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Uragano Sandy: natura devastante PDF Stampa E-mail
Esteri - Esteri
Scritto da Denise Lai   
Martedì 30 Ottobre 2012 23:31

Sandy “è potente e pericolosa” e va “presa seriamente”. Così esordiva due giorni fa il presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, dal quartier generale della protezione civile americana. E Sandy non ha “deluso” le aspettative, ha flagellato la città di New York meritandosi l’appellativo di tempesta perfetta. Dieci morti, strade, tunnel e metropolitane allagate, alberi sdradicati, black out per otto milioni di persone. Questo il bollettino del mattino dopo, il giorno in cui un arcobaleno ha segnato la fine di Sandy, portandosi via la paura dei newyorkesi. Un sentimento che nelle ultime ventiquattro ore era alla portata di tutto il mondo, telegiornali e quotidiani pubblicavano le breaking news della grave situazione a New York, lasciando il pubblico a bocca aperta. Nello stesso tempo turisti ed emigrati aggiornavano il profilo dei social network, per rassicurare parenti e amici lontani, sul loro stato di salute. C’è chi ha perso la casa, la propria auto, la sua stessa vita.
Chris Christie, il governatore dello stato del New Jersey, la zona più colpita, ha definito i danni come una “devastazione inimmaginabile”, riferendosi alle intere aree completamente sommerse dall’acqua, invitando i cittadini a non uscire di casa. Nella stessa zona è stata chiusa parzialmente la centrale nucleare di Hancock Bridge.
Adesso si lotta per trarre in salvo 60 persone, rimaste bloccate senza acqua potabile ed elettricità sull’arcipelago di Fire Island, a New York.
E anche se Sandy lascia la Grande Mela, il bilancio non è dei migliori, sono infatti 33 i morti causati dal suo passaggio in otto stati, dal Connecticut alla North Carolina, in cui oltre un milione di persone ha dovuto lasciare la propria casa.
La domanda è sempre la stessa: si poteva evitare? Il passaggio dell’uragano non si poteva evitare, per questo sono state adottate misure preventive dalle autorità degli Stati Uniti.
Forse allora l’essere umano poteva evitare il riscaldamento globale del suo pianeta, diminuendo il rischio di far infuriare Madre Natura. Ma anche questo non è del tutto dimostrato. Secondo alcuni scienziati, infatti, le variazioni climatiche che stanno interessando il globo sono da attribuirsi all’avvelenamento (CO2) che gli stessi suoi abitanti generano, chiudendo gli occhi anche davanti a fenomeni come Sandy o Katrina (2005).
Ma secondo gli scienziati del NOAA (National Oceanic Atmospheric Administration) i cambiamenti climatici nulla hanno a che vedere con i recenti e disastrosi uragani, almeno non nel numero. Sembra, infatti, che la correlazione possa esistere soltanto per quel che riguarda l’intensità, prevedendo addirittura una quantità inferiore degli stessi nei prossimi anni, nella misura del 30%.
Esiste però un tempo, non tanto lontano, in cui le quattro stagioni si alternavano con cadenze stabilite, un tempo in cui l’uomo non conosceva ancora come distruggere l’ozono e aumentare il riscaldamento terrestre, un tempo in cui la furia di Sandy a New York sarebbe stata soltanto immaginata come trama di un film americano.

Denise Lai

Ultimo aggiornamento Sabato 03 Novembre 2012 11:55
 

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