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Un malato che rende immaginaria la realtà PDF Stampa E-mail
Teatro - Teatro
Scritto da Elisabetta Gola   
Domenica 20 Gennaio 2013 19:13

Un malato immaginario dei nostri giorni, alle prese con una patologia ben poco immaginaria, l’Argante rappresentato da Elio Turno Arthemalle nella rivisitazione di Felice Colucci e Veronica Sanna, andata in scena il 18 e il 19 gennaio negli spazi dell’ex Liceo Artistico in Piazzetta Dettori a Cagliari. La patologia su cui si è concentrata la rilettura proposta dalla compagnia Teatro Impossibile, affligge infatti un po’ tutti noi, protagonisti di una realtà filtrata dai mezzi di comunicazione e dalle relazioni virtuali.

Argante, nel capolavoro di Molière, è un ipocondriaco che vive nel terrore di essere colpito da tutte le malattie conosciute, ossessionato da quelle ancora sconosciute, e soprattutto, affetto unicamente da malattie inesistenti.

 

La sua fragilità lo intrappola in un sistema di parassiti, ciarlatani e turlupinatori che alimentano le sue paure e, col pretesto di curarlo, lo truffano sistematicamente, vendendogli a peso d’oro intrugli curativi e rimedi miracolosi.

Il problema principale di Argante, nella rivisitazione contemporanea che arriva a Cagliari come tappa di un percorso cominciato nel 2011 con l'anteprima proposta in Ecuador al V Encuentro Internacional de Maestros y Escuelas de Teatro all'Università di Quito, invece, è la comunicazione: l’ansia di voler essere presente, sempre; di partecipare a tutto ciò che passa il convento; di essere riconosciuto e riconoscibile, non importa in quale veste e da chi. Abita un social network. I suoi contatti sono virtuali: i personaggi interagiscono con lui comparendo e scomparendo da due grandi schermi alle sue spalle. Impossibile raggiungere qualunque ‘verità’ e verifica sulla veridicità di ciò che gli altri pensano di noi. Tutto ciò resta ‘fuori’, nel ‘mondo di fuori’ rappresentato da una videocamera che guarda il via vai di gente in una piazzetta di città.

Al pubblico divertito del teatro di Piazza Dettori, sul palcoscenico si è sviluppata una metafora quasi meticolosa dei meccanismi che imperversano il nostro tempo: identità virtuali, truffe elettroniche, impossibilità di controllare le condizioni di veridicità delle informazioni da cui viviamo circondati ci rendono tutti vicini al personaggio molièriano, che su tali presupposti è portato a condurre un’esistenza alterata, sfasata, priva di riferimenti. Non riesce più a distinguere il vero dal falso, l’onesto dal disonesto, il ridicolo dal tragico e perde i contatti con la realtà.

Meraviglioso il finale quando, terrorizzato dalla solitudine, ad Argante non resta altro che accettare il ruolo attribuitogli e diventare, come da bozzetto, un Malato Immaginario, porta via il suo set di costosa tecnologia pronto a ributtarsi nelle mani di altri truffatori.

I suggerimenti degli spettatori via facebook rendono la pièce ancora più gustosa e soggetta a variazioni e improvvisazioni che l’attore protagonista gestisce egregiamente.

Lo spettacolo è stato sostenuto dalla provincia di Cagliari, ha avuto il patrocinio dal corso di laurea in scienze della comunicazione dell’Università di Cagliari. La messa in scena è stata curata da Patricia Pinna (costumi) e Lorenzo Perra (allestimento e luci). Preziosa è stata anche la collaborazione delle compagnie artistiche Lucido Sottile, Gruppo Batisfera e Pietra Pomice, che gestiscono lo spazio del’ex-liceo artistico, che “sperano –ha detto Tiziana Troja (Lucido Sottile) – di rendere sempre più idoneo e confortevole”.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Gennaio 2013 10:08
 

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