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Il papato e le profezie PDF Stampa E-mail
Speciali - Speciali
Scritto da Andrea Governi   
Mercoledì 13 Febbraio 2013 22:04

L’anno in corso nasce sotto gli auspici più neri dell’apocalisse il cui incipit coincide con la data del 21 dicembre 2012. Un ‘aurea di millenarismo alimentato da profezie di ogni genere ed interpretazioni diverse. Da alcuni giorni il mondo vive la confusione che ha destato l’annuncio del Papa Benedetto XVI in merito alla  volontà di ritirarsi dal ruolo di Episcopus Maximus scegliendo di vivere gli ultimi anni della sua vita nella preghiera. Questo fatto commuove e sconvolge, nella considerazione che nella storia della Chiesa le abdicazioni di papi appartengono a tempi tanto remoti quanto funesti.

Il primo Papa che rinunciò al titolo di Vicario di Cristo fu San Clemente, sulla sua vita si sa ben poco, alcuni storici lo hanno collocato immediatamente dopo il discepolo Pietro, ma non esiste certezza. Si sa che intorno all’anno 100 fu vittima delle persecuzioni di Traiano contro i cristiani, costretto ad abbandonare il soglio pontificio fu esiliato in Crimea, dove morì martirizzato. Sorte analoga fu quella del Papa Ponziano, diciottesimo Vescovo di Roma che, sottoposto alle angherie persecutorie di Massimino Trace, primo imperatore barbaro sul trono di Roma, abdicò il 28 settembre del 235 e deportato in Sardegna ai lavori forzati nelle miniere.
Gli intrighi politici costrinsero all’ abdicazione anche Papa Silverio, esiliato nel 537 a Palmarola, isolotto disabitato del mar Tirreno.
Il Papa Celestino V paga ancora oggi l’aver voltato le spalle al trono nella eterna memoria di matrice dantesca, confinato nel girone degli ignavi nella Divina Commedia, per aver scelto la semplicità o  come sostenne Dante, per non esser stato capace di scegliere tra il bene e il male. Benedetto XI, papa bambino, abbracciò il vicariato a soli dodici anni, la sua fu più che altro una storia politica e non di fede. Dopo un breve governo nella dissolutezza abdicò, senza lasciare altre tracce nella storia.
Le scelte compiute dai papi dimissionari del passato sono da circoscrivere essenzialmente al periodo storico in cui sono vissuti, certamente anche la scelta di Benedetto XVI è intimamente legata ai grandi cambiamenti epocali che il peso della sua salute compromessa dall’avanzare degli anni non può reggere. Cambiamenti nella società, ma sicuramente anche qualcosa di troppo grande per poter essere svelato o semplicemente intuito da chi non vive la realtà della Città del Vaticano ed il suo ruolo politico ed economico nel Mondo. Perché un papa, oltre che reggente di Cristo sulla Terra, è anche un monarca assoluto, un politico, un legislatore di uno Stato la cui importanza è inversamente proporzionale alla sua estensione territoriale.
In questa fase è prematuro fare congetture su cosa stia accadendo tra le mura del Santo Palazzo. Possiamo però provare a crearci un’ idea rivolgendoci alla profezie del passato in merito al papato.
San Giovanni Bosco è noto per i suoi sogni profetici, tra i quali si sono avverati la conciliazione tra Italia e Vaticano e le fasi in cui si svolse il Concilio Vaticano I.
“Roma il tuo male è fortemente vicino e sarai schiava prigioniera, in cattività di volte più di quattro, dopo che sarà visto il prodigio, la sfera di fuoco passare sull’Anfiteatro, Dio eterno quale mutazione……verrò la terza volta abbatterò le difese e i difensori e al comando del Santo Padre subentrerà il regno del terrore dello spavento e della desolazione. Ma i miei savi fuggono. La mia legge è tutt’ora calpestata. Perciò farò la quarta visita. Guai a te se la mia visita sarà ancora vana per te. Succederanno prevaricazioni nei dotti e negli ignoranti. Il tuo sangue ed il sangue dei tuoi figli laveranno le macchie che tu fai alla Legge di Dio.”
Nell’ impossibilità di avere una struttura concreta per una esegesi accurata e fedele della profezia di Don Bosco, che senza dubbio pare essere l’anticamera dell’Apocalisse, possiamo però limitarci ad evidenziare la coincidenza del fatto che alcuni giorni prima dell’abdicazione di Benedetto XVI, ci sarà il passaggio dell’asteroide DA14 che il 15 febbraio transiterà vicino al nostro pianeta.
Sono in molti i profeti del passato che hanno profetizzato lo sconvolgimento di Roma per opera di terremoti , tra questi l’eremita Telosforo che nel 1300 profetizzò la distruzione di Roma nel 2013 . La monaca di clausura Giovanna La Royer nel secolo scorso predisse una catastrofe su Roma, che sarebbe stato il preludio della nascita del figlio di Satana sulla Terra.
Per niente rassicurante la profezia di Santa Brigida, che in sogno vide una moltitudine di  vescovi litigare vicino al Colosseo. Una voce disse che riportavano la Chiesa a Gerusalemme, un’altra che si erano alleati con Satana. Il sogno terminava, come quello di altri profeti religiosi e non, con la distruzione di Roma, sotto il peso di una palla di fuoco.
San Malachia fu colui che espresse i più calzanti presagi sui papi, ma si crede che i centoundici motti latini non siano altro che un falso storico; certo che se anche di falso storico si trattasse, chi gli ha scritti ha fatto breccia molte volte. L’ultimo motto vede la Chiesa Cattolica sotto grandi tribolazioni e persecuzioni nel papato immediatamente successivo a quello di Benedetto XVI. L’ultimo papa dovrebbe essere Pietro il Romano,alcuni associano questo nome al Cardinale Tarcisio Bertone che di secondo nome fa Pietro ed è nato a Romano Canavese. La profezia di Malachia prevede al termine del futuro mandato papale la distruzione di Roma e “il temibile giudice giudicherà il suo popolo.”
Come interpretare tutto ciò? Sarà la fine del mondo o solo di come lo conosciamo, quindi un rinnovamento?  se si trattasse di un cambiamento sarà in positivo o in negativo? C’è chi afferma che si instaurerà il Nuovo Ordine Mondiale ( governo figlio della massoneria) e che le religioni saranno accorpate in una sola. Sarà una religione abiurata dai veri cattolici che vivranno una nuova persecuzione da parte di Satana. I numerologi avvallano questa tesi basandosi sul fatto che la rielaborazione della data di abdicazione del Papa corrisponderebbe a “666” il numero della Bestia.
La Chiesa non ha dato il suo avvallo a nessuna profezia,neanche a quelle dei Santi e se veramente volessimo dare credito ad un profeta allora dovremmo, da cattolici, abbracciare con fede unicamente quanto detto da Gesù Cristo, che ci promette il regno dei cieli sulla Terra.
C’è chi sostiene che la forza delle preghiere possa cambiare in positivo il nostro futuro, tentare a farlo sicuramente non nuocerà  nel mentre  che tornano attuali ancora una volta le Costituzioni Apostoliche “Pastor Bonus” e “Universi Dominici gregis”.

 

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