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Siamo davvero più intelligenti dei nostri antenati? PDF Stampa E-mail
Speciali - Speciali
Scritto da Stefania Spiga   
Martedì 02 Ottobre 2012 23:38

In un articolo apparso recemente sul Wall Street Journal, l’esperto James R. Flynn, ricorda che quando chiedevano a suo padre che cosa avessero in comune cani e lepri, lui era pronto a rispondere «Nulla: i cani sono fatti per cacciare le lepri!». Oggi invece uno studente delle elementari saprebbe rispondere con certezza che, sia le lepri che i cani sono dei mammiferi e passerebbe così il test del Quoziente d'intelligenza (QI). Oggi possiamo constatare che, sia negli Stati Uniti che in Europa, le valutazione dei QI sono in media superiori a quelle rilevate nella prima metà del Novecento. Secondo James R. Flynn, in ogni decade, a partire dagli inizi del '900, sono stati guadagnati tre punti. Rispetto al 1910, quando per gli americani la media del QI oscillava tra 50 e 70 punti, ora è tra 130 e 150, più del doppio. Tale confronto è conosciuto come “effetto Flynn”, dal nome dello studioso che, già nel 1984, aveva riscontrato una crescita del QI di tale portata.

Ma quindi, questo significa che siamo tutti più intelligenti? Ammesso che i test del QI siano davvero in grado di misurare quel potenziale che chiamiamo “intelligenza”, occorre prendere atto che nel tempo il nostro ambiente fisico e quello intellettuale sono migliorati: oggi, infatti, possiamo effettuare spostamenti veloci con poca fatica, possediamo un buon tenore di vita, godiamo di un sistema sanitario più effeciente di quelli passati e siamo anche più abituati all'esercizio della logica, alla flessibilità del linguaggio e alla potenza dell'immagine. Sottoposti quindi a stimoli più raffinati, riusciamo effettuare la classificazione astratta come quella relativa agli animali (mammiferi, insetti, eccetera), o a fare ragionamenti di implicazione logica come «se... allora». E’ proprio questo ci rende agili nel rispondere alla sfida dei test che i nostri avi, pare, non avrebbero potuto superare. Insomma, educazione e tecnologia hanno avuto un ruolo essenziale nel far sì che non ci limitassimo al semplice “saper leggere, scrivere e far di conto”.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Ottobre 2012 13:13
 

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