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Il Fungo Magico è in Sardegna PDF Stampa E-mail
Sport - Sport
Scritto da Elio Gola   
Lunedì 11 Giugno 2012 21:43

Sentire parlare di funghi commestibili e tossici, di quelli allucinogeni e dei funghi della pelle è frequente e rientra nel range delle comuni conversazioni. Non lo è altrettanto sentire parlare di funghi magici, che suona decisamente più anomalo. Eppure nell’ambiente sportivo, in particolare quello degli arrampicatori specialità boulder, è possibile venire a conoscenza del “Fungo Magico”, tossico e allucinogeno al tempo stesso ma, soprattutto, fungo della pelle: quella che ti porta via dopo appena due ore di giochi.

Il boulder nasce negli anni 70 come attività di arrampicata di allenamento svolta su massi di qualche metro e orientata al miglioramento delle performances in montagna. Basato su sequenze di pochi movimenti concatenati  e dinamici di difficoltà variabile, ultimamente questa particolare attività sportiva ha assunto un’identità autonoma, le difficoltà del gesto sportivo sono decisamente aumentate e si iniziano a vedere gare e atleti di alto livello oltre alla nascita si specializzate palestre per la pratica indoor.
La caratteristica principale del boulder è quindi diventata quella di poter allenare movimenti di altissima difficoltà, che in alta montagna, richiederebbero ore  e ore di tempo appesi a decine di metri d’altezza, e sta contribuendo in questo modo all’innalzamento del livello di difficoltà non solo nel boulder fine a se stesso ma anche nelle più alte pareti delle falesie di tutto il mondo.

A pochi metri dal ciglio della strada che da Cagliari porta a Torre delle Stelle, fa bella mostra di sé un pezzo di roccia che per la particolare forma è chiamato dai boulderisti “Fungo  Magico”, invitante, con i suoi grossi tafoni creati dal vento, la base scavata dalla natura in un provvidenziale strapiombo, quattro metri abbondanti d’altezza, e qualche segno di magnesite, a indicare chiaramente che qualcuno prima di noi si è già abbondantemente spellato le mani sul suo granito che, in alcuni punti, non è affatto lisciato dal tempo.

Quel masso a cono rovesciato sembra ancora in grado di regalare divertimento e sana fatica e anche quando, guida alla mano, i giochi sembrerebbero finiti, spunta un nuovo divertente passaggio che l’occhio curioso di Giampaolo Mocci non si è fatto sfuggire. Attivissimo attrezzatore di falesie per l’arrampicata sportiva e attento osservatore dei massi, ha sempre mostrato un particolare talento nell’individuare nuovi massi nascosti dalla macchia e nuovi passaggi laddove tutto sembrava già tracciato.

Al Fungo è così saltato (letteralmente) fuori un divertente passaggio da approcciare al salto con due braccia volenterose e un provvidenziale tallonaggio (tecnica di arrampicata che utilizza il tallone per agganciare la roccia n.d.r.). Ai passaggi classici si aggiunge così “AllasSalto”, un passaggio di difficoltà non elevatissima ma molto divertente, e si può star certi che non sarà l’ultimo.

Elio Gola

Foto di Elio Gola

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Giugno 2012 16:43
 

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