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Openbook andrà a caccia dei nostri segreti PDF Stampa E-mail
Social Network - Social Network
Scritto da Daniela Vargiu   
Martedì 18 Maggio 2010 21:48

Occhio non vede, facebook te lo dice! Questo detto è adatto mai come ora: presto infatti Il social network più famoso al mondo sarà un valido alleato nello “spionaggio” di amici, fidanzatini ed ex. L’ultima novità dice che basterà digitare la parole da noi ricercate per accedere ai post inviati nell’ultimo periodo. La mano questa volta sarà un nuovo sito, Openbook, mentre Facebook sarà lo strumento. Openbook è un sito ‘cerca segreti’, creato da tre ingegneri di San Francisco per dimostrare le carenze nel controllo della privacy da parte di Facebook. I post sono i messaggi che gli utenti lasciano nelle proprie bacheche o in quelle dei propri contatti. Spesso e volentieri diventano una valvola di sfogo, soprattutto a fine giornata lavorativa  o in periodi negativi. Digitare le proprie disavventure quotidiane può lasciarci un po’ più leggeri. Ma che succede se questi messaggi, nati nel social network, circolano liberamente in tutto il web, estrapolati dal micro mondo in cui li si scrive? La “piccola” comunità si apre dunque al mondo intero, e cioò ha provocato varie critiche e proteste.

"Il nostro sito è solo una parodia, ma lo scopo è serio - scrivono i programmatori di Openbook - Vogliamo che Facebook faccia tornare private le informazioni di cui dispone, per far sì che questo sito e altri come questo non funzionino più".

Pare che la ricerca delle informazioni più personali sia cominciata subito, secondo ultime ricerche. Ora facebook conta circa 400 milioni di utenti, ma quasi nessuno sembra turbato dalla mancanza di privacy, nessuno pensa di abbandonare questo strumento. Forse le frasi vengono scritte davvero per essere divulgate, non si tratta solo di un momento di sfogo.

"Il punto - scrivono i creatori di Openbook - è che Facebook non esplicita con chiarezza quali informazioni diventeranno pubbliche".Districarsi tra le norme della privacy di Facebook non è affatto semplice, e di recente  il New York Times ha stimanto che l'informativa del colosso Internet contiene 5.830 parole, 1.287 in più della Costituzione americana e che per rendere i propri dati almeno parzialmente privati occorre cliccare su 50 impostazioni e 170 opzioni. L'Electronic Frontier Foundation ha reso noto poi un prospetto che mostra come dal 2005 ad oggi sia peggiorata la politica della privacy di Facebook.

Intanto nascerà presto un antifacebook: Diaspora. I creatori assicurano che questo sito manterrà i segreti che qui vengono “nascosti” dai suoi utenti 

Daniela Vargiu

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Maggio 2010 08:19
 

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