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Elezioni Quirinale: Grillo candida Rodotà e condanna Bersani PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Denise Lai   
Mercoledì 17 Aprile 2013 00:00

Il Movimento 5 stelle, dopo il rifiuto della Gabanelli, che afferma di voler continuare a fare la giornalista, candida il costituzionalista Stefano Rodotà, accolto anche da una parte del Pd. Le votazioni inizieranno domani 18 aprile, alle 10, e continueranno nel pomeriggio nel caso in cui non si dovesse raggiungere il nome del futuro Presidente della Repubblica. L’annuncio sulla candidatura di Rodotà è arrivato direttamente da un tweet postato questa mattina da Grillo: “Dopo la rinuncia di Milena Gabanelli e Gino Strada ho chiamato Rodotà che ha accettato di candidarsi e che sarà il candidato votato dal M5S”.


Non solo la Gabanelli, dunque, ha “declinato” l’invito dei grillini, anche il secondo nome più votato alle Quirinarie, Gino Strada, ha rinunciato alla sua candidatura favorendo il nome di Rodotà. Nonostante l’orgoglio del fondatore di Emergency per la possibilità offerta dal M5S, in primo piano pone il suo lavoro, come la Gabanelli, sostenendo che questo deve continuare, delineandosi come “il modo in cui possiamo essere più utili a questo Paese”.
La notizia sul possibile accordo tra Pd e Pdl, invece, pare smentita ancora una volta dai social network di questa mattina: “Nessuna rosa a Berlusconi. Si ragiona da giorni su diverse possibilità con tutte le forze parlamentari per un nome largamente condiviso”. Così recita un tweet del Partito Democratico, sancendo la fine dell’idea sulla possibile intesa fondata sul candidato Franco Marini, ex segretario della Cisl.
E lo stesso Vendola (Sel) evidenzia il suo dissenso nei confronti di eventuali mediazioni con il Pdl, sostenendo che “Se le intese, gli accordi e i dialoghi sono la prova d’orchestra di un governissimo esprimiamo la nostra radicale contrarietà”.
Vendola, infatti, predilige sicuramente le candidature proposte dal M5S, condannando possibili “inciuci”, derivanti da accordi siglati con Berlusconi.
Possibili accordi denunciati anche da Grillo, che nel suo blog condanna a voce alta, sostenendo che Bersani consulta “Berlusconi per proporre D’Alema, Amato, Violante come ruotino di scorta o un presidente dell’inciucio. Un loro settennato consegnerà l’Italia alla dissoluzione non solo economica, ma anche come Stato unitario. È bene saperlo. Ognuno si prenda le sue responsabilità”. E conclude Grillo in maniera durissima affermando che “Per Bersani è il suicidio della Repubblica di cui lui e solo lui sarà il responsabile”.

Denise Lai

 

Ultimo aggiornamento Sabato 27 Aprile 2013 13:45
 

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