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Mistero - Mistero
Scritto da Andrea Governi   
Mercoledì 28 Novembre 2012 09:49

A poca  distanza dal ventun dicembre ci interroghiamo in molti, seppur sotto voce, su ciò che potrà accadere al genere umano se la profezia di distruzione dei Maya dovesse risultare veritiera. Più di mille anni fa i popoli dell’Europa vivevano con timore l’avvicinarsi dell’anno 1000 e nonostante tale data non vide alcun evento catastrofico l’attesa dell’apocalisse non si è mai spenta. Nel Buddismo la fine del mondo è prevista dopo cinquemila anni dalla predicazione del Buddha, e viene descritta come un periodo di impoverimento morale assoluto a cui seguirebbe l’abbandono degli insegnamenti del Buddha e la cremazione fino all’ultima di tutte le icone. A seguito di questo ciclo di distruzione vi sarebbe la rinascita e la nuova illuminazione dell’uomo per mezzo della venuta di un nuovo Buddha ,detto Maitreya, che discenderebbe dal paradiso per riscoprire il sentiero del Nirvana. Alla stessa maniera dei Buddisti gli Induisti concordano per un periodo d’ impoverimento e di dissoluzione morale a cui seguirà l’arrivo del Signore Kalki Avatar che ristabilirebbe la giustizia su questa Terra, e le menti delle persone dovrebbero divenire pure come cristallo. Tra le religioni occidentali e quelle orientali sussiste la grande differenza che vede nelle prime una fine materiale dell’essere umano, nelle seconde il decadimento morale al quale segue la rinascita e il ristabilirsi di una moralità addirittura accresciuta.
La verità sulle origine del genere umano e  sul suo destino, potrebbe essere celato in uno dei tanti testi segreti di cui in effetti non si sa se veramente esistano. Prova però dell’esistenza di libri contenenti un “sapere” particolare è data dal fatto oggettivo che da sempre vi è stata la distruzione da parte di incursori bellici di innumerevoli quantità di testi. Ciò veniva fatto dai popoli conquistatori per annientare il nemico anche sotto l’aspetto culturale e per cancellare le notizie delle sue origini. Ma questo sarebbe potuto essere solo il pretesto che cela il vero intento: distruggere un sapere antico del quale solo in pochi sono detentori (forse la massoneria?) riguardante le nostre origini e il compimento della nostra specie.
La prima grande distruzione di testi fu con l’incendio della biblioteca di Persepoli nel 330 a.C., a questa seguì l’incendio della Biblioteca di Alessandria d’Egitto. L’ultimo scempio nel 1900 durante la rivolta dei Boxers a Pechino, gli europei diedero alle fiamme un’ encicopedia universale di undicimila volumi contenete il sapere più remoto. Ma non tutto è andato perduto, esistono ancora testi antichissimi, copie fedeli di testi antichi di cui non si conosce  il titolo ne l’autore.
La furia devastatrice non è riuscita a cancellare testimonianze ancestrali come quelle contenute nel libro “ Ye Smon Gyal Po”, che alcuni ritengono essere il più antico del mondo, mentre  altri ritengono essere solo il frutto della fantasia degli occultisti ed in particolare della medium scrittrice ucraina Helena Blavatsky che lo interpretò nella sua opera” Le stanze di Dzyan”. La Blavatsky  nella seconda metà dell’ottocento abbandonò il marito per andare in Egitto alla ricerca del “Libro di Toth” , un papiro  che si crede racchiuda il più antico sapere oltre che  conferire poteri particolari  a chi viene in contatto con esso. La medium venne a contatto con un mago copto che le rivelò l’esistenza di un libro custodito nel Tibet, in cui, a suo dire, era contenuta la sapienza  più antica trascritta in linguaggio occulto e mistico tipico dell’adorazione, della riverenza e del rispetto profondo verso gli Dei. La Blavatsky istantaneamente realizzò che lo scopo della sua vita era di venire a contatto con quel testo segreto, e a quanto pare così fu. Il libro sarebbe racchiuso da due lastre d’oro dentro un ricettacolo a cupola di metallo nel sottosuolo di un remoto ed immenso monastero tibetano a nord ovest della Cina. Sarebbe stato portato nel Tibet da un “dio” sceso dallo spazio di nome Na Kri.
Il testo ci racconterebbe la particolarissima storia della nascita del genere umano. Divinità planetarie con poteri sovrumani discesero in tempi remotissimi sulla Terra con l’intento di costruire una razza terrestre dopo aver messo ordine nel caos dell’evoluzione del pianeta.
Questo antichissimo sapere ci parla de “l’Uovo Cosmico nell’involucro del buco nero” da cui ha avuto origine l’universo attuale, che giaceva nell’eternità ( fase calcolata in 60.480.000.000 anni), essendo state abolite le cause della precedente esistenza. In questa situazione di non essere assoluto l’unica entità esistente sarebbe stata l’uovo cosmico che al termine della sua gestazione, sarebbe esploso (big bang) distribuendo tutti i suoi elementi in tutte le direzioni plasmando l’universo in espansione. La materia infuocata creò nello spazio le stelle e le galassie. Nel marasma completo della creazione, che è ancora in atto, l’uomo sarebbe soltanto un frangente. Non è dato conoscere di più sul contenuto di questo testo che Helena Blavatsky avrebbe tradotto in versi dalla lingua” Land dsa”( lingua degli Dei) che in effetti non si sa neppure se sia veramente esistita. Nessuno ha mai visto il libro in occidente ne si capisce come abbia fatto la mistica ucraina a tradurlo. Si dice che il libro fosse stato scritto dagli Atlantidei, la quarta razza creata dagli Dei costruttori sul nostro pianeta, e che non sarebbe un libro nel senso materialmente da noi inteso, bensì un oggetto il cui contenuto verrebbe appreso telepaticamente da chi, in determinate condizioni vi poggi sopra la mano sinistra.
 Che prove possiamo portare innanzi al tribunale della ragione umana sulla veridicità di questa storia? Pur in assenza del testo autentico, come potremmo giustificare i numerosi riferimenti che la Blavatsky ha fatto a molti altri testi di cui effettivamente non era in possesso procurandosi l’accusa di plagio? Sta di fatto che, perseguitata, essa scampò all’assassinio diverse volte. Il Presidente americano Rutherford (appartenente alla Massoneria) la ebbe in grande considerazione, tanto da mandarla in missione in India affinchè riuscisse a venire a contatto con l’antico sapere.
Forse per attingere alla verità su chi siamo, da dove veniamo e dove andremo, si dovrebbe indagare proprio sui segreti della Massoneria, incentrando l’indagine sul perché detenga tanta conoscenza e perché abbia a livello mondiale tanto potere.
La speranza è che menti eccelse  e detentori di segreti e potere chiusi tra le pareti di logge escogitino qualcosa per salvarci dalla rotta che forse ci  conduce all’annientamento anche se punge il dubbio che questi vogliano salvasi solo loro.

 

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