Ultime notizie

Con "In My Mind Tour" il jazz caraibico sbarca in Sardegna
Le sonorità del jazz e i ritmi caraibici s’incontrano per la prima volta in un nuovo progetto musicale made in Sardinia che fonde alla perfezione originalità del genere e orecchiabilità d…

Leggi tutto...



Le notizie

Al via la 63° edizione della Fiera Campionaria
Anche quest’anno Cagliari rinnova il suo appuntamento tradizionale con la Fiera Campionaria che, giunta alla sua 63° edizione, continua a rimanere uno degli eventi più attesi dell’Isola: o…

Domenico Quirico è libero PDF Stampa E-mail
Esteri - Esteri
Scritto da Valentina Locci   
Mercoledì 11 Settembre 2013 12:04

152 sono i giorni di detenzione, 2 i tentativi di fuga, 2 le finte esecuzioni subite. Questi sono i numeri della prigionia di Domenico Quirico, inviato de La Stampa, rapito il 9 aprile in Siria, e liberato domenica dopo cinque mesi di detenzione. Nei giorni successivi al rilascio sono emersi i primi dettagli sulle dure condizioni in cui il giornalista e il suo compagno di sventura, l’insegnante belga Pierre Piccinin, sono stati tenuti. Fermati da due pick- up con a bordo uomini armati, bendati per giorni e gestiti da almeno tre gruppi diversi.

Veniva dato loro da mangiare soltanto una volta al giorno e le pietanze più prelibate erano i resti di cibo dei loro aguzzini. Per due volte hanno tentato la fuga, un giorno approfittando di un momento di preghiera hanno abbracciato due kalashnikov e sono fuggiti verso la campagna, ma dopo poco tempo sono stati riacciuffati dai rapitori e puniti severamente. Picchiati, torturati e umiliati con una serie di vessazioni, come se non bastasse Quirico ha dovuto subire anche due finte esecuzioni, con la pistola puntata alla tempia. Una volta prosciolto è stato interrogato per tre ore e mezza dai pm della Procura di Roma, dal colloquio è trapelata l’esistenza di una telefonata via Skype che i due prigionieri, Quirico e Piccinin, hanno origliato. La conversazione è avvenuta in inglese e ha avuto come protagonisti tre uomini: il primo si è presentato loro in precedenza come un Generale dell’Esercito di liberazione siriano, degli altri due non si sa nulla. Dal dialogo fra i tre personaggi è affiorato che l’operazione del gas nei due quartieri di Damasco è stata realizzata dai ribelli come provocazione, per indurre l’Occidente a intervenire militarmente. Sulla questione delle armi chimiche l’inviato de La Stampa non si sbilancia, e non scommette né sull’affidabilità di quel che ha sentito, né sull’identità di quelle persone. “E’ folle dire che io sappia che non è stato Assad a usare il gas” ha dichiarato Quirico. E ancora sul sito del suo giornale ha affermato: “Eravamo all’ oscuro di tutto quello che stava accadendo, anche dell’attacco con i gas”. Ma a tal proposito il cittadino belga ha sostenuto fermamente il contrario, ossia che non è stato il governo di Bashar al- Assad ad aver utilizzato il gas sarin o un altro gas nelle periferie di Damasco. Quel che è certo è che Quirico è un giornalista che sa fare bene il suo lavoro, infatti non è sua abitudine dare valore di verità a discorsi ascoltati dietro una porta, non essendoci alcun elemento a conferma della tesi sbandierata da Piccinin, l’inviato preferisce andare con i piedi di piombo, prima di rilasciare dichiarazioni aventi un certo peso politico. Il Direttore de La Stampa, Mario Calabresi, ha dichiarato che durante la prigionia  a Quirico “non è stato risparmiato nulla; non è stato trattato con umanità”. Commentando quei giorni interminabili il giornalista ha detto: “E’ come se fossi stato cinque mesi su Marte. E ho scoperto che i miei marziani sono malvagi e cattivi”. Ironia a parte, una volta arrivato all’aeroporto di Ciampino, prima di prendere il volo verso Torino, ha voluto ringraziare lo Stato sottolineando come in questa situazione abbia visto un pezzo di Italia che funziona. Quando Piccinin, durante la reclusione, gli aveva confessato di avere un’incredibile paura di essere abbandonato dal proprio Stato, Quirico gli ha risposto: “ Stai tranquillo, sei con me. Il mio Paese ha molti difetti, ma ha un regola: non lasciare mai un connazionale da solo e fare tutto il possibile per portarlo a casa”. Commovente il ritorno in redazione e l’abbraccio alle due figlie, adesso Domenico tornerà a Govone, paese in Provincia di Cuneo, e lì continuerà a fare le cose che più gli piacciono: correre, leggere e scrivere. Domenico Quirico, il giornalista che ha raccontato e descritto minuziosamente la rivoluzione, è stato tradito dalla rivoluzione stessa.Ben tornato.

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Settembre 2013 18:23
 

L'orologio

Previsioni meteo Italia

Click per aprire http://www.eumetsat.int
copyright 2019 EUMETSAT

Copyright - www.passioneducati.com

Autenticazione

User:  Pass:        Forgot Password? Username?

Link consigliato

Banner

Link consigliato

Banner