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La conquista delle parole: il farsi e il disfarsi del lessico PDF Stampa E-mail
Libri - Libri
Scritto da Elisabetta Gola   
Domenica 03 Giugno 2012 10:10

“Adamo dette il nome a ogni animale domestico, a tutti gli uccelli del cielo e a ogni animale della campagna”. Così nella Genesi viene spiegato il momento in cui il linguaggio e i nomi hanno origine: un’atto di creazione del primo uomo. Una spiegazione che tuttavia ha lasciato aperti molti dilemmi, già discussi dai filosofi dell’antichità, e che oggi ci interessa non solo da un punto di vista dell’origine dei primi nomi, ma dalla prospettiva dell’acquisizione delle parole nell’età evolutiva, nei bambini, quando il linguaggio si fa. Ma anche dalla prospettiva di ciò che accade quando questa naturale conquista si disfa in presenza di patologie del linguaggio quali le afasie. Nel libro di Grazia Basile, docente di Linguitica generale all’Università di Salerno, si trattano proprio questi aspetti, adottando un punto di vista che affonda le sue radici in studi a cavallo tra la filosofia del linguaggio e la linguistica. Concetto che siritrova anche in lavori precedent dell’autrice: Sull’enantiosemia. Teoria e storia di un problema di polisemia (1996), Le parole nella mente. Relazioni semantiche e struttura del lessico (2001). Non basta infatti la teoria a capire i fenomeni del linguaggio, ammonisce infatti Tullio De Mauro nella Prefazione al testo: “Filosofi del linguaggio poco accorti rischiano di avviare una riflessione in vacuo ignorando, per ricordare Vico, «i quasi infiniti particolari che per natura vengono innanzi a chiunque vuol ragionare di una lingua» (p. 11).

Nei primi capitoli viene discusso e illustrato il quadro teorico di riferimento, definito funzional-interazionista, il cui perno centrale è l’idea di un legame solidale e indissolubile tra linguaggio e esperienza. Il denominare, di conseguenza, non è una esplicitazione di idee già presenti nella mente, ma un’attività di immaginazione e creazione di significati: “Dare un nome a qualcosa è un modo per immaginarla, rappresentarla, classificarla all’interno della nostra mappa cognitive delle cose e per mettere in comune con gli altri le conoscenze che acquisiamo” (p. 20).
Nei capitoli successivi si ripercorre invece il cammino dell’acquisizione del lessico e delle categorie concettuali correlate, dai primi istanti di vita (imitazione neonatale) fino alla conquista della comunicazione verbale. Nell’ultimo capitolo, attraverso l’analisi di pazienti colpiti da patologie, quali le afasie e le anomie, si mostrano invece alcuni casi di persone che perdono la capacità di denominare. L’obiettivo rimane quello di capire quali siano i processi sottostanti ai processi di apprendimento del lessico e delle parole. Infatti i casi di ‘intoppo’, i guasti, se si vuol fare un paragone con processi meccanici, evidenziano proprietà e funzioni normalmente in gioco. Le patologie assolvono a questa funzione per quanto riguarda i processi cognitivi. Conclude Grazia Basile "i processi messi in atto dai bambini che si cimentano con l'acquisizione della loro lingua materna, così come quelli dei pazienti anomici che cercano si 'aggrapparsi' a contesti noti e strutturati quando vengono meno loro alcune parole, costituiscono la dimostrazione del fatto che al centro di questi complessi e variegati processi c'è l'essere umano e la sua natura peculiare" (p. 212).

Il testo rappresenta, nel complesso, una voce che, pur inserendosi nelle ricerche di stampo naturalista sull'origine delle lingue, esamina e enfatizza gli aspetti legati all'apprendimento, alla costruzione dei significati e all'uso del linguaggio, lasciando in ombra le proprietà innate, istintive e automatiche, che vengono depotenziate e ridotte alla universale esigenza comunicativa.

Elisabetta Gola

Recensione al testo di Grazia Basile, La conquista delle parole. Per una storia naturale della denominazione, Carocci editore, Roma, 2012, pp. 255, € 27,00.

Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Giugno 2012 09:01
 

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