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I LED, illuminanti ed economici PDF Stampa E-mail
Scienza - Scienza
Scritto da francesca columbu   
Domenica 05 Maggio 2013 00:00

Le lampadine che tutti noi conosciamo, a breve, potrebbero scomparire dalle nostre case. La ricerca scientifica avanza e l’Unione Europea investe su tecnologie innovative in grado di ridurre i consumi energetici. Lo strumento che ha rivoluzionato la vita degli esseri umani, per oltre 120 anni, rischia di finire dentro una scatola per essere sostituito da materiali organici in grado di emettere luce una volta attraversati da un raggio laser. Se le prime lampadine per produrre la luce utilizzavano il filo di tungsteno e quelle fluorescenti un gas, quelle di domani saranno realizzate interamente con materiali a stato solido, più comunemente chiamati LED, e saranno autoilluminanti. Si tratta di un nuovo modo di illuminare che garantisce, a parità di emissioni luminose, un consumo di energia più basso rispetto alle lampade tradizionali. Come tutti sanno la ricerca scientifica è un settore che richiede importanti investimenti e attualmente, la realizzazione di questi materiali è molto complessa e costosa. I risultati però ottenuti in laboratorio hanno efficacemente dimostrato il valore di tale ricerca e l’importante ritorno economico che si otterrebbe sostituendo i vecchi strumenti luminosi con quelli a LED. Ed è così che la Comunità Europea ha deciso di finanziare, con 3 milioni di euro, il progetto di ricerca chiamato Lamp. Si tratta di un lavoro made in Italy che vede  l’ENEA (l'ente italiano che opera nei settori dell’energia, dell’ambiente e delle nuove tecnologie a supporto delle politiche di competitività e di sviluppo sostenibile) nel ruolo di coordinatore, non fosse altro perché detiene il brevetto sui materiali da cui nasce lo stesso progetto. Il team di lavoro è costituito da cinque istituti di ricerca internazionali tra cui il CNR e da due gruppi industriali, il Centro Ricerche FIAT e la lituana Ekspla. Un lavoro interdisciplinare che vedrà la collaborazione di cinque stati: Italia, Germania, Regno Unito, Austria e Lituania. Il primo passo, sarà quello di utilizzare le tecnologie nel campo automobilistico, come annunciato da Francesco Antolini, ricercatore dell’Enea di Bologna e coordinatore del progetto Lamp, durante il convegno organizzato a Roma per la presentazione del progetto. "Per il momento abbiamo individuato il settore automobilistico come primo utilizzatore ma tra qualche anno queste ricerche potranno essere applicate anche in settori come quello aeronautico e spaziale". Il progetto porterà la tecnologia all’interno delle autovetture per realizzare le icone luminose, come le spie presenti nel cruscotto della macchina. "L'obiettivo finale – ha spiegato Antolini – è portare questa innovazione dentro le nostre case. Illuminazione casalinga, tv, telefonini e monitor sono solo alcuni degli oggetti che potranno sfruttare le nostre ricerche. Miglioreranno la nostra qualità di vita, ma soprattutto ci faranno risparmiare dei soldi consumando meno energia". Risparmio energetico, questo sembra essere il fattore vincente del progetto Lamp che ha saputo catturare l’attenzione degli addetti ai lavori e non. Del resto in periodi di crisi, come quello che le economie europee stanno attraversando, diventa scontato che una parola come "risparmio" riesca sempre ad attirare interesse, curiosità e perché no, anche creare speranza.

Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Maggio 2013 15:38
 

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