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Intervista a Stefania Craxi PDF Stampa E-mail
Le interviste - Le interviste
Scritto da maria lucia meloni   
Martedì 11 Maggio 2010 21:05

Vorrei presentare questo incontro con Stefania Craxi facendo un breve cenno alla sua biografia. Per anni  è stata produttrice televisiva, fino al 2000. Dopo la morte del padre Bettino (Hammamet, 19 gennaio 2000) ha creato la Fondazione Bettino Craxi, di cui è attualmente Presidente onorario. Presiede inoltre il movimento politico “Giovane Italia”. Nella scorsa legislatura è stata deputato per Forza Italia, e componente della Segreteria politica nazionale dello stesso partito. Nel 2008 è stata eletta, sempre alla Camera, nelle liste del PDL, ed è stata nominata Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri. Nel suo ruolo di Sottosegretario sono comprese alcune deleghe, per mezzo delle quali coadiuva il Ministro nella trattazione degli atti concernenti soprattutto:  le relazioni bilaterali con i Paesi del Medio Oriente e dell’Africa del Nord, al fine di favorire l’intensificazione dei relativi rapporti e l’azione italiana nelle diverse Organizzazioni intergovernative regionali e sub regionali; le materie legate ai rapporti euro-mediterranei.

Il “X Meeting dei giornalisti del Mediterraneo” accoglie quindi come rappresentante del governo proprio il Sottosegretario agli Affari esteri con delega per il Medio Oriente e l’Africa del nord. Stefania Craxi  la mattina del 7 maggio presenta il suo intervento davanti ai delegati di 30 nazioni e ai rappresentanti del giornalismo sardo e italiano.

Davvero è la persona più gettonata: tantissimi sono i giornalisti rappresentanti di testate italiane e locali, di agenzie di stampa, che durante la pausa dei lavori fanno letteralmente la fila per ottenere un’intervista dal Sottosegretario Craxi.

Quando arriva il mio turno mi trovo di fronte a una donna gentile e sicura di se. Stefania Craxi  mi accoglie con una calorosa stretta di mano, è molto disponibile e inizia così il nostro colloquio.

D: E’ recentissima la notizia delle elezioni in Inghilterra, e l’esito è alquanto incerto. Il Ministro Frattini si è espresso dicendo che non pensa si possa arrivare a un’ampia coalizione. Questa situazione potrà secondo lei avere ripercussioni sull’Unione Europea?

R: In un Paese come l’Inghilterra, dove fortunatamente l’alternanza democratica dei governi è da anni una realtà, salutiamo con favore un’eventuale alternanza di proposte politiche democratiche. Per la prima volta in Inghilterra il partito che ha vinto rischia di non avere una maggioranza e questo può essere certamente un fattore di instabilità. Mi auguro che si riesca a formare un governo; il rischio di un governo instabile è un pericolo  soprattutto in una situazione internazionale e finanziaria molto complicata. Occorrerebbero governi stabili, in grado di poter governare. Qualche analista dice addirittura che se non si dovesse trovare una soluzione ci sarebbe il rischio di tornare alle urne.

D: Secondo il suo parere di persona che lavora in politica, ma anche di cittadina italiana, come potrebbe definire la situazione dell’economia in Italia e in Europa: in salita, in discesa, stazionaria?

R: Credo sia un momento molto difficile per l’Italia e per l’Europa. Questa crisi finanziaria morde ancora. Occorrerebbe quindi una maggiore stabilità politica e soprattutto una maggiore responsabilità istituzionale verso il Paese, da parte di tutti. La situazione rimane difficile. E’ vero che il Ministro Tremonti ha ben governato la macchina dell’economia in questi tornanti difficili, ma il nostro tasso di crescita resta basso. Questa è la preoccupazione più grande che tutti si dovrebbero porre in questo momento. L’economia ha bisogno di fiducia e io credo che sia la priorità delle priorità.  Prima di fare tante polemiche, bisognerebbe pensare quanto queste possono essere utili per il Paese e per la stabilità sociale dello stesso. Se prima di parlare si pensasse a queste cose, forse delle polemiche se ne farebbe anche a meno.

D: Lei ha parlato di fiducia. Fiducia che il cittadino ha o dovrebbe avere nei confronti del governo e della società in senso generale. Secondo il suo parere noi oggi come popolo possiamo definirci una cittadinanza che ha ancora fiducia nel futuro?

R: Proprio il maggiore rischio che corre questo Paese è di essere un Paese che non coltiva più la speranza. Certamente questo boom di sfiducia dei cittadini nelle istituzioni è dovuto a tanti fattori: a volte alle campagne di diffamazione ingiuste a mezzo stampa,  ma anche alla scarsa responsabilità di alcuni rappresentanti delle istituzioni. Io credo che tutti noi, rappresentanti delle istituzioni e della stampa, in una società civile, dovremmo lavorare perché questa fiducia si ricrei.  Ripeto, questa situazione nella quale ci troviamo è difficile, per noi e per gli altri Paesi europei; maggiore senso di responsabilità di tutti sarebbe il primo gradino per ridare fiducia al Paese. Io penso che il Paese abbia bisogno di un grande risorgimento morale, che non ha nulla a che fare con il moralismo.

D: Ho letto i giorni scorsi un qualcosa che mi ha molto colpito. In un articolo pubblicato su “Libero” è chiaro il suo cercare una rivalutazione e una rivisitazione storica di certi avvenimenti. Volevo sapere da lei  se mi può aggiungere qualcosa rispetto a quelli che sono stati i suoi interventi i giorni successivi al 25 aprile.

R: Ho detto una cosa molto precisa, ossia andrebbe compiuto un gesto di riappacificazione importante, per riparare ad un oltraggio, una scena barbara consumata in Piazzale Loreto sul cadavere di Mussolini e della Petacci. La storia non si può separare, va guardata, valutandola serenamente, nel suo complesso. Questo naturalmente senza cancellare gli errori e le iniquità degli uomini, i crimini commessi e i mali fatti.  Io credo che ci vorrebbe una maggiore serenità, anche nell’affrontare certi capitoli importanti della nostra storia. Quell’articolo (ndr: scritto da Stafania Craxi e pubblicato su “Libero” il 28 aprile 2010) mi ha rafforzato in una convinzione. Quell’articolo anziché aprire un dibattito serio, politico e culturale, ha avuto come unica reazione più di 350 insulti speditimi via e-mail.

D: Secondo lei gli Italiani sono pronti oggi ad affrontare un percorso storico ma anche socio-culturale che tratti di questi argomenti? Non le sembra un po’ troppo  presto per una presa di coscienza e una consapevolezza di tale entità?

R: Penso che 50 anni non siano un periodo di tempo così poi tanto breve… Comunque queste divisioni non possono sicuramente fare bene al Paese, anche se tutto indica che il clima non è sicuramente pronto.

D: Lei è una donna impegnata in politica. E’ sempre molto occupata, viaggia tanto, ci sono i congressi e le sue attività. Questo modo di vivere “indotto” dalla sua attività politica le ha creato difficoltà, in famiglia, nel gestire il suo tempo come donna e come persona?

R: La politica in casa era una signora che sedeva a tavola con noi, anche il sabato e la domenica (Stefania Craxi si illumina con un sorriso, mentre continua…). La politica ha sempre fatto parte a pieno titolo della mia vita. Ogni tanto mi contendevo con la politica gli abbracci di mio padre. Detto questo mi rendo conto che per una donna sia complicato, perché la politica non ha tempi, non ha orari. Ho avuto la fortuna di essermi impegnata in politica in un momento della mia vita in cui i figli sono grandi, e per me sicuramente è stato più semplice per questo motivo.

D: Al personaggio politico vengono fatte sempre domande pertinenti al proprio lavoro, quasi mai viene chiesto qualcosa di personale, e di questa opportunità, del fatto che mi abbia risposto accennandomi alla sua vita, la ringrazio. Buon lavoro.

R: Grazie e buon lavoro anche a lei.

Maria Lucia Meloni  

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Maggio 2010 08:20
 

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