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Concluso il Workshop "Landwork Sardinia 2012" PDF Stampa E-mail
Sardegna - Sardegna
Scritto da Elio Gola   
Venerdì 22 Giugno 2012 16:30

Per due settimane, un multietnico esercito di studenti ha pacificamente invaso i siti delle miniere ormai inattive di Montevecchio, Ingurtosu e Monteponi per realizzare seguiti dadocenti di altissima levatura, una serie di opere di architettura tra design e recupero del territorio che fanno ancora bella mostra di sé nei 3 importanti siti di archeologia industriale. Si è così recentemente concluso il Workshop internazionale “Landworks Sardinia 2012”. Inserito all’interno del festival internazionale di installazioni effimere, il workshop e stato diretto dal Prof. Stefan Tischer (Direttore del Master in Mediterranean Landscape Architecture presso la Facoltà di Architettura di Alghero dell’Università di Sassari) con la collaborazione di AnnaCaterina Piras che presso la stessa facoltà ha sviluppato il dottorato di ricerca  sul tema dei paesaggi architettonici.
Seguendo la felice esperienza del 2011 il Workshop è tornato con il suo team internazionale e multiculturale in Sardegna, nei territori del Parco Geominerario storico Ambientale della Sardegna, per realizzare una serie di progetti in loco per sottolineare l’importanza del paesaggio, del patrimonio naturalistico e culturale. Il progetto portato avanti con la collaborazione, oltre allo stesso Parco Geominerario, dei Comuni di Guspini e Arbus, dell’Ente Foreste della Sardeghna e dell’IGEA ha interessato i grandi paesaggi minerari di Montevecchio e Ingurtosu.
Seguiti dai propri Team Leader, gli studenti, divisi in gruppi hanno creato installazioni artistiche temporanee utilizzando e riutilizzando materiali, sia naturali sia di recupero come l’artificiale “spazzatura” derivata dalle lavorazioni minerarie del passato e a cui è stata data nuova vita.
Ferdinand Ludwig, architetto d’avanguardia del campo delle costruzioni vegetali “Living Plant Constructions” (Baubotanik); Joao Nunes, architetto paesaggista; Chris Phongphit, designer multidisciplinare del paesaggio e fotografo concettuale; Philippe Poullaouec-Gonidec, Architetto paesaggista, artista ambientale e Vincitore del Research Foundation Trudeau; Craig Verzone architetto del paesaggio; Roberto Zancan vice-direttore della rivista di design Domus; sono i 6 docenti che hanno interpretato il tema e realizzato con i propri gruppi di studenti, in 10 giorni di intenso lavoro, le installazioni.
Chi passerà a Montevecchio, presso i cantieri  minerari di Levante in Comune di Guspini, in quelli di Ingurtosu ad Arbus o in quelli di Monteponi a Iglesias, si troverà di fronte a grandi disegni (2,5 km quadrati per le onde che fiancheggiano il rio Sa mena, e anche più grandi nella diga fanghi di piccalinna), destinati a scomparire con le prime piogge, realizzati con la calce – elemento neutro -  che si insinua nei terreni fortemente acidi del materiale di risulta delle miniere; disegni effimeri e metaforici che riprendono i paesaggi naturali con forme di animali e vegetali o altre più geometriche che richiamano le linee dei tracciati minerari.
A questi si affiancano le torri e i disegni realizzati con materiale di recupero che interagiscono con essenze autoctone  a simboleggiare il riappropriarsi  dei propri luoghi da parte della natura.
Alla luce di quanto è possibile vedere, e da quanto emerge dalle parole dei creatori, la metafora e doppia: l’interazione uomo-paesaggio è bilaterale, l’uomo plasma il paesaggio e la natura reinterpreta il territorio antropizzato, industrializzato e poi abbandonato in un immobilismo che è solo apparente. La rottura della visione del paesaggio immobile, provocata dalla repentina apparizione di nuove linee di orizzonte, di solchi  e linee bianchissime nel bruno del terreno, grazie al Landworks Sardinia offre, ancora una volta, stimoli di riflessione sull’estetica del paesaggio e sul rapporto che le popolazioni locali instaurano con il proprio territorio.
 

Elio Gola

Disegni di calce - ph. Elio Gola

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Giugno 2012 13:53
 

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