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Pinocchio torna al cinema in un tripudio di colori PDF Stampa E-mail
Cinema - Cinema
Scritto da Paola Angelotti   
Sabato 02 Marzo 2013 10:37

Dopo il successo al festival di Venezia arriva nelle sale Pinocchio: il nuovo film d’animazione di Enzo D’Alò.
Il lungometraggio, per cui sono stati necessari quattro anni di lavoro, è stato realizzato con una superba tecnica mista dove il disegno tradizionale si fonde con il digitale. Magistrali le scenografie, realizzate con i pastelli di Lorenzo Mattotti, riescono a far sentire i profumi della campagna toscana e omaggiano, fotogramma dopo fotogramma, le meraviglie della pittura italiana. Il risultato di continui richiami a Giotto, all’Angelico, Metafisica e Futurismo, amalgamati in una festa di colori, sono una gioia per gli occhi. Ma le citazioni non sono solo pittoriche, il noto incipit del romanzo “C’era una volta un re” è stato sostituito con il rossiniano “Una volta c’era un re”, ed è proprio partendo dalla “Cenerentola” che Lucio Dalla ha sviluppato la colonna sonora, prestando anche la sua voce, pochi mesi prima della morte, al personaggio del pescatore, altra figura sovente dimenticata nelle versioni cinematografiche precedenti.
Insolito anche il taglio della sceneggiatura: Pinocchio continua a essere uno dei confronti letterari più ardui e D’Alò pone il fulcro della narrazione sulla figura di Geppetto e sui motivi che spingono i figli a essere “non ubbidienti”.  Dedica la pellicola al suo babbo e a tutti i “babbi babbini”, a tutti coloro che “cercano nei figli la possibilità di rivivere ciò che avevano vissuto, ma anche (soprattutto?) ciò che non avevano vissuto”. Mentre le aspirazioni di Geppetto, ex bambino colmo di rimpianti, vengono sovvertite sistematicamente, Pinocchio, dotato di volontà propria, diventa padre di sé stesso
Tutta made in Italy, dono per i bimbi e spunto di riflessione per i genitori, questa “storia vera di Pinocchio” accende un barlume di ottimismo in un triste (e lungo) momento di vuoto cui il cinema d’animazione nostrano pare condannato.
Paola Angelotti

 

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