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Siria, tensione sempre più alta PDF Stampa E-mail
Esteri - Esteri
Scritto da Valentina Locci   
Mercoledì 08 Maggio 2013 00:00

“Non ci sono segnali positivi sulla scomparsa di Quirico”. Così il neo-ministro degli Esteri Emma Bonino commenta da Londra la scomparsa del giornalista de La Stampa, di cui non si hanno più notizie dal 9 aprile. “Il fatto che non ci sia stata nessuna reazione alla notizia, purtroppo non mi sembra un elemento molto positivo. Non è certo un segnale confortante”, prosegue il numero uno della Farnesina, che incontrerà oggi a Roma il segretario di Stato Usa, John Kerry. Riguardo la guerra civile siriana, per ora si opterà per una soluzione politica, non militare. Il conflitto, iniziato nel marzo del 2011, affonda le sue radici in quell’ondata di rivoluzioni che ha preso avvio in Tunisia e che poi si è esteso a macchia d’olio in tutti i Paesi dell’Africa Settentrionale e dell’Asia Minore, dando vita al fenomeno della così detta Primavera araba. L’auspicio è che l’Europa parli “con una voce sola”, evitando di ripetere gli errori commessi in passato per Bosnia e Sarajevo. La situazione in Siria è particolarmente delicata, se si pensa che un giorno fa c’è stato l’ennesimo raid Israeliano, per essere più precisi il secondo in tre giorni,  il terzo di quest’anno. L’obiettivo? I depositi di missili destinati a Hezbollah. Damasco ha interpretato questo attacco come una dichiarazione di guerra, ma il contesto impone di essere cauti. “Non sono possibili interventi in Siria senza un mandato dell’Onu”, ha asserito il Ministro della Difesa Mario Mauro, nel suo primo intervento. L’esercito siriano non ha tardato nel rispondere a suon di mortaio, sparando due razzi sul territorio del Golan, di occupazione Israeliana. In questo quadro così complesso la Siria merita una risposta immediata, al dramma di una guerra che ha provocato già 90000 morti e 1,4 milioni di rifugiati.

Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Maggio 2013 15:40
 

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