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La situazione dell'Ilva: operai che lottano per il posto di lavoro e contro la natura PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Erika Carta   
Giovedì 29 Novembre 2012 20:20

L'Ilva chiude e gli operai protestano. La notizia è stata data pochi giorni fa; l'Ilva: società che si occupa della produzione e della trasformazione dell'acciaio chiude, mettendo a rischio ventimila posti di lavoro ma, non è tutto, anche la natura si accanisce a questa sorte. Questa società è stata fondata nel 1905 e prende il nome dal nome latino dell'isola d'Elba dalla quale veniva estratto il minerale di ferro che alimentava i primi macchinari costruiti in Italia alla fine dell'800. Il più importante stabilimento italiano si trova a Taranto ed è uno dei maggiori complessi industriali d'Europa. Il governo, dopo aver ricevuto la notizia della chiusura dello stabilimento si è adoperato per trovare una soluzione immediata per far si che gli operai potessero tornare a lavorare. Giovedì 29 Novembre governo, sindacati e azienda si sono riuniti nello stesso tavolo per trovare una soluzione a questa situazione e, nello stesso momento gli operai che lavorano negli stabilimenti di Taranto, Piemonte e Genova si sono recati nello stabilimento di Taranto per protestare.

Poco dopo le 10 di giovedì 29 Novembre, mentre in Parlamento si discutevano le sorti della società, una tromba d'aria si è abbattuta nella zona dove si trova lo stabilimento di Taranto. Un fulmine e una tromba d'aria hanno dato vita una nube nera e a fiamme altissime. Ci sono stati dei feriti e un disperso, un operaio che si trovava sopra una gru che è stata trascinata in acqua dal forte vento e ritrovata poco dopo a 20 metri di profondità. Di questa strage parla anche il Ministro Fornero che dice: "SALVIAMO I POSTI DI LAVORO. Anche la natura sembra si accanisca ma, dobbiamo fare in modo che in questo stabilimento, senza che chiuda, ci sia il recupero delle condizioni ambientali compatibili con la salute e non si mandino al macero 20 mila posi di lavoro. Non possiamo permettercelo e non è accettabile per queste persone".

E' proprio il caso di dire: oltre il danno la beffa. Persone che lottano per non perdere il posto di lavoro, continuano a recarsi nello stabilimento; ieri per lavorare, oggi per protestare e per difendere il loro posto di lavoro. Uomini che, oltre a lottare contro la decisione della chiusura dello stabilimento devono confrontarsi anche con la natura che il 29 Novembre si accanita anche contro di loro.

Erika Carta

Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Novembre 2012 21:50
 

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