Scoprendo Arisa PDF Stampa E-mail
Cultura e spettacolo - Cultura e spettacolo
Scritto da Margherita Sanna   
Martedì 12 Giugno 2012 16:58

Rosalba Pippa, in arte Arisa, è sicuramente nel suo anno migliore. Il successo indiscusso del suo ultimo album, Amami, nella classifica - fin dal suo lancio- degli album più venduti, ha consacrato definitivamente questa cantante che fin dalla vittoria di Sanremo nel 2009 con Sincerità si era distinta per la sua particolare voce e il suo abbigliamento eccentrico. Oggi Arisa, diventata ormai donna, è un’artista più matura e consapevole; a Sanremo ha stupito tutti con il suo singolo (estratto dall’album Amami) “La notte”, che le ha fatto vincere il Premio Sala Stampa e l’ha “rilanciata” con un nuovo look più sobrio, e una voce più intimista accompagnata brillantemente dal grande Mauro Pagani. Oggi Arisa è in giro per i maggiori teatri d’Italia nel suo tour, l’abbiamo fermata tra un lavoro e l’altro, lei, sempre di corsa, nella sua instancabile energia lavorativa ed emotiva, ci ha regalato un po’ di sé.

Margherita Sanna: Come stai? Ti sei ripresa dalla stanchezza di Sanremo?

Arisa: Sì sì, mi sono ripresa, anche se in realtà ci fermiamo sempre meno spesso e il lavoro fortunatamente si intensifica, però va bene, l’ho scelto e lo faccio con piacere.

Margherita Sanna: Hai iniziato il tuo tour. Come mai hai scelto di fare un tour proprio nei teatri?

Arisa: Beh sai, in realtà era da tanto tempo che io volevo esibirmi in teatro, perché credo che la dimensione teatrale sia quella più congeniale al mio repertorio. Il mio spettacolo è uno spettacolo che si basa sull’ascolto più che altro e sulla mimica, quindi ci vogliono non tantissime persone, un posto chiuso... Mi piace essere avvolta dal pubblico e spesso il teatro è fantastico, anche da un punto di vista dell’acustica. Se qualcuno ti dice qualcosa dall’altra parte del teatro tu lo senti perché la caratteristica fondamentale dei teatri – soprattutto dei teatri che hanno una certa storia- è quella di avere un’acustica eccezionale, quindi è molto emozionante per me trovarmi a far parte del tutto.

Margherita Sanna: E la prima volta che ti sei trovata a cantare in teatro quand’è stato?

Arisa: Ho cantato in teatro alla Sala Sinopoli con Battiato abbiamo fatto una manifestazione di beneficenza per una patologia particolare, ed è stato bellissimo. Lì ho capito che dovevo.

Margherita Sanna: Hai ricevuto molte recensioni positive per il tuo nuovo album, “Amami”. Sei soddisfatta?

Arisa: Sì, devo dire che sono molto soddisfatta.

Margherita Sanna: Come mai non ti piaceva come cantavi prima?

Arisa: No no, non ho detto che non mi piaceva come cantavo prima, ho detto che il mio modo di cantare era piuttosto acerbo perché per un periodo della mia vita ho eliminato i virtuosismi che fanno parte del bel canto e proprio del mestiere del cantante e l’ho fatto per dare più importanza al testo, a una sensazione. Diciamo che mi castravo un pochino come cantante. Ma non è che non mi piaceva come cantavo, io non rinnego nulla di quello che ho fatto. Sono felicissima di quello che ho fatto.

Margherita Sanna: Tu hai scritto due canzoni all’interno dell’ultimo cd, Amami e Missiva d’amore. Pensi di farlo un cd di sole canzoni scritte da te?

Arisa: Sì, mi piacerebbe farlo, ma per ora però le mie canzoni sono più dei diari. La mia scrittura è molto autobiografica, spero di riuscire a parlare con tutta l’intensità che utilizzo per parlare di me stessa, anche di altre cose.

Margherita Sanna: “Amore salvami da quest’idea che ho di te, io voglio esistere anche per me” hai scritto in Missiva d’Amore, tu ti sei salvata? E che cos’ha significato esistere anche per te stessa?

Arisa: Ma guarda, Missiva d’amore è una canzone che parla innanzitutto del modo che abbiamo di metabolizzare l’amore attraverso le esperienze degli altri, che spesso deviano la nostra esperienza d’amore. Missiva d’Amore è più che altro una lettera d’amore nella quale una donna chiede all’amore vero di arrivare nella sua vita e di insegnarle come ama lei, di essere così intenso da distaccarsi da tutto quello che è canonicamente un rapporto d’amore, quello che abbiamo visto dai nostri zii, dai nostri nonni. Io sto cercando di salvarmi sotto questo punto di vista. Sto cercando di trovare un’oasi felice dove il mio cuore possa sguazzare sereno.

Margherita Sanna: E l’hai trovata o no?

Arisa: Beh, sì l’ho trovata, sto prendendo le misure.

Margherita Sanna: Come mai hai scelto di far scrivere i testi al tuo ex?

Arisa: Perché si crede nel valore delle persone al di là dei coinvolgimenti emotivi. Giuseppe Anastasi secondo me è un ottimo autore, è una persona che sa interpretare i miei stati d’animo in maniera reale e molto fedele alla mia persona. Credo che non finirà mai la nostra collaborazione.

Margherita Sanna: Com’è stato cantare proprio quella canzone al Festival?

Arisa: Beh, è stato importante, come dire intenso e gratificante. È stato molto bello. Io ricordo con tanta passione quello che significa quella canzone nella mia vita e com’è stato cantato davanti a sedici milioni di persone che ti guardano in video. È stato bello.

Margherita Sanna: Perché hai dichiarato che non volevi arrivare al primo posto a Sanremo?

Arisa: Non volevo arrivare al primo posto perché non mi piacciono le manifestazioni intime rese plateali. Poi non so, a me va benissimo il secondo posto.

Margherita Sanna: “Nel regno di chissà che c’è un cittadino come me non parla mai, aspetta che la grande Snai lo possa togliere dai guai, e così sia” dici nella canzone “Nel regno di chissà che c’è”, pensi veramente che sia così? È questa la sensazione che hai vissuto anche nel tuo paese d’origine?

Arisa: Sì. È una questione universale. Vedo intorno a me tante cose diverse fra loro. Vedo una forza giovanile che vuole cambiare le cose e parte da un senso civico personale con la voglia di contaminazione, cioè nel senso che vedo dei giovani che cercano di lavorare in una maniera onesta e che cercano di lavorare e fare delle carriere oneste, senza assoggettarsi a nessun partito, senza raccomandazioni, giovani che lavorano duro, che si fanno il “culo”, che sperano in un futuro migliore attraverso una realtà che parte da loro stessi in primis, e poi c’è un’altra parte che si fa un po’ impallattorare dalla televisione, da un certo tipo di tv, e che aspetta di fare soldi attraverso delle false chimere. Uno è un atteggiamento più di ribellione, e l’altro è un atteggiamento più di sottomissione. Io per quanto mi riguarda preferisco più l’atteggiamento di ribellione, quello che dice “ok, siamo in una situazione particolare, e considerando che non posso avere speranza in altri, io mi do da fare per primo”. Io preferisco questo tipo di atteggiamento.

Margherita Sanna: Cos’hai provato quando ti hanno fischiato mentre cantavi l’Inno di Mameli alla finale di Coppa Italia?

Arisa: Ero sicura che non fischiavano me. Tutto apposto.

Margherita Sanna: Verrai qua in Sardegna?

Arisa: Spero di sì. Io ho fatto una bellissima pasquetta quest’anno in Sardegna.

Margherita Sanna: Dove sei stata?

Arisa: A Castelsardo. Credo che sicuramente ritornerò perché il popolo sardo ha un modo di accogliere gli stranieri che salpano sulla costa, molto particolare, poi sorridono, mangiano bene. Mi piace proprio la Sardegna!

Margherita Sanna: Quali sono i tuoi progetti futuri? So che sarai di nuovo giudice ad X Factor…

Arisa: Sì, farò di nuovo il giudice e poi mmm non so, penso (sorride) di fare laute vacanze!!!

 

Margherita Sanna

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Giugno 2012 16:40