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Elezioni americane 2012: il discorso di Obama PDF Stampa E-mail
Esteri - Esteri
Scritto da Denise Lai   
Venerdì 07 Settembre 2012 00:00

“Michelle, ti amo tantissimo”. È così che il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, apre il suo discorso alla Convention Democratica, in cui accetta la nomination in vista delle prossime elezioni di novembre. Tra gli applausi del pubblico, Obama racconta la prima volta in cui partecipò alla stessa Convention, un uomo giovane che parlava di speranza, di fede, che ha guidato il Paese davanti all’incertezza. La guerra e la crisi economica, secondo il Presidente, hanno messo a dura prova questa speranza.

“Quando andrete a votare, avrete davanti una scelta importantissima, anche per le prossime generazioni”, sostiene Obama. Egli affronta i temi della sua campagna elettorale, improntata sul lavoro, sulle tasse, sul deficit, ma anche sulla diffusione della conoscenza per le generazioni future. “La gente stava accumulando debiti per mettere benzina nella macchina, per mettere cibo in tavola”, continua il Presidente, sostenendo chi ha perso il lavoro e i propri risparmi. Crede nell’economia e ripone fiducia nella ripresa, puntando nei propri prodotti, che ritiene speciali e motivo d’orgoglio, perché recanti la dicitura made in America. Prodotti che hanno avuto e avranno successo nel mondo, perché i migliori tra quelli esportabili. E questa è la storia dell’economia americana. Vuole allora reinventare un’industria automobilistica, che primeggi a livello mondiale, ritornando alle basi dell’economia nazionale. Incita il pubblico, sostenendo che sono proprio loro a poter cambiare il futuro, aiutando le aziende ad aumentare le esportazioni e, di conseguenza, creando un milione di posti di lavoro in quattro anni.
Affronta il tema dell’energia pulita, sostenendo a gran voce che oggi gli Stati uniti d’America, grazie alle nuove tecnologie, sono meno dipendenti dal petrolio estero, rispetto ai passati vent’anni. I suoi elettori allora lo sostengono e, tra gli applausi, sventolano le bandiere americane e quelle che riportano una sola scritta: “Forward”.  Obama vuole un futuro in cui si investa prima di tutto in questa nuova energia, sfruttando il vento, le nuove batterie e il sole. Produrre il gas naturale è il tema centrale, grazie al quale sarà possibile ridurre ancor di più le importazioni di petrolio e, inoltre, avviare le prime esportazioni dello stesso. Ciò favorirà una più contenuta emissione di anidride carbonica, causa anche dei disastrosi cambiamenti climatici degli ultimi anni, nell’ottica di un futuro migliore per i propri figli.
Il Presidente concentra l’attenzione anche sulla scuola e sulla diffusione della conoscenza.
“Abbiamo una scelta”, dice, “nessun bambino dovrà abbandonare una scuola pericolante e rinunciare ai propri sogni, nessuna famiglia dovrà negare il college ai propri figli, questo non è il nostro futuro”. Chiede aiuto al popolo americano, un aiuto che si trasformi nella creazione degli scienziati del futuro e nella riduzione delle tasse per il college.
Obama, poi, ricorda le promesse mantenute del suo mandato, citando la fine della guerra in Iraq, la lotta contro il terrorismo, la fine di Osama Bin Laden e della guerra più grande, che terminerà nel 2014. I cartelli riportanti la scritta “Thank You” sono migliaia tra il pubblico, sembra già una festa, quella della vittoria.
Nel finale, il Presidente accusa gli avversari, coloro che hanno sostenuto come fosse stato tragico porre fine alla guerra in Iraq. Coloro i quali non hanno mai detto in che modo vogliono far cessare quella in Afghanistan. Quelli che intendono investire più soldi nell’esercito e tagliare le tasse alla classe ricca. Obama non è d’accordo. E lo dice a gran voce, lui i soldi vuole impiegarli per la costruzione di scuole, di ponti, di autostrade, per sostenere l’occupazione e ridurre il debito. “Noi”, incalza, “onoriamo i sognatori e i pensatori che hanno creato i motori, la tecnologia, ma crediamo anche in qualcosa che si chiama cittadinanza, una parola che è l’essenza della nostra democrazia.”.
E alla fine lancia un messaggio di speranza, quella che ha consentito ad una bambina malata di essere curata, ad un giovane americano di frequentare il college e laurearsi, ad un immigrato che ha giurato onore alla bandiera americana di non essere deportato.
Riparte da li Obama, da quella tribuna davanti ai suoi occhi, gridando “Only You”, solo voi avete il potere di andare avanti, perché egli stesso è speranzoso grazie a loro.

Denise Lai

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Marzo 2013 18:07
 

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