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Storia : la consapevolezza senza tempo PDF Stampa E-mail
Mistero - Mistero
Scritto da Andrea Governi   
Sabato 16 Giugno 2012 20:43

Il termine “storia” trae il suo significato dal vocabolo greco  “istorìa”, che significa “ispezione”; con tale accezione si tende ad indicare la disciplina che, tramite l’utilizzo di fonti, ci fornisce cronologicamente la memoria dei più importanti eventi del passato dell’umanità. Non sarebbe ardito considerare il termine “storia” secondo una diversa accezione: il vocabolo potrebbe ricollegarsi al verbo greco “istèmi” che significa nella sua traduzione più generica “stare”, ma potrebbe significare anche “essere”. Quindi la storia potrebbe essere la disciplina che si occupa dell’”essere”, potrebbe occuparsi di cosa sono stati gli uomini, ma anche dell’”essere” in senso ontologico, di ciò che veramente  “è”, ovvero della verità dell’esistenza.
Si può abbracciare questa prospettiva interpretativa che osa liberarsi dalle maglie della tradizione, prendendo in analisi la vita di Nicholas Roerich,  studioso vissuto a cavallo tra il diciannovesimo e ventesimo secolo, dalla personalità poliedrica, che tra le tante fu anche giurista, archeologo ed esperto di occultismo.
Roerich ,emigrato dopo la Rivoluzione di Ottobre dapprima in Finlandia, poi negli Stati Uniti, compì dei viaggi che lo portarono alla scoperta delle regioni meno conosciute dell’Asia centrale, tra cui la Mongolia, la Cina, l’India, il Sikkim ed il Tibet.
Sembra davvero emblematico il resoconto dei suoi viaggi tra i popoli dell’Himalaya: infatti Roerich sostiene di essere venuto a conoscenza di fonti testimonianti la venuta di Gesù Cristo nel kashmir, dove sarebbe presente il suo sepolcro.
Secondo le attestazioni raccolte, Gesù visse nella regione dell’Himalaya con il nome di Issa, fu perseguitato e crocifisso ma non morì, venne infatti portato via dai suoi discepoli e predicò il vangelo nella regione del Kashmir, dove, nella città di Srinagar è ancora presente il suo sepolcro, dal quale verrebbero esalati dei profumi meravigliosi.
E’  significativo che questo personaggio,figlio di un popolo errante come il popolo di Israele, venga ancora oggi venerato come un santo in quelle terre,  e che la madre, rifugiatasi dopo la persecuzione del figlio  nella città di Kashgar, venga venerata e sia ancora  identificabile in loco il suo sepolcro.
Nell’Islam vi è un movimento ( considerato eretico) gli Ahmadi , che sostiene una versione diversa rispetto a quella raccontata dalla storia, secondo cui Gesù venne salvato e si rifugiò nel Tibet dove predicò fino alla sua morte.
A suffragare il fatto che si parli della stessa persona sarebbe anche l’denticità o quasi del nome con cui viene identificato  il Cristo,  riconosciuto con il nome ” Is “nel Kashmir, come “Yuz Asaf “nel mondo indiano buddista e come “Isa  Ibn Maryam” nella tradizione islamica.
Suffragherebbe ancora una volta la veridicità di questa storia “alternativa” a quella ufficiale, la testimonianza del giornalista Faber Kaiser che sostenne di aver ricevuto alla fine dell’800 un manoscritto  attestante la vita di Gesù in India da un priore buddista ( che poi lo denunciò come impostore)per poi riportarla nel suo libro “ La vie inconnue de Jesus Christ”; ma la tesi dell’esperienza indiana del Cristo viene sostenuta anche da personalità più autorevoli come Yogananda e Omraam Aivanhov, che si limitano a citare Gesù e la sua presenza predicatrice senza però entrare nei dettagli.
Tutto quanto sopra riportato diventa veramente emblematico se lo ricolleghiamo a quanto sostenuto da Edgar Cayce vissuto tra la fine del 800 e la prima metà del 900.
Abbiamo infatti  dapprima riferito delle testimonianze sulla vita del Cristo diverse da quelle che vengono suggellate nella storia ufficiale della Chiesa, che raccontano di un periodo che è cronologicamente  omogeneo.
Cayce ci parla invece di qualcosa di particolarmente diverso: intende la storia come un ripetersi di eventi uguali ma con particolari differenti, che si ripeterebbe nell’arco di periodi eterogenei; anzi prende in considerazione epoche che la storia ufficiale non contempla neppure! Secondo il “profeta dormiente” il Cristo sarebbe un personaggio esistente in tutti i cicli delle civiltà umane esistenti da centinaia e centinaia di migliaia di anni, esistito nella civiltà atlantidea con il nome di Amilius, ma eternamente presente nella vita degli uomini per ricongiungerli alla coscienza di Dio ogni volta che nella loro evoluzione da Egli si allontanano a causa dei deliri di onnipotenza creati dal libero arbitrio.
Alla luce di ciò dobbiamo allora interrogarci sul vero significato del termine “storia”.
La storia è? oppure la storia è  ciò che stato? ,Sicuramente la staticità dell’accezione come comunemente intesa risulta essere troppo restrittiva dinnanzi a menti in continuo movimento che intendono il termine in maniera ancora più restrittiva : investigare , non solo ispezionare!

Andrea Governi

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Ottobre 2012 14:21
 

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