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Rapporto Sanità: costi eccessivi e tempi biblici PDF Stampa E-mail
Speciali - Speciali
Scritto da Valentina Locci   
Mercoledì 17 Luglio 2013 00:00

Sono 7 su 10 i pazienti italiani che denunciano i tempi di attesa per sottoporsi a una visita medica, poiché ritenuti eccessivamente lunghi. Questo è ciò che ha rilevato il XVI Rapporto PiT salute del Tribunale per i Diritti del malato- Cittadinanzattiva, dal titolo “Meno Sanità per tutti, la riforma strisciante”, presentato oggi a Roma al Ministero della Salute. Oltre all’attesa delle calende greche prima di accedere a esami diagnostici e interventi chirurgici, l’altra falla del Sistema Sanitario è la scarsa qualità, che si traduce nell’insofferenza e nell’incuria di medici e infermieri.

Dall’indagine è emerso che 9 milioni di italiani, 2 milioni dei quali sono anziani, non solo rinunciano al medico, ma decidono di non curarsi o di rimandare le visite all’anno successivo. Secondo il Censis la fuga dal settore sanitario pubblico interessa 12,2 milioni di persone, una cifra considerevole se si tiene conto del fatto che per effettuare la mammografia si aspettano 13 mesi, in rialzo rispetto allo scorso anno, in cui l’attesa era di 11 mesi. Per eseguire la colonscopia invece, si aspettano 9 mesi, per una visita dall’urologo 1 anno, dall’ortopedico 7 mesi, per eseguire l’elettrocardiogramma 210 giorni. A Roma per sottoporsi a una Tac, a una risonanza magnetica o ad un’ecografia, l’aspettativa va da 6 mesi a un anno. L’unico medico a essere diventato più disponibile rispetto all’anno scorso è l’oculista; una visita da questo specialista richiede un’attesa di 9 mesi, contro gli 11 dell’anno precedente. “La fotografia che emerge, - ha dichiarato il coordinatore del Tribunale per i diritti del malato, Tonino Aceti- evidenzia che il Servizio Sanitario Nazionale pubblico, così come dovrebbe essere, cioè universale, equo e solidale, oggi più che mai, non esiste. A chi dice che bisogna ripensare il concetto di universalismo, (garantire tutto a tutti), questo è stato già realizzato nei fatti attraverso una riforma non formalizzata, sulla quale né i cittadini, né gli operatori sanitari e tutti gli altri attori, sono stati chiamati a dire la loro: praticamente una vera e propria riforma strisciante”. La Corte dei Conti ha messo in evidenza nella Relazione sul Rendiconto 2012, le problematiche irrisolte del Sistema Sanitario italiano, tra le quali spiccano le liste d’attesa, insieme alla sostenibilità dei ticket. Quest’ultimo è stato segnalato dal Tribunale del malato come “eccessivamente gravoso”, tanto da diventare “un ostacolo alle cure”. Ulteriore dato emerso da questo studio è che la spesa media sostenuta da soggetti affetti da patologie croniche, per acquistare farmaci vitali di fascia C, che sono indispensabili, insostituibili e devono essere assunti per tutta la vita, ammonta a 1127 euro annui. Da qui trapela un altra grave complicazione: l’accesso alle prestazioni sanitarie e l’insostenibilità dei costi ai carico dei cittadini. Per quanto riguarda invece il tema sopra esposto della disattenzione del personale sanitario, questa può degenerare fino al maltrattamento del paziente; a tal proposito si auspica una maggiore umanizzazione delle cure. Il portavoce Aceti ha dichiarato inoltre: “Ci troviamo di fronte ad un Servizio Sanitario inaccessibile che decide di curare utilizzando il criterio cronologico e territoriale. Un definanziamento pagato direttamente con i soldi dei cittadini, obbligati a farsi carico delle cure a costi sempre maggiori o rinunciarvi”. Ma allora quali sono le proposte del Tribunale del malato? Innanzitutto lo stop a ulteriori tagli al Fondo Sanitario Nazionale, in secondo luogo l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, attraverso un’attività sistematica finalizzata alla gestione delle liste d’attesa e all’inserimento della discrezionalità politica in una cornice rigida di competenze certificate. In ultima istanza è necessario il coinvolgimento di organizzazioni di cittadini e pazienti, azionisti e utenti, per approvare un Nuovo Patto per la Salute, in grado di indirizzare la sanità del futuro, nonché l’iter di riforma del sistema dei ticket.

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Luglio 2013 21:19
 

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