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é morta margherita Hack. L'Italia piange la signora delle stelle PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da francesca columbu   
Domenica 30 Giugno 2013 00:00

Ieri, in un ospedale di Trieste, si è spenta l’astrofisica più conosciuta d’Italia. Aveva compiuto 91 anni da poco e da una settimana era ricoverata nella struttura triestina per problemi cardiaci di cui soffriva da tempo. Nata a Firenze nel 1922 e trasferitasi dal 1964 a Trieste la sua vita è trascorsa vivendo i suoi due grandi amori: la scienza e Aldo De Rosa, suo marito da 70 anni. A Trieste ha insegnato Astronomia (fino al 1992) e per vent’anni è stata la prima donna a dirigere l’Osservatorio astronomico contribuendo al rilancio internazionale dell’istituto.

Era membro dell’Accademia dei Lincei (una delle più antiche accademie italiane), dell’Unione Internazionale Astronomi, della Royal Astronomical Society e collaboratrice della Nasa e dell’Agenzia Spaziale Europea. Nel 2012 aveva ricevuto l’onorificenza dalla presidenza della Repubblica di “dama di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana “per il costante e instancabile impegno profuso nella ricerca scientifica e al servizio della società, che la rende esempio di straordinaria dedizione e coerenza per le giovani generazioni”. Una studiosa che ha svolto un'importante attività di divulgazione scientifica in Italia e ha dato un considerevole contributo nella ricerca sull’atmosfera, nell’evoluzione delle stelle e la loro classificazione spettrale. “È l’icona del pensiero libero e dell’anticonformismo” così la descrisse Umberto Veronesi. Vegetariana, animalista (aveva otto gatti e un cane), un passato da sportiva, appassionata di bicicletta, due anni fa pubblicò: “I miei primi novant'anni laici e ribelli”. La sua vera fede era l’ateismo. Pare che la prima e ultima volta che entrò in chiesa fu nel giorno del matrimonio con Aldo che aveva conosciuto ai giardini quando Margherita aveva 11 anni e lui 13 - diceva di preferire il protone al paradiso. Una volta la Gruber le chiese: “Lei crede in Dio?”. Risposta immediata: “No!”. Un’altra volta: “Mi sento abbastanza animale da non interrogarmi troppo sul significato della vita: come il mio cane e i miei gatti, che si godono la pappa e il sole”. Era conosciuta per le battaglie su temi sociali e politici. Ha preso posizioni contro le centrali nucleari (ma a favore della ricerca sul nucleare), a favore dei diritti civili degli omosessuali, del diritto all’aborto, all’eutanasia e per la ricerca sulle staminali embrionali. Celebre anche per il suo impegno politico che nel 2006 la vide eletta alla Camera con il Partito Comunista, anche se rinunciò al seggio per tornare a occuparsi di astronomia. La scienziata, racconta chi le stava vicino, aveva oramai il passo stanco ma la lucidità era quella di sempre, così come la sua disponibilità. Alcuni giorni fa durante un incontro privato nella sua abitazione di Trieste con alcuni bambini, alla domanda: “come è nato l’universo?”, aveva risposto: “Ci sono delle teorie ma tante cose non le so. Abbiamo dei fatti, e su quelli dobbiamo studiare”. Una donna che non ha mai smesso di studiare, di scrivere e di esprimere il suo pensiero. L’8 giugno 2013, durante la sua ultima intervista rilasciata a proposito dello schierarsi del Politecnico di Milano contro la scienza in italiano, l’astrofisica si dichiarò scandalizzata sulla possibilità di non insegnare più in lingua italiana. Secondo me non bisogna abbandonare la propria lingua, certi concetti si possono esprimere solo quando una lingua si conosce molto bene come la propria”. “Per spiegare, per divulgare gli stessi concetti bisogna utilizzare la propria lingua, le proprie immagini”. Tutte le istituzioni hanno voluto ricordare la grande scienziata. “Ha servito e onorato l'Italia anche in campo internazionale. Ha rappresentato nello stesso tempo un forte esempio di passione civile, lasciando una nobile impronta nel dibattito pubblico e nel dialogo con i cittadini”. Queste le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il premier Enrico Letta si è detto profondamente addolorato per la scomparsa di Margherita Hack. “Una donna che è stata capace di affiancare con passione l’impegno professionale a quello sociale e politico. Una testimonianza che resterà preziosa”. Anche il Sindaco di Firenze Matteo Renzi ha voluto esprimere la sua vicinanza. “Una scienziata che riusciva a spiegare a tutti, con parole semplici e chiare, il mistero dell’universo, della fisica e delle stelle. Ci ha insegnato ad appassionarci al cielo e alla scienza tutta e ha saputo divulgare, con parole chiare e spirito indipendente, le grandi leggi e scoperte del cosmo”. “Un’amica della sinistra”, dice Nichi Vendola: “Una scienziata di alto livello, una militante di sinistra mai ipocrita ma sempre appassionata, una donna straordinaria. L’Italia perde una delle sue figure più prestigiose”. Anche dallo Spazio, quel mondo che lei amava tanto, giunge un saluto per l’astrofisica. L’addio di Luca Parmitano, l’astronauta che ha scritto: “Buon viaggio Margherita Hack, le stelle che hai amato e ci hai fatto amare, adesso ti aspettano…”. La grandezza di questi grandi scienziati, studiosi e uomini di cultura sta nel fatto che per loro la morte non segna una fine, ma regala loro la vita eterna. Margherita Hack continuerà a vivere tra le pagine dei suoi libri, dei suoi studi e dei tanti ricordi lasciati e per tutti noi continuerà a splendere. L’asteroide “Hack”: la più brillante e sorridente stella italiana.

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Luglio 2013 11:52
 

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