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Il lavoro: privilegio per pochi PDF Stampa E-mail
Lavoro - Lavoro
Scritto da margherita sanna   
Mercoledì 25 Gennaio 2012 19:02

Durante la pubblica premiazione del Leonardo 2011, che promuove i migliori imprenditori nostrani esportatori nel Made in Italy nel Mondo, una giovane manager italiana del gruppo Gucci, Federica Giorgi, premiata poco prima, afferma di sentirsi privilegiata per avere un lavoro. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ribatte: “Spero che la signora Giorgi possa non considerarsi più privilegiata per avere un lavoro. Lo dico soprattutto come augurio per le giovani generazioni”. La frase fa presto il giro del web. Il Presidente della Repubblica auspica bene, il suo futuro a tinte rosee a chi non piacerebbe? Ma la realtà purtroppo è manda più che altro brutti presagi. A novembre 2011 l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio ha segnato una diminuzione congiunturale dello 0,3%, registra l’Istat. Secondo la Commissione Europea 3,5 milioni di posti di lavoro sono a rischio. E solo nel 2011 ci sono stati 12 mila fallimenti. Sono nel 2011 secondo l’Ance sono stati persi 290 mila posti di lavoro. Molti sono i posti di lavoro in cui gli stipendi se non hanno la paga bloccata, è stata diminuita. I lavoratori, sempre più soli, spaesati, si ritrovano a continuare sottopagati altrimenti non avrebbero di che pagare l’affitto o sfamare la famiglia. E con l’aumento dei costi, anche l’istruzione diventa viepiù un privilegio. Il Capo dello Stato, soprannominato Re Giorgio dal Times per la sua rilevanza politica in questa contingenza storica, ha focalizzato la sua attenzione su due punti dolenti: Ricerca e Innovazione. Parole che senza una ben equilibrata politica economica di finanziamento dell’innovazione, della ricerca universitaria e della formazione, sono meri concetti avulsi dalla realtà."Insieme all'affinamento della qualità dei nostri prodotti, credo nell'importanza dell'innovazione tecnologica – ha detto Giorgio Napolitano -  e della ricerca come chiave di volta affinché l'Italia non perda posizioni, ma ne guadagni ancora, nella competizione mondiale". Si spera che la classe dirigente cerchi di seguire le direttive del Capo dello Stato in un’ottica che tenga conto della particolare situazione italiana, all’interno della quale si muovono giovani molto preparati in fuga all’estero, altri deprezzati nascosti nell’oblio, e una larga frangia di coloro che chiamati neet, o scansafatiche, o come si voglia, spesso vengono persi in cammino diventando facili bersagli per qualsiasi forma distruttiva e autodistruttiva.

 

Margherita Sanna

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Gennaio 2012 11:10
 

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