Ultime notizie

Con "In My Mind Tour" il jazz caraibico sbarca in Sardegna
Le sonorità del jazz e i ritmi caraibici s’incontrano per la prima volta in un nuovo progetto musicale made in Sardinia che fonde alla perfezione originalità del genere e orecchiabilità d…

Leggi tutto...



Le notizie

Occhi marroni, predisposizione all’infarto e antenati in comune con sardi e corsi Pronto l’identiki
Occhi marroni, predisposizione genetica alle malattie cardiovascolari, intolleranza al lattosio e probabili antenati in comune con Sardi e Corsi: questo il ritratto di Otzi, la celebre mummia de…

Rapporto OCSE 2010: L’Italia agli ultimi posti PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Margherita Sanna   
Mercoledì 08 Settembre 2010 00:00

 

Spietato è il ritratto che mette in evidenza il rapporto OCSE 2010 sull’istruzione presentato ieri a Parigi. Dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) fanno parte ben 29 Paesi che si proclamano ad economia di mercato: Australia, Canada, Finlandia, Francia, Irlanda, Corea del Sud, Olanda, Polonia, Svezia, Gran Bretagna, Austria, Cecoslovacchia, Francia, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Portogallo, Svizzera, USA, Belgio, Danimarca, Germania, Islanda, Giappone, Messico, Norvegia, Spagna, Turchia. Ebbene, fra 29 Paesi l’Italia si piazza al penultimo posto per spesa per l’Istruzione, con solo il 4,5% del Pil complessivo, dopo di noi solo la Repubblica Slovacca. L’Italia ha una percentuale di laureati del 32,8% contro il 38% degli altri Paesi. Solo uno studente su tre arriva alla laurea, e già dei diplomati arriva appena il 51%. La dispersione scolastica nelle scuole superiori è ancora molto elevata: oltre il 30% degli iscritti non arriva al diploma. Su 616.000 iscritti al primo anno delle superiori, sono arrivati al successivo solamente 190 mila nel corso dell’anno scolastico 2005 – 2006. E le percentuali di impiego? Il tasso dei laureati è dell’86,6% dei laureati uomini, e del 76,1% per le laureate donne. Una disparità di ben dieci punti percentuali a dispetto della parità dei sessi, emancipazione femminile e quant’altro. La Spagna invece ha una percentuale di donne laureate che lavorano più alta: l’88%, mentre resta più bassa quella dei colleghi uomini, l’80,1%. Ma non è tutto: i nostri docenti sono i peggio pagati dell’Europa, a tutti i livelli. E questo, a conti fatti conta. Pesa non solo sul portafoglio del singolo docente ma sull’autorevolezza stessa che un professore ha sugli studenti soprattutto i più giovani. In un’epoca in cui le persone chiedono sempre di più, in cui è necessario avere un’ampia possibilità di spesa, studiare in Italia non paga abbastanza, e lo studente lo vede e interpreta. Perché tutto è legato. Non si può pensare che un giovane veda in tv continuamente modelli strapagati, con oggetti di lusso e abbigliamento all’ultima moda, che inneggiano a un guadagno facile e superficiale, e poi prenda come punto di riferimento un professore povero che propone una vita di sacrificio sui libri, senza neanche avere il premio finale di un buono stipendio, una gratificazione del proprio lavoro. È vero, l’educazione, l’istruzione, la cultura, non è questione di portafoglio, di soldi, ma non ne è nemmeno avulsa. Bisogna stare attenti ai messaggi impliciti che si mandano perché quelli, più di qualunque lezione, insegnano tanto.

 

Margherita Sanna

Ultimo aggiornamento Domenica 05 Febbraio 2012 13:29
 

L'orologio

Previsioni meteo Italia


Warning: file_get_contents(http://oiswww.eumetsat.org/IPPS/html/MSG/IMAGERY/IR108/COLOR/CENTRALEUROPE/index.htm) [function.file-get-contents]: failed to open stream: HTTP request failed! HTTP/1.1 404 Not Found in /web/htdocs/www.diario24notizie.com/home/modules/mod_weather/mod_weather.php on line 31
Click per aprire http://www.eumetsat.int
copyright 2020 EUMETSAT

Copyright - www.passioneducati.com

Autenticazione

User:  Pass:        Forgot Password? Username?

Link consigliato

Banner

Link consigliato

Banner