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Brutti ricordi addio. Scoperta la pillola dell’oblio PDF Stampa E-mail
Medicina - Medicina
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 04 Aprile 2012 12:15

Alzi la mano chi non ha mai desiderato, almeno una volta nella vita, la possibilità di cancellare dalla propria testa un brutto ricordo? Talvolta basta un niente, infatti, perché un pensiero o una parola possano risvegliare in noi le esperienze più traumatiche: una relazione sentimentale finita male, la perdita di un amico o di un parente se non addirittura il ricordo lancinante di una violenza subita. Momenti drammatici che, magari, ci eravamo illusi di aver accantonato in qualche angolo remoto della nostra mente ecco che invece rispuntano minacciosi, pronti a far saltare tutti gli equilibri. Sarebbe davvero bello allora potersene liberare come promettono gli esperti di una ricerca americana che in questi giorni sta facendo molto discutere per le sue forti implicazioni etiche. E’ in fase avanzata di studio, infatti, una pillola che dovrebbe agire direttamente sula zona cerebrale in cui vengono archiviati i ricordi più dolorosi, riuscendo ad attenuarne progressivamente la potenza, fino a cancellarli del tutto. Naturalmente prima di capire come riuscire a bloccarli, gli scienziati hanno dovuto necessariamente fare luce sulla natura dei ricordi e il loro modo di fissarsi nel lungo periodo. Importante in questa fase il superamento di un’idea, tanto banale quanto difficile da abbattere, secondo cui la memoria sarebbe una specie di deposito. In realtà, assicurano i ricercatori, ogni volta che pensiamo al passato trasformiamo la sua rappresentazione cellulare nel nostro cervello: sembrerebbe, quindi, che  ogni qualvolta richiamiamo i ricordi di fatto li stiamo ricreando. Responsabili di questo processo un gruppo di proteine, lo stesso che ha fissato i ricordi nella nostra memoria per la prima volta, sul quale già negli anni ’90 si erano fatti i primi esperimenti. Ma, nonostante i grandi passi in avanti fatti dalla ricerca in questo campo, nessuno studio era ancora riuscito ad individuare una sostanza in grado di cancellare i ricordi: tutto merito del neurologo Tod Sacktor il quale - una volta individuato l’enzima che fissa e tiene insieme i ricordi (il PKMZeta) - è riuscito a mettere a punto la pillola perfetta. Il nuovo farmaco, infatti, sarebbe in grado non soltanto di annientare il ricordo ma di cancellare anche la rappresentazione stessa del trauma nel cervello.

Resta da capire quale sia il prezzo da pagare in tutto questo: per quanto strabiliante tale scoperta non ha  mancato di suscitare numerosi dubbi soprattutto etici. E‘ giusto o sbagliato rimuovere i nostri ricordi per quanto brutti possano essere? E ancora, fino a che punto è legittimo spingersi in questa operazione? Non si corre il rischio che una volta sul mercato questa pillola possa essere utilizzata in maniera indiscriminata, anche solo per cancellare il ricordo di una giornata andata storta. Naturalmente nel presentare al pubblico il loro nuovo prodotto, gli esperti hanno citato ad esempio casi nobilissimi come quelli di persone vittime di violenze sessuali o dei veterani di guerra, che raramente riescono a cancellare dalla mente quelle terribili esperienze. Ma, fatte salve alcune eccezioni, saremmo davvero più felici senza i brutti ricordi? Buoni o cattivi che siano, essi fanno sempre parte del nostro vissuto, di quello che siamo stati e col tempo siamo diventati: eliminarli non intaccherebbe anche la nostra personalità? Sono davvero tanti, insomma, i quesiti che questa strabiliante scoperta potrebbe lasciare aperti: certo è che l’uomo resta un entità troppo complessa per poter essere resettata come un computer.

Luisa Cocco

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Aprile 2012 09:58
 

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