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Moda e tendenze - Moda e tendenze
Scritto da Flavia Attardi   
Venerdì 14 Febbraio 2014 15:58

Evocano anticonformismo e insofferenza verso l’estetica mainstream  ma non hanno nulla a che vedere con  il movimento artistico e letterario del tardo Ottocento: sono le chiome ostentatamente imbelli di alcuni personaggi pubblici di sesso maschile in Italia e all’estero. Che si parli della vanitosa permanente di Grillo, dell’acconciatura sfacciatamente afro del figlio del nuovo sindaco di New York o dell’ultima scriminatura dell’enfant terrible Balotelli, è ormai chiaro che il capello fa notizia.

 

Intanto, arrivati gli anta, nel mondo degli uomini fa notizia averli i capelli. Non si sa se sia lo stile di vita, l’alimentazione, la genetica o altro ma la calvizie è tanto diffusa che chi scoprisse come curarla diventerebbe ricco dal giorno alla notte (nel frattempo, accumulano fortune le aziende che promettono di rallentarla). Dunque Madre Natura, sempre più matrigna, ha dotato alcuni e privato altri. I capelli sono qualcosa che uno ha o non ha, verrebbe da dire, uno è alto o basso: è la vita, bellezza, c’è poco da commentare. Niente di più sbagliato perché la chioma e la non-chioma in pubblico diventano affermazioni, o meglio, ostentazioni dell’Io. Chi ce l’ha, ribadisce il concetto con pettinature e tagli che a volte definire fantasiosi è riduttivo; chi non ce l’ha, mistifica o virilmente afferma a colpi di rasoio.

Si prenda ad esempio Berlusconi e la sua ossessiva esigenza di ribadire un aspetto giovanile e prestante malgrado l’anagrafe. Cosmesi, chirurgia e accorgimenti vari per dare a intendere ciò che non è. Con tutti i pensieri che può avere un uomo così ricco e potente, si stenta a capire perché negare la calvizie conclamata sia sempre stato così importante per lui. E anche perché anni fa, a chi gli chiedeva un parere sulle dichiarazioni di Allegri a commento di una prestazione opaca del Milan, lui rispondesse che l’allenatore avrebbe fatto bene a pensare a pettinarsi prima di rilasciare interviste. Oscura metafora o invidia? Intanto ora Allegri ha più capelli in testa che il Milan punti in classifica, 1-0 per lui, dunque.

Per restare in politica, si pensi poi alle foto che illustravano lo scoop dell’Espresso sulle attività immobiliari di Grillo e conoscenti in Costa Rica: in prima pagina le immagini scapigliatissime del leader pentastellato, del suo guru Casaleggio e del fido autista Vezzoli suggerivano affinità che, partendo dall’ambito tricologico, andavano ben oltre. Anni fa erano i capelli di De Michelis a dichiarare la sua passione per le discoteche e frequentazioni di certo meno noiose di quelle dei colleghi tutti casa e famiglia. Per fortuna o sfortuna, ora in Italia non si sente la mancanza né del sound anni ’90, né dei politici festaioli.

Anche prescindendo da ciò a cui ci hanno abituato di recente le star del calcio che hanno scelto di addobbarsi il capo con creste, pinnacoli e bassorilievi di vario genere e colore, il mondo dello sport, quello spettacolo e dell’arte sono sempre stati fucina di mode e tendenze. Nella categoria di chi ha fatto di necessità virtù, Andy Warhol e Elton John, accomunati dall’uso di parrucchini più o  meno variopinti ed estrosi, il macho Bruce Willis, a cui il cranio rasato ha aggiunto più che tolto e la simpatica zucca rasata del nuotatore plurimedagliato Domenico Fioravanti, rimasto a metà tra sport e tv finché la vita non ha scelto per lui. Capelluti celebri, invece, il ciclista Cipollini detto ‘Re Leone’, l’ultimo arruffatissimo Bergonzoni, il wunderkind del piano Allevi. E visto che la finanza e l’economia sono ormai nel quotidiano, pensiamo alla linea evolutiva della casata Agnelli che dalla folta e canuta chioma dello zio Gianni arriva al nipote John passando per la scapigliatura fashion di Lapo: stili scelti in continuità o rottura con il passato a seconda delle esigenze di comunicazione.

Se sia più sexy una criniera o una pelata, è ancora da stabilire. L’importante è non subire. Più che fabbro della propria fortuna, l’uomo moderno ha finalmente la chance di essere  il suo barbiere. Pardon, coiffeur.

Ultimo aggiornamento Sabato 22 Febbraio 2014 16:45
 

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