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Sociale - Sociale
Scritto da Flavia Attardi   
Giovedì 13 Maggio 2010 00:00

Ormai è deciso: Lou Reed e Laurie Anderson terranno un concerto per soli cani all’inizio di giugno. Palcoscenico d’eccezione niente di meno che l’Opera House di Sydney, Australia. La coppia di artisti suonerà musiche appositamente composte per le orecchie canine: le frequenze saranno troppo elevate per essere udibili dagli umani presenti allo show.

Chi non avrà la pazienza e gli strumenti per misurarle, potrà limitarsi ad osservare il tremolio delle orecchie del proprio amico a quattro zampe. La durata della performance sarà di soli 20 minuti perché, pare, la capacità di concentrazione dei cani non supera questo intervallo di tempo. Non che differisca di molto dagli standard di un comune adolescente di razza caucasica, s’intende.

Per quanto bizzarra possa sembrare la notizia, i due musicisti newyorkesi non sono ispirati solo dall’amore per il loro devotissimo terrier, Lollabelle, dilettato dalle composizioni della Anderson da almeno 11 anni. Quello dei nostri giorni è un trend sociale che vede i cani e altri animali ‘da compagnia’ sempre più integrati nella vita della loro famiglia adottiva. Non si sa se siano una comoda alternativa ai figli o un surrogato di relazione ‘umana’ per individui spesso abituati a socializzare quasi unicamente in ambienti di lavoro, ma molti dei cani che vediamo per strada nelle grandi città del mondo – in campagna il cane fa ancora il cane - sono lo specchio dei nostri tempi, con le difficoltà relazionali e tutto il resto.

Negli Stati Uniti può capitare di restare estasiati davanti a vetrine di praline e pasticceria mignon per poi accorgersi che si tratta di leccornie pensate apposta per Fido e non per il suo padrone. I commessi quasi vi guardano con compassione quando sono costretti a declinare la vostra richiesta di pasticcini ed è con malcelato imbarazzo che vi indicano un osso glassato spiegandovi l’equivoco in cui siete caduti. Non si sa cosa ne pensano i diretti interessati ma i padroni sono disposti a spendere parecchio per avere il meglio della pasticceria canina.

In Giappone non è raro vedere i cani scarrozzati su un passeggino esattamente identico a quello che si usa per i cuccioli di uomo. Nel Paese del Sol Levante, dove le ragazzine si vestono da cartoni animati per girare in strada e gli adulti in abito hanno spesso acconciature che solo un petardo di quelli grossi può aver modellato, i cani hanno tutine tecniche da corsa, cappottini rifinitissimi, scarpe e occhiali firmati e, udite udite, persino i loro peluche. Se pensate ad una sagoma di pezza o spugna come quella sulla quale il vostro Fuffy sbava, digrigna i denti e mette le zampe unite mentre tira con la bocca, vi sbagliate di grosso. Qui si tratta di peluche costosi, orsetti morbidissimi come quelli che avete sicuramente regalato a figli o nipoti e che – se siete donne o uomini abbastanza sicuri di sé da ammetterlo – tenete voi stessi nascosti da qualche parte per i momenti di sconforto. Questi preziosissimi peluche scelti da menti umane per i loro compagni a quattro zampe, sono spesso sistemati in una taschina dell’husky, dell’impermeabile o del giubbetto in jeans (anche se non mancano certo i kimono per i più tradizionalisti) di taglia rigorosamente canina. Così non si perde nulla, anche a livello affettivo e il cane minimizza i traumi da abbandono (rari, si presume).

In attesa di vedere dove porterà l’inquietante antropomorfizzazione di Fido, prenotiamo tutti un posto in prima fila per il 5 giugno a Sydney: oltre al concerto, c’è da star certi che si mangerà da cani. Un evento imperdibile. Almeno per i nostri amici pelosi.

Flavia Attardi

Ultimo aggiornamento Martedì 18 Maggio 2010 16:20
 

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