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Maturità: conclusi gli scritti, ora si guarda agli orali PDF Stampa E-mail
Scuola - Scuola
Scritto da Valentina Locci   
Giovedì 27 Giugno 2013 00:00

Sono quasi 500.000 gli studenti che hanno tirato un sospiro di sollievo dopo la conclusione delle prove scritte dell’esame di Maturità 2013. L’ultimo scoglio ma non meno difficile è stata la terza prova, ribattezzata  “Quizzone”, proprio per la tipologia con cui si svolge, ossia una batteria di domande su vari argomenti di diverse materie, non curata dal Ministero ma preparata dalle singole Commissioni. Quest’anno la notte prima degli esami è stata quella del 18 giugno 2013, perché il giorno successivo è iniziato l’Esame di Stato esattamente per 491.491 candidati, con la prima prova, il tanto atteso tema di italiano.

Le tracce hanno fatto discutere molto, perché ci si è allontanati dai programmi scolastici tradizionali, quelli che si studiano sui manuali; il Ministero ha voluto misurare la “maturità” degli esaminandi costringendoli a guardare al mondo che li circonda, allontanandoli dal testo, e stimolandoli a una serie di riflessioni sulla contemporaneità che hanno ricevuto dure reazioni sia dagli studenti sia da alcuni insegnanti e Presidi. L’analisi del testo, ossia la tipologia A della prima prova, è quella che ha creato maggiore scalpore, poiché non è stato proposto un brano di Pirandello (tra i più gettonati), Montale, Ungaretti, ma per la prima volta di un autore ancora vivente, Claudio Magris, scrittore e germanista, esperto della cultura mitteleuropea, sconosciuto alla maggior parte dei maturandi. Il testo si intitola “L’infinito viaggiare”, e come suggerisce il nome stesso si riferisce ad un argomento abbastanza ricorrente, quello del viaggio appunto. Per quanto riguarda la tipologia B, il saggio breve, gli studenti hanno dovuto fare i conti con un ventaglio di quattro tracce: la prima riguardava l’ambito artistico- letterario e faceva riferimento all’individuo e alla società di massa, la seconda concerneva l’ambito socio- economico e chiedeva agli studenti di riflettere su Stato, economia e democrazia. La terza traccia prevista per il saggio breve, o eventualmente per l’articolo di giornale, era di ambito storico- politico e trattava gli omicidi politici (da Mussolini a Moro). L’ultima invece, di ambito tecnico- scientifico, che a sorpresa si è rivelata la prima scelta dai maturandi del 2013, con il 22% di preferenze, titolava così: “La ricerca deve scommettere sul cervello”. Quest’anno anche il tema storico, la tipologia C, è apparso meno scontato, e legato più all’attualità che alla didattica; trattava infatti dei Paesi emergenti a livello economico globale, destinati a diventare veri e propri giganti, in grado di superare le economie europee che hanno conosciuto il periodo di maggiore prosperità tra il XX e gli inizi del XXI secolo, ma che ora passano in secondo piano favorendo l’emergere dei così detti BRICS (che di recente hanno sostituito i BRIC, poiché si aggiunto il Sud America; la sigla infatti sta ad indicare Brasile, Russia, India, Cina, Sud America). Il tema di ordine generale, la tipologia D, invitava i ragazzi a soffermarsi su un brano di Fritjot Capra, intitolato: “La vita non è che una lotta di competizione, ma anche un trionfo di cooperatività e creatività”. Dopo il trionfo del saggio breve di ambito tecnico- scientifico, il 20% dei maturandi ha optato per l’ambito artistico- letterario, il 16% ha scelto la traccia di ambito socio- economico, solo l’1% il tema storico, che è risultato il meno amato dell’esame di Stato 2013. Secondo i dati pubblicati sul sito Skuola.net uno studente su due ha giudicato le prove “difficilissime, assurde, non fattibili”. Il Ministro Maria Chiara Carrozza invece si è mostrata molto soddisfatta, e ha dichiarato agli organi di stampa: “Sono tutti temi fattibili, temi affascinanti e positivi, che certamente interessano i giovani di oggi. Li ho scelti io e me ne assumo la responsabilità”. Superata la prima prova, il 20 giugno gli esaminandi si sono confrontati con la seconda, diversa a seconda dell’Istituto, di solito avente ad oggetto la materia  principale su cui fa perno il corso di studi. Al liceo classico è stata proposta una versione di latino su un brano dell’autore Quintiliano intitolato: “Omero maestro di eloquenza”, sono stati chiesti “riferimenti non scontati alle opere di Omero e qualche termine tecnico”. Al liceo scientifico gli studenti si sono cimentati nella prova di matematica, che verteva su vari problemi con funzioni e un questionario che spaziava dalla matematica alla geometria, con uno dei quesiti a scelta che presentava tra le altre cose “la curva versiera della scienziata del 600’ Maria Gaetana Agnesi”. Al liceo linguistico invece la materia su cui verteva la seconda prova è stata, come previsto, lingua straniera; ha fatto discutere molto il brano “Il Grande Gatsby” di Fitzgerald, di recente uscito al cinema con una pellicola firmata Baz Lurhmann . Il 24 giugno invece si è svolta la fatidica terza prova; il 70% degli studenti l’ha giudicata “fattibile”, il 55% ha riscontrato un livello di difficoltà pari alle aspettative, il 16% l’ha trovata più facile del previsto. Due maturandi su tre erano già a conoscenza delle materie grazie ad anticipazioni fornite dai Commissari, uno su due invece ha ricevuto dai docenti indicazioni sulle risposte ai quesiti. Dal sito Studenti.it è emerso che per il 53% dei partecipanti “il Quizzone è la prova più difficile da superare perché interessa tutto il programma di studio”; le materie più temute per vastità del programma sono state storia, geografia astronomica e filosofia. Poiché la terza prova è stata il frutto del lavoro delle varie commissioni giudicatrici, in ogni Istituto i ragazzi si sono confrontati con modalità di svolgimento e struttura dell’esame completamente diverse; il 44% ha avuto a che fare con domande aperte a risposta breve, il 20% domande aperte con risposta breve più un test a crocette, il 6% con un questionario a risposta multipla, il 27% con la trattazione sintetica degli argomenti. Il 65% degli studenti, quindi uno su tre, giura di non essere ricorso a metodi poco ortodossi quali la copiatura, il 17% ha usato i tradizionali “bigliettini”, il 13%, ben uno su dieci, ha ricevuto un aiuto dai compagni che gli hanno passato il compito, solo il 5% ha usato internet. Si sono aggiudicati il primato di studenti “più copioni”, come si legge sul web, i ragazzi milanesi, seguono quelli baresi, napoletani, genovesi e palermitani. Superati gli scritti, l’ultima carta da giocare resta il colloquio orale, affrontato con maggiore preoccupazione dagli studenti rispetto alle prove scritte, perché subentra la paura della tanto odiata “scena muta”. Quel che è certo è che gli orali devono concludersi entro le prime tre settimane di luglio, così recita una nota ministeriale: “Le prove orali per gli Istituti Superiori italiani devono improrogabilmente concludersi entro il 18 luglio 2013, per non pregiudicare i diritti degli studenti a partecipare ai test d’ingresso all’Università, stante l’anticipazione delle prove di accesso ai corsi di laurea a numero programmato”. C’è chi spera nell’aiuto del Prof., c’è chi aspira alla lode; la votazione finale scaturisce dall’esito delle tre prove scritte, in ciascuna delle quali non si possono cumulare più di 15 punti massimi, dal colloquio finale, col quale gli studenti si giocano ben 30 punti, e dai crediti formativi e scolastici degli ultimi tre anni, al massimo 25. I maturandi potranno riposarsi qualche giorno e i più fortunati qualche settimana prima di iniziare gli orali, nel frattempo continueranno col ripasso generale di tutti i programmi; c’è chi presenterà una “tesina” o come sempre più spesso accade un “percorso”, nel quale il candidato sceglie un argomento e individua dei collegamenti con una serie di materie che spaziano dalla storia alla geografia, dalla matematica alla filosofia. I risultati verranno pubblicati entro la penultima settimana di luglio; fiumane di ragazzi si riverseranno nei corridoi dei vari Istituti superiori, rimasti deserti per qualche giorno, e lì tra schiamazzi, urla e pianti di gioia scopriranno se veramente sono maturati o meno. Subito dopo, zaino in spalla e chiavi del motorino in mano, l’appuntamento è al mare o in montagna, dove dietro un caffè ancora fumante si ride e si scherza sul fatto che Quintiliano sia riuscito a togliergli il sonno, sonno che ormai sarà ostacolato solo dal desiderio di vivere un’estate corta ma tanto attesa, l’estate del diploma, la più bella e indimenticabile per tutti gli studenti.

Ultimo aggiornamento Sabato 29 Giugno 2013 09:41
 

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