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I cibi che hanno cambiato il destino dell'umanità PDF Stampa E-mail
Scienza - Scienza
Scritto da Paola Angelotti   
Domenica 02 Dicembre 2012 18:12

Studi recenti ipotizzano che cucinare il cibo avrebbe permesso ai primi ominidi di incrementare il volume della massa cerebrale. L’ipotesi, già formulata negli anni 90 da Richard Wrangham, un bio-antropologo dell’Università di Oxford, è stata ripresa dalla neuro scienziata brasiliana Suzana Herculano-Houzel e pubblicata sulla rivista "Proceedings of the National Academy of Sciences". Secondo questa teoria il cervello degli ominidi sarebbe aumentato di dimensioni quando questi hanno iniziato a manipolare il fuoco. Il cervello umano, infatti, che costituisce solo il 2% della massa corporea, consuma il 20% dell’apporto nutritivo assunto e "mangiando solo cibo crudo, non si ha abbastanza tempo a disposizione nell’arco della giornata per trarne calorie sufficienti a sostentare un cervello di grandi dimensioni".

Lo studio di Herculano-Houzel, reso possibile grazie allo sviluppo del frazionatore isotropico, uno strumento in grado di contare i nuclei delle cellule, ha stabilito che il cervello umano è costituito da ottantasei miliardi di neuroni, circa il triplo rispetto a quello dello scimpanzé o del gorilla. In tutti gli animali la quantità di neuroni e le loro dimensioni sono proporzionali alla massa corporea, fatta eccezione per l’uomo. Se un essere umano dovesse nutrirsi esclusivamente di cibi crudi, avendo bisogno di circa settecento calorie in più rispetto a un gorilla, dovrebbe disporre di più di nove ore da poter dedicare a nutrirsi. Questo dimostrerebbe come il limite dell’energia che si possa trarre dal cibo crudo monopolizzi l’intero metabolismo. É in virtù della cottura dei cibi, la cui pratica è stata iniziata da Homo erectus, che questi sono più facili da masticare e assimilare, essendo in qualche modo pre-digeriti. La cottura del cibo permette inoltre di rendere commestibili alimenti che diversamente non lo sarebbero, così alla specie umana una buona quantità di tempo libero da poter dedicare ad attività sociali e cognitive.

Paola Angelotti

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Dicembre 2012 20:21
 

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