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Il film “contro” Maometto e la rivolta islamica PDF Stampa E-mail
Esteri - Esteri
Scritto da Denise Lai   
Venerdì 14 Settembre 2012 00:00

“Innocence of Muslims” è il nuovo film promosso da Terry Jones, imprenditore israelo-americano, famoso per aver bruciato il Corano. La storia, scritta da Sam Bacile, racconta, secondo l’autore, una visione personale dell’Islam, identificandola come una religione che predica l’odio.

Lo stesso Wall Street Journal riporterebbe una dichiarazione di Bacile, il quale avrebbe sostenuto che “L’islam è un cancro”.
Non si è fatto attendere il disappunto del mondo arabo, scatenando, dopo la rivolta di Bengasi, rabbia e violenza anche in Libano, Tunisia, Egitto, Iran e Sudan.
Il Paese maggiormente colpito dalle rivolte è stato l’Egitto. Al Cairo, i manifestanti hanno assediato l’ambasciata americana, fronteggiando le forze dell’ordine a protezione della stessa. Ma la rivolta ha assunto anche una forma pacifica, in cui persone comuni, tra le quali anche famiglie con bambini, tentano di spiegare “l’offesa”, tentano di far capire come “gli americani abbiano passato il segno”. Purtroppo, nei pressi di una moschea, è stato rinvenuto il cadavere di un giovane.
Il Presidente egiziano Morsi, in visita in Italia, durante il suo incontro con il Presidente Napolitano, ha definito gli attacchi “inaccettabili”.
Anche in Sudan sono state prese di mira le ambasciate occidentali, in particolare quella tedesca e quella britannica. Negli scontri, hanno perso la vita tre persone, vittime della guerriglia con la polizia locale. I manifestanti sono riusciti ad impossessarsi della bandiera tedesca, successivamente hanno marciato verso l’ambasciata americana, senza, però, riuscire ad entrare.
In Tunisia si registrano altre due vittime e decine di feriti, colpiti durante l’incursione della sede diplomatica americana. A Tunisi anche la scuola USA è stata colpita, con il fuoco, riportando gravi danni alla struttura.
Sangue e violenza anche nella città di Tripoli, in Libano, un altro uomo è morto durante un attacco ad un fast food americano. Si contano circa trenta feriti.
Ma il venerdì di terrore continua nel mondo islamico. In Iran, a Teheran, si è alzato nel cielo un unico grido: 'Morte all'America' e 'Morte a Israele'. E anche in Iraq migliaia di persone hanno urlato a gran voce che non esiste la libertà quando vengono offesi un miliardo di musulmani.
A Dacca, Asia, i manifestanti sono scesi in piazza per protesta, bruciando le bandiere israeliane e americane.
La situazione generata è assolutamente grave e pericolosa. Per questo motivo, Washington ha immediatamente inviato centinaia di marines, a difesa delle installazioni e delle persone occidentali.

Denise Lai

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Marzo 2013 18:08
 

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