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Tutto aumenta, eccetto il potere d’acquisto PDF Stampa E-mail
Economia - Economia
Scritto da Sara Atzori   
Mercoledì 09 Ottobre 2013 10:57

Il passaggio dal 21% al 22% dell’IVA, rappresenta un aumento delle difficoltà economiche che le famiglie italiane saranno costrette ad affrontare. Tale incremento costituisce l’ennesima aggiunta di tasse, come IMU e TARES, che creano dei disagi per la maggior parte delle persone. Non tutti i prodotti, però, saranno soggetti a un aumento: il 70% è la percentuale interessata.

Gli alimenti, per esempio, costituiscono il prodotto per eccellenza soggetto a maggior consumo. E per tale motivo, l’aumento dell’IVA e, quindi dei prezzi, infierirebbe di gran lunga sul bene di prima necessità, causando degli effetti negativi sul consumatore, ma, non in quantità inferiore, su venditore e produttore. Si creerebbe così una catena di disagi economici intollerabili. È possibile che su alcuni prodotti l’aumento dell’IVA non corrisponda all’aumento del costo della merce: pane, pasta, latte, formaggi, carne, pesce, olio, per i quali l’IVA è stabile tra il 4% e il 10% e non può essere soggetta a incremento. Al contrario, vino, caffé e alcolici subiranno una crescita nel prezzo.

In alcuni settori, invece, ci saranno degli aumenti: abbigliamento, automobili, casalinghi, elettrodomestici, cartoleria, giocattoli, servizi sportivi ed estetici. Secondo alcuni organismi di rappresentanza dei consumatori ci sarà ugualmente un incremento dei prezzi di circa lo 0,4%, quasi 200 euro in più per famiglia in un anno. Si pensa anche a una possibile stangata di 349 euro per famiglia all’anno. I prezzi dei carburanti sembrerebbero non avere subito un cambiamento: alcune compagnie hanno proposto una diminuzione di 1 cent euro/litro, altre di 0,5 cent. Alcune catene di supermercati e di mobili non aumenteranno i prezzi per i consumatori, per evitare che ci siano delle difficoltà nel potere d’acquisto.

Sara Atzori

Ultimo aggiornamento Domenica 20 Ottobre 2013 17:29
 

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