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Anno nuovo e nuove regolamentazioni per le medicine alternative PDF Stampa E-mail
Medicina - Medicina
Scritto da Denise Lai   
Lunedì 31 Dicembre 2012 00:00

La svolta finalmente è arrivata per la regolamentazione formativa di alcune medicine complementari, quali l’omeopatia, l’agopuntura e la fitoterapia. Promosso dal Gruppo tecnico interregionale medicine complementari,  e approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, il documento regolamenterà la futura formazione degli operatori del settore, consentendo l’attuazione di una normativa specifica nazionale e condivisa. Verranno, infatti, predisposti degli elenchi suddivisi per disciplina, a livello territoriale, e un’apposita commissione di esperti valuterà i titoli necessari ai fini dell’ammissione. Gli enti, pubblici e privati, verranno poi accreditati per la formazione da ciascuna Regione italiana, sulla base della sede alla quale lo stesso appartiene.
Il requisito cardine sarà quello che comporterà una formazione minima triennale di 500 ore, sia a livello teorico sia a livello pratico. Inoltre, sarà essenziale lo studio individuale e una specifica formazione guidata.
Oggi, in Italia, sono moltissimi i medici che esercitano l’omeopatia, l’agopuntura e la fitoterapia, ben 20 000. Ma anche il numero dei cittadini che ne fa ricorso è piuttosto elevato, rappresentano circa il 20% dello stivale.
Ma di cosa si tratta effettivamente? Cosa si intende, in sostanza, per medicine alternative? L’omeopatia, così come la fitoterapia e l’agopuntura, propone una “via” diversa per la cura del paziente, diversa da quella tradizionale. Samuel Hahnemann, il medico tedesco che sviluppò la medicina omeopatica nel 1800, sosteneva che “I simili si curano con i simili”. E non è difficile comprendere quel che Hahnemann affermava. Se si legge con attenzione la sua affermazione, infatti, si capisce come il rimedio per curare l’ammalato si basi su una certa sostanza che in un comune individuo sano provocherebbe i medesimi sintomi riscontrati nell’individuo ammalato.
Il medico tedesco parte dal presupposto che esiste una “forza vitale” tale da equilibrare le funzioni vegetative e mentali delle persone. Lo squilibrio crea la malattia, e il farmaco omeopatico mira proprio a ripristinare l’organismo, riportandolo al punto iniziale, ricostituendo la sua forza vitale. In questo modo, sarà proprio l’organismo umano, sfruttando il suo sistema immunitario, a rispondere ai batteri che hanno determinato la malattia.
È importante sottolineare che, anche se il farmaco omeopatico è composto prevalentemente da estratti di piante o di alcuni minerali, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico o al farmacista di fiducia prima dell’acquisto.

Denise Lai

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Gennaio 2013 14:16
 

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