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Provocazioni di bassa lega in piazza PDF Stampa E-mail
In Italia oggi - In Italia oggi
Scritto da Marco Mura   
Lunedì 24 Maggio 2010 00:58

Si è tenuto ieri sera a Cagliari il primo comizio leghista in Sardegna. Lo sparuto gruppo di convenuti si è dato appuntamento, forse simbolicamente, forse no, in piazza Costituzione ai piedi del Bastione di San Remy. Il comizio elettorale doveva, almeno nelle intenzioni dei partecipanti, essere una presentazione ed un supporto per il candidato di turno, ma da quanto si è potuto constatare non tutto è andato per il verso giusto. Fatta eccezione per i pochissimi sostenitori raccolti nello spazio antistante la prima rampa della scalinata del Bastione, la “piazza” non sembra aver subito il fascino della Lega Nord.

Si, la zona era gremita ma di gruppi che hanno, a più riprese, contestato a gran voce le affermazioni di chi si alternava al microfono.

I presenti non simpatizzanti si sono sentiti definire “burriccusu” (“asini” per chi non capisse il dialetto), “terroni” e “portatori di una storia ingloriosa”.

Affermazioni, da parte di chi dice di avere a cuore la sorte di tutti i Sardi, fuori luogo e potenzialmente pericolose visto lo scarso gradimento della folla che si era radunata. Per un attimo l’aria si è fatta tesa. Le forze dell’ordine schierate in tenuta antisommossa tenevano a distanza i contestatori temendo che gli animi potessero surriscaldarsi eccessivamente.

Ovviamente la civiltà dei Cagliaritani ha avuto la meglio sulla bassa lega di tali provocazioni e non è successo assolutamente nulla.

Un interrogativo però si pone.

Cui prodest tutto questo? A chi giova un comizio di questo genere? Al candidato che si voleva sostenere? Difficile crederlo perché assolutamente controproducente. Alla Lega Nord che spera davvero di raccogliere significativamente voti anche in Sardegna? La presunzione di riuscirci insultando i potenziali elettori appare quantomeno avventata. Come è possibile credere di fare proseliti in questo modo? A cosa serve vantarsi di dare fastidio? E poi, fastidio a chi? Alla classe politica portando un esempio di onestà e trasparenza? Magari! Ma sinceramente il pulpito non appare dei migliori. Da quanto si è potuto ascoltare sembrerebbe che sia motivo di vanto infastidire la “piazza”. Non resta che aspettare. Saranno le urne a parlare. Sarà il responso elettorale a sancire se i voti si conquistano con gli insulti o con l’onestà e la proposta di programmi seri e credibili.

Marco Mura

Ultimo aggiornamento Lunedì 24 Maggio 2010 11:30
 

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