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Abbattuti dai toreri PDF Stampa E-mail
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Scritto da Stefano Furesi   
Martedì 03 Luglio 2012 20:47

Fine dei giochi. Ieri sera, a Kiev, le "furie rosse" hanno abbattuto il sogno italiano con quattro reti, in 90 minuti di agonia, dove i nostri han potuto fare ben poco. Eppure, se è nota a tutti la consapevolezza della forza innarrestabile della nazionale spagnola, un accenno sulla condizione di stanchezza degli azzurri è d'obbligo: tra una carica di entusiasmo in calo, dopo il primo gol, e una valanga di infortuni in appena mezz'ora, si può dire che è stata una lotta impari. Già dall'inizio era chiaro che i nostri non riuscivano ad avere ragione della difesa spagnola, nonché del loro baluardo in porta Castillas. La sentenza dei nostri avviene al 14', con un errore madornale della difesa, compiuto da un ben sottotono Chiellini, che regala il primo gol ai rossi: non a caso, data la condizione del difensore, il Ct Prandelli ha pensato, giustamente, di sostituirlo con Thiago Motta. I minuti passano, ma la musica cambia poco: i nostri riescono a tirare in porta, ma essa è una fortezza impenetrabile grazie alla formidabile difesa, più il portiere. Al 40' il secondo gol dei rossi uccide moralmente i nostri azzurri: non ci resta che aspettare (invano) un miglior secondo tempo, che sarà l'amara conclusione del nostro europeo.

Thiago Motta messo quasi subito fuori gioco, l'ingresso di Totò Di Natale che poco ha potuto fare (anche assieme al Super-Mario Balotelli) e infine le scelte un po' azzardate di un Prandelli, assai disorientato da come stava andando l'incontro. Dopo questo, l'ingresso di Fernando Torres al 69' getta l'ombra sugli azzurri causando gli ultimi due gol (il quarto addirittura nato da un suo gioco di tacchi per essere messo a segno da un suo compagno). Tre minuti di recupero, infine fischia l'arbitro: il responso è Italia 0, Spagna 4.

A noi l'onore di aver giocato una partita memorabile, anche se in condizioni indegne (diciamolo), a loro la soddisfazione di aver raggiunto un record: campioni d'Europa 2008, 2012, e campioni del Mondo 2010. Il loro triplete è già storia e la festa spagnola esplode.
Questo è lo sport: al prossimo mondiale e grazie ancora di tutto ragazzi.

Stefano Furesi

 

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