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Art. 18: Scontro Marcegaglia-Cgl PDF Stampa E-mail
Lavoro - Lavoro
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 22 Febbraio 2012 14:36

Confindustria e Cgl ai ferri corti. Occasione di scontro, questa volta, le parole di Emma Marcegaglia a proposito dell’articolo 18 e della sua riforma che, ieri, hanno fatto il giro delle principali testate giornalistiche, sollevando numerose polemiche un po’ in tutto il mondo politico. La numero uno dell’associazione degli industriali si sarebbe, infatti, lasciata sfuggire un commento troppo duro nei confronti del Sindacato, accusandolo di “proteggere sul posto di lavoro assenteisti cronici, ladri e fannulloni”. Persone altamente improduttive di cui, sempre secondo la leader di Confindustria, le imprese dovrebbero legittimamente potersi liberare, mantenendo l’articolo 18 soltanto per i licenziamenti discriminatori. Immediata la reazione della Cgl e della sua leader Susanna Camusso: “Sono affermazioni non vere che oArtffendono il ruolo del sindacato confederale. Le smentisca. La trovo offensiva”. Tempestive anche le risposte di Cisl e Uil:  “Oggi più che mai serve un linguaggio responsabile”, ha detto Raffaele Bonanni, precisando: “non li abbiamo mai difesi. Noi abbiamo sempre tutelato i lavoratori onesti”. Sulla stessa scia anche il commento di Luigi Angelletti che sottolinea come le parole della Marcegaglia non facciano altro che “gettare benzina su una trattativa, difficile e in pieno corso, sulla riforma del mercato del lavoro”.

Pronta anche la replica di Emma Marcegaglia che, ritornando sui suoi passi, ha provato così a smorzare i toni della polemica: "Nessuna mancanza di fiducia e rispetto nei sindacati confederali - chiarisce - ma a volte l’articolo 18 diventa un alibi dietro il quale si possono nascondere dipendenti infedeli, assenteistici e fannulloni”. Affermazioni che certo non aiutano a distendere un clima di sempre maggiore tensione con i sindacati, dopo che anche lo stesso presidente del Consiglio Mario Monti ha dichiarato l’intenzione del governo di andare avanti sulla riforma del lavoro anche in assenza di un accordo con le parti.

Intenzioni che non preoccupano in alcun modo i sindacati, fermi a non lasciare per nessuna ragione il tavolo delle trattative, e schierano al fianco delle loro richieste anche il Pd. Sulla necessità di un dialogo è intervenuto, infatti, anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che spiega come il sì del Pd alla riforma del lavoro in Parlamento non sarà poi così scontato in assenza di un accordo, appunto, del governo con le parti sociali. Certo, Monti potrebbe porre fine ad ogni discussione mettendo la fiducia al pacchetto-lavoro, ma a quel punto difficilmente il Pd voterebbe compatto, e per la prima volta potrebbero esserci parecchie defezioni tra le fila democratiche. Tutto ancora da vedere insomma: unica previsione possibile è che la riforma del lavoro arriverà comunque entro marzo.

Luisa Cocco

Ultimo aggiornamento Domenica 26 Febbraio 2012 09:44
 

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