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Aidan White: la mia missione contro la drammatica crisi del giornalismo PDF Stampa E-mail
Le interviste - Le interviste
Scritto da Daniela Vargiu   
Lunedì 10 Maggio 2010 22:17

Aidan White è dal 1987 Segretario Generale della Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) e attivista da svariati anni nel sostegno dei diritti dei giornalisti.  Durante i suoi vari interventi al X° Meeting dei giornalisti del Mediterraneo  - tenutosi a Cagliari dal 6 al 9 maggio - spiega quali cambiamenti abbia subito il lavoro dei giornalisti in tempi recenti. L’arrivo dei mass media nella società – ossia i mezzi di comunicazione di massa – e le nuove tecnologie hanno cambiato il mondo giornalistico, poiché non c’ è più controllo della produzione e non si produce più un giornalismo di alta qualità. La crisi economia dell’industria dei  media, alla ricerca del profitto, prevede di conseguenza una crisi dei contenuti. Spesso White sottolinea quelli che sono per lui dei valori imprescindibili per un buon giornalismo: chiarezza, obiettività, contenuti etici, verità e  indipendenza. 

Prima di iniziare l’intervista, Aidan  mi rivela - in un italiano perfetto- di adorare la Sardegna, e di averla vista più volte, per esempio nel 1990, in occasione di  un altro congresso. Mi  spiega che è nato in Irlanda, e che ha lavorato per i giornali inglesi per circa vent’anni,  in testate quali  il Financial Times, The Guardian e il Sunday Times. 

D. Oggi il mondo dell’industria mediatica ha un forte interesse verso l’informazione, di qualsiasi tipo essa sia.  Ma tu hai detto che loro investono nell’informazione solo al fine di guadagnare denaro, un puro investimento finanziario dunque. Vedi allora i media solo come dei nemici ? Un binomio tra media  e nemico da ostacolare? 

R.“Esatto. Loro sono diventati dei nemici contro il giornalismo, contro il buon giornalismo soprattutto. Sì confermo: oggi c’ è una tendenza dannosa nei media …”. 

D. Ma il sistema mediatico può essere considerato quale  valido aiuto nella diffusione dell’informazione? Perché considerarlo solo come nemico? 

R. ( Aidan mi interrompe subito) “Beh sì, esistono dei media che  fanno il loro lavoro per offrire dei beni pubblici, certo esistono e noi li supportiamo. Ma guarda però al modo in cui tanti media si stanno comportando: loro “scaricano” il mondo giornalistico, ossia lo abbandonano, producendo  il precariato, e  non  incentivano certo lo sviluppo”. 

D. Non investono dunque nel settore? 

“No, non investono assolutamente, per esempio nel giornalismo investigativo. Quindi, scusami … Perché dovremo difenderli?  Loro non difendono il giornalismo vero! ”. 

D. In un tuo intervento al Meeting  hai parlato di pubblica responsabilità dei media. Cosa intendi esattamente? 

R. “Intendo questo: i media  forniscono l’informazione, che è un bene pubblico. Perciò devono essere pluralisti, ma soprattutto devono guardare a dei precisi valori pubblici, e quando non li rispettano, ecco che i media stanno tradendo  la missione giornalistica. Il giorno in cui  loro saranno pronti a  rispettare questa pubblica responsabilità, allora noi ci daremo da fare per supportarli pubblicamente”. 

D. Se tu potessi creare il profilo ideale di un giornalista, come sarebbe questo? Hai parlato del fatto che un blogger non può essere un giornalista poiché spesso  non ne ha le qualità. Ma perché? Se lui rispettasse i valori a cui deve auspicare il giornalismo, potrebbe farlo … 

R. “Certo, potrebbe, io non sto dicendo questo! Sostengo infatti che  non importa come uno si chiami, ma quello che si  produce. Se tu sei qualcuno che produce informazione per un interesse pubblico, e sei trasparente, dici la verità, sei obiettivo e credibile,  fai un’informazione pertinente ed utile per le persone, non irrilevante, essere trasparente,  allora va bene! Se tu dunque lavori in maniera giornalistica, non c’ è alcun problema. E come ho detto nel Meeting, non importa chi tu sia, ma il modo in cui tu lo fai. È il giornalismo che dobbiamo proteggere, non certo una visione artificiale del giornalismo. Oggi noi dobbiamo votare per mantenere la differenza a tra ciò che fanno i giornalisti e ciò che fanno gli altri soggetti dell’era dell’informazione. Un importante valore etico è di essere responsabili di quello che si fa”. 

D. La mia ultima domanda è una richiesta personale, ossia un  suggerimento  per giovani come me, che stanno muovendo i primi passi in  questa difficile missione,  come tu stesso l’hai definita.

R. ( Aidan White si illumina alla domanda, e gli strappo così il primo sorriso). “ Io penso che sia utile rendere il proprio lavoro pertinente ed utile, poi usare anche strumenti quali blog;  devi utilizzare informazione circolatoria, e rendere disponibile nell’immediato il tuo lavoro, farlo circolare il più possibile. Dovresti pensare ai valori di quello che stai facendo.  Io voglio incoraggiarti a fare questo lavoro:  scrivi tanto, stabilisci contatti con altri giornalisti. Più persone giovani entrano in questo mondo e meglio è! Ma ricorda di prenderti le responsabilità per il lavoro che farai, fai sempre delle domande a te stessa: è un buon lavoro quello che sto facendo, è  rilevante? Io penso sia una cosa bella, non c’ è cosa  migliore che fare del buon giornalismo, della comunicazione. E incoraggia i tuoi amici a fare lo stesso!”. 

 

(nella foto di Marco Mura, Daniela Vargiu intervista Aidan White)

Daniela Vargiu

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Maggio 2010 08:38
 

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