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Happy Days Motel. Ciack, si gira PDF Stampa E-mail
Cultura e spettacolo - Cultura e spettacolo
Scritto da Elio Gola   
Martedì 22 Maggio 2012 16:04

Lino Guanciale durante una scena  del film girata a Montevecchio-Guspini

Il marchio è quello illustre della RAI; gli attori, due per tutti, Lino Guanciale e Valeria Cavalli; la società cinematografica, la romana Blue Film; la regista Francesca Staasch. Potrebbero essere i titoli di coda di una qualsiasi delle produzioni filmiche italiane. In questo caso specifico, un noir dal sapore retrò, anni 70, con 5 storie che si intrecciano all’interno di un motel (da qui il titolo “Happy Days Motel”) e raccontano altrettanti spaccati di vita quotidiana tenuti insieme dall’improbabile storia di un commesso viaggiatore interpretato dal già citato Lino Guanciale, noto al grande pubblico per l’interpretazione, tra le altre, di W.A. Mozart nel film Io Don Giovanni, di Nunzio in Vallanzasca - gli angeli del male e, in tv, Ruggero nella fiction Una grande famiglia. Il resto non possiamo raccontarlo, per correttezza verso la produzione e verso i futuri spettatori di Happy Days Motel. Qual è allora la peculiarità che spinge un giornalista a scrivere del film? La risposta è semplice ma non banale: la location del film è una parte atipica di Sardegna e le particolarità sono almeno due.

La prima è che si tratta di uno dei pochi casi in cui la location non sarebbe obbligata: al contrario di quello che accade solitamente, infatti, il film non è un documentario sulla Sardegna.
La seconda è che non è neanche uno di quei film avventura in cui, per evitare una lunga e costosa trasferta ai caraibi, si opta per una isolata spiaggia della costa isolana.
La storia di Happy Days Motel, che in loco ha avuto il patrocinio e la collaborazione dei Comuni di Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini e Sanluri, che ne hanno ospitato la maggioranza dei set, avrebbe funzionato ugualmente se fosse stata ambientata o girata in una qualsiasi regione italiana o europea e invece, il regista, (seguendo i consigli di Andrea Spano che ne ha curato la produzione esecutiva) per la sua prima opera cinematografica (dopo 32 regie teatrali e 15 cortometraggi), ha scelto di girare nella ”anonima” provincia del Medio Campidano, o almeno questo è il riferimento territoriale finché il referendum dello scorso 6 maggio non diventerà esecutivo.
Così, per quattro settimane, altrettanti paesi del Medio Campidano (a cui si aggiungono le più grandi Cagliari e Olbia), hanno ospitato, dal 7 al 31 maggio, le riprese per le strade del paese non senza suscitare la curiosità dei passanti per i quali, le riprese di un film di livello, non sono certamente all’ordine del giorno.

Cosa ha spinto dunque una produzione d’oltre mare ad affrontare il viaggio per arrivare a girare in Sardegna e soprattutto, a pochi giorni dalla conclusione delle riprese, qual è il bilancio finale? Un’esperienza da ripetere o un incubo da dimenticare?
Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Bonifazi, responsabile della Blue Film e ne abbiamo ottenuto la migliore risposta che un sardo si sarebbe potuto auspicare: “Perché No?”.
Ci lascia in sospeso per un attimo e prosegue: “dopo “Beket”e “La Leggenda di Kaspar Hauser”, è il terzo film che giriamo in Sardegna, abbiamo trovato delle ottime sinergie per trasporti, ricettività e collaboratori; economicamente e logisticamente, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è più comoda di molte altre regioni della penisola con il vantaggio che, nell’arco di 100/150 km, si passa dal mare alla montagna, dal porto industriale allo stagno dei pescatori, dalla città al borgo minerario. Una grande location diffusa , cinematograficamente poco inflazionata e che offre, tra l’altro, una grande qualità nei rapporti con le persone; non c’è ragione per andare altrove. Noi troviamo le condizioni favorevoli per fare al meglio il nostro lavoro – conclude - e in più contribuiamo a sviluppare, un po’ di economia “fuori stagione” per la Sardegna; un risultato di cui possiamo essere entrambi soddisfatti.”

In attesa della prima non entriamo nel merito del film ma, per la Sardegna, parafrasando un noto tormentone, “comunque vada sarà un successo”.

Elio Gola

* Lino Guanciale durante una scena  del film. Ph. Elio Gola

Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Maggio 2012 14:47
 

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