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La mamma... è sempre la mamma PDF Stampa E-mail
Sociale - Sociale
Scritto da Valentina Locci   
Lunedì 13 Maggio 2013 00:00

Come ogni anno, la seconda domenica di maggio, ricorre la festa della mamma. Dando un rapido sguardo all’impolverato dizionario di italiano, troviamo che la parola madre deriva dal latino mater e sta ad indicare “genitrice, ciò da cui una cosa procede”. A fronte di questa traduzione semplicistica seppur di amplissima interpretazione, ritengo sia opportuno sottolineare come la madre debba essere considerata colei che genera, che da la vita, ciò da cui tutto ha origine. Dopo la valorizzazione del profilo demiurgico della mamma testé fatta, voglio ripercorrere un breve escursus della sua celebrazione e dei festeggiamenti in suo onore.

La festa della mamma nasce in Italia negli Anni ’50, da un’idea del senatore e sindaco di Bordighiera, Raul Zaccari, e del presidente dell’Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale di Bordighiera- Vallecrosia, Giacomo Pallanca. Nel 1957 Zaccari insieme ai senatori Bellisario, Baldini, Restagno, Piasenti, Benedetti e Zannini, presenta al Senato della Repubblica un disegno di legge volto a ottenere l'istituzione della festa. Tra i padri di questa ricorrenza, alcuni annoverano anche Don Otello Migliosi, che la introdusse nello stesso anno nel borgo di Tordibetto ad Assisi, in Umbria. Ma le origini di questa festa sono antichissime e risalgono ai tempi delle civiltà politeiste, le quali durante il periodo primaverile celebravano le divinità femminili, essendo fortemente praticato in quel periodo storico il culto della terra, quindi della fertilità. Nell’Antica Grecia gli Elleni facevano coincidere il giorno dedicato alla loro genitrice, con i festeggiamenti in onore di Rea, la madre di tutti gli Dei. I Romani invece commemoravano per una settimana intera Cibele, divinità simbolo della Natura e di tutte le madri. In età moderna la festa della mamma ha assunto forme e contenuti diversi a seconda del Paese di riferimento. Tralasciando il profilo storico, una tappa che mi preme ricordare è la Convenzione di Istanbul del Consiglio europeo, sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, siglata l’11 maggio del 2011, poiché rappresenta  il primo strumento introdotto a livello internazionale, volto a difendere donne e bambine da qualsiasi forma di violenza. Inoltre è il primo trattato che riconosce la violenza sulle donne come violazione dei diritti umani e come forma di discriminazione.

Un ulteriore riflessione in questo giorno va fatta nei confronti delle donne, madri e non, che subiscono violenze di ogni tipo, fisiche e psicologiche, perché lo stalking e il femminicidio son diventati reati commessi con eccessiva frequenza. Purtroppo le cronache delle ultime settimane parlano chiaro: 54 le donne uccise nel 2013 per mano di un uomo, di solito il marito, il convivente, nella maggior parte dei casi l’ex compagno. E’ noto e stranoto che l’Italia non vanti chissà quali primati, ma questo è inaccettabile. Il Governo, su proposta dell’attuale Ministro alle Pari Opportunità Josefa Idem, ha deciso di avviare una vera e propria task- force, finalizzata a contrastare il fenomeno; particolarmente attive su questo fronte sono il Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini (che di recente ha subito delle minacce) e il Ministro degli esteri Emma Bonino. Si è pronunciata a riguardo anche il Ministro per l’integrazione Cecile Kyenge, che ha dichiarato: “Bisogna ricordare che nel 2012 sono state uccise 150 donne. E' necessario promuovere una legge contro la violenza sulle donne e le politiche di genere. Serve un cambio culturale". Il fine è uno e sacrosanto: porre la parola fine a questa lunga lista di nomi, nomi di donne che hanno perso la vita per la gelosia di un uomo possessivo e aggressivo, magari per una lite degenerata nelle botte, o per una parola di troppo detta con tono sgarbato. Grillo direbbe: “Uomini, arrendetevi!”. In realtà non bisogna generalizzare; per anni la figura maschile ha retto le sorti di migliaia di famiglie, con il suo lavoro ha dato sostentamento economico a moglie e figli, senza rinunciare a impartire loro una rigida educazione, basata su sani valori e autentici principi. Ma il mondo è bello perché è vario, (e perché cambia aggiungerei!). La donna nel corso della storia è passata da un ruolo passivo, a un ruolo decisamente attivo, sia a livello familiare che sociale, non più l’angelo del focolare ma donna in carriera, manager, insomma lavoratrice. Ovviamente il tutto senza tralasciare la cura dei figli e della casa. L’attuale situazione economica impone che la donna, ora più che in passato, debba lavorare fuori dalla propria dimora, generando una netta cesura rispetto a quelle che erano le abitudini della classica famiglia patriarcale di inizi Novecento. Oggi la famiglia è diventata matriarcale, a conduzione e gestione femminile; le donne studiano più degli uomini, per questo raggiungono posizioni lavorative più soddisfacenti, oltre che meglio remunerate. Gli uomini devono accettare questi mutamenti, devono avere maggiore consapevolezza del fatto che quello femminile non è più il “sesso debole”. Serve maggiore rispetto per le donne e per le madri.

Un ultima considerazione riguarda il fatto che attualmente le donne scelgono di essere madri con minore frequenza rispetto al passato. In Italia si registra infatti un crollo delle nascite; nel 2011 la riduzione è stata nell’ordine del -2,7%, rispetto al 2010; il numero medio di figli per donna è 1,39, l’età in cui si diventa madri 31,4 anni. Questi dati, reperiti dal database dell’Istat, sono lo specchio della società odierna; madri adulte non più adolescenti, meno bambini, meno scuole, più anziani.

Per concludere voglio ricordare l’iniziativa dell’Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), che in occasione di questa nobile ricorrenza ha deciso di vendere nelle piazze 600000 azalee. Il ricavato di questo progetto verrà utilizzato per finanziare la ricerca sui tumori che colpiscono in particolare il genere femminile. Acquistandone una, non solo si sceglie di compiere un gesto d’amore per la propria madre, ma anche per aiutare migliaia di donne, che ogni giorno sospese tra la vita e la morte, lottano contro un male ritenuto ormai superabile. E’ un gesto di generosità e altruismo, due doti particolarmente note alle nostre madri, che dopo averci dato il dono più grande, la vita, non smettono di regalarci sorrisi e insegnamenti.

Auguri a tutte le mamme del mondo.

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Maggio 2013 16:04
 

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