
Speciali - Speciali
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 18 Gennaio 2012 15:52

Doveva essere una crociera come tante altre quella a bordo della Costa Concordia e, invece, un tragico incidente, venerdì scorso, l’ha trasformata in una terribile vicenda di cronaca nera. Una manovra azzardata, il tentativo di ritornare sulla rotta giusta e poi l’inevitabile collisione con uno scoglio: sono questi alcuni dei capitoli più significativi che insieme raccontano le oltre 7 ore di sciagura dell’isola del giglio. Sullo sfondo una nave che, secondo i rilievi della capitaneria, è finita dov’era per caso e non per una manovra di emergenza, e un ufficiale della guardia costiera che ha chiamato più volte al cellulare il comandante Francesco Schettino per farlo tornare a bordo.

Numerosi ancora i punti da chiarire: come mai la nave si trovava così vicino alla costa, com’è possibile che gli strumenti di navigazione non abbiano segnalato per tempo la presenza dello scoglio ma soprattutto perché il comandante abbia deciso di abbandonare la nave anziché coordinare i soccorsi? A fare luce sulla vicenda, naturalmente, ci penseranno le indagini aperte dalla Procura di Grosseto, anche se ha fatto già discutere il provvedimento preso dal gip, Valeria Montesarchio, che poche ore fa ha scarcerato il comandante applicandogli gli arresti domiciliari. Una misura che ha suscitato parecchie perplessità anche da parte del procuratore capo Verusio, il quale ha così commentato i contenuti della disposizione del gip: ''Non capisco - ha detto dopo aver appreso della mancata convalida del fermo e della scarcerazione - il provvedimento del gip. Sono curioso di leggere le motivazioni, domani insieme agli altri colleghi ne prenderemo atto''. ''C'e' da capire - ha aggiunto Verusio - perche' il gip da un lato non ha convalidato il fermo ritenendo che non ce ne fossero gli estremi, mentre dall'altro ha applicato comunque una misura cautelare, quella dei domiciliari”. Intanto, oltre alle già pesanti accuse (omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono della nave) che gravano sul comandante, a peggiorare la situazione anche la diffusione in rete della drammatica telefonata tra lo stesso Schettino e l’ufficiale della guardia costiera, Gregorio De Falco. Telefonata che inchioderebbe il comandante alle sue responsabilità, rendendolo indifendibile di fronte alla sua assoluta incapacità di gestire l’evento e all’enormità di un gesto come quello dell’abbandono della nave.

 

Unica cosa certa, purtroppo, rimane il numero delle vittime, salito ad 11 dopo il ritrovamento di altri cinque corpi nella parte emersa della nave: si tratta di 4 uomini e una donna, di età compresa fra i cinquanta e i sessanta anni, probabilmente passeggeri. Molti anche i dispersi, per il momento fermi a 29 secondo i dati aggiornati della procura: numeri tragicamente destinati a crescere nelle prossime ore non appena i soccorsi, temporaneamente sospesi, avranno modo di ripartire. Pare, infatti, che la nave si sia spostata quindi almeno per le prossime ore non sarà possibile lavorare in condizioni di sicurezza: di qui lo stop alle operazioni di soccorso. Una vera e propria corsa contro il tempo quella che in questi giorni si spera di vincere non solo per le possibile vite umane, ancora intrappolate nella pancia del gigante, ma anche per prevenire quello che potrebbe essere un vero e proprio disastro ambientale. Si teme, infatti, che le 2400 tonnellate di carburante presenti all’interno della Concordia possano fuoriuscire dalla nave con effetti molto gravi per tutta la costa. Da due giorni una sorta di barriera di panne assorbenti presidia la parte emersa del serbatoio ma il terrore è che una mareggiata possa far affondare la nave con conseguenze irreparabili. Molte le ipotesi di lavoro, diversi gli scenari possibili per una catastrofe, definita di proporzioni mondiali, che si spera possa finalmente trovare un epilogo.

Luisa Cocco

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2012 15:56
 

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